sabato 25 maggio 2013

Ordinanza assurda, lecite domande


Tale cane tale padrone. Ora è legge: multe a chi sgarra

di Eliana Giusto 
@giocattolirock
Tale cane, tale padrone. Sei alto e grosso? Puoi permetterti un Alano. Sei un peso piuma formato tascabile? Allora prenditi un Bassotto. Perché altrimenti rischi una bella multa. 
Succede a Rota Imagna. Scrive l'Eco di Bergamoche il Comune orobico ha imposto una nuova norma, che recita: "È fatto divieto assoluto di consentire la libera circolazione dei cani, senza la presenza di un conduttore di una corporatura e un peso proporzionato alla mole dell'animale". Dal primo giugno, in sostanza, il giusto "rapporto tra la popolazione umana e le specie canine domestiche" diventa legge. Per chi sgarra, sono previste sanzioni da 25 a 150 euro. Vietato quindi far portare fuori il San Bernardo dal figlio dodicenne. 
Certo fa specie vedere dei ragazzini sotto il metro e sessanta passeggiare con un Rottweiler (così come degli omoni con i Barboncini), ma forse più che un ordinanza servirebbe un po' di buon senso. Io non prenderei mai un Mastino napoletano per compensare la mia minutezza, finirei stesa a terra alla prima uscita. 




Mail inviata all'indirizzo PEC del comune di Rota d'Imagna

   All'attenzione del sindaco

Spettabile Sindaco Sibella, apprendo a mezzo stampa delle sanzioni previste per chi conduce al guinzaglio cani senza che vi sia proporzione tra corporatura e peso con il conducente, nel comune che dirigete. Premesso che sono residente in un'altra regione, vorrei una risposta alle successive due domande:

1 - quale deve essere la proporzione da rispettare (tra cane e conducente) in merito a corporatura e peso? 

2- se io sono al di sotto di quella proporzione, ma avevo adottato il mio cane prima che imponesse la sua ordinanza, sono soggetto al pagamento della sanzione ogni volta che lo porto fuori, ne sono esente o possiamo concordare una sorta di forfait\abbonamento?


grazie per le sue gentili risposte

distinti saluti
xxxx yyyyy

Fuori dall'euro

Sono un convinto anti euro e pro lira, e quando ne parlo sento la maggior parte delle persone esclamare che se tornassimo alla lira dovremmo andare a pagare il giornale o le sigarette con una "carriola di lire". Vediamo se questo articolo vi convince del contrario:



Eurozona, quelli che “la benzina aumenterà settanta volte sette…”

Tira una brutta aria nelle roccaforti del Pude (Partito Unico Dell’Euro), aria di imminente smobilitazione. Le crepe nel muro di gomma sono sempre più evidenti, il dibattito è aperto perfino nel paese che, per i più ingenui, avrebbe meno interesse ad aprirlo (la Germania), l’opposizione all’Eurss si fa, da scientifica, politica, e in paesi più democratici del nostro fa incetta di voti. Questa, peraltro, è un’altra fonte di preoccupazione, visto che lo spazio politico della verità tecnica (l’euro è insostenibile) è stato improvvidamente lasciato alle destre più becere da chi ha ucciso il dibattito a sinistra (in Italia il Pd).
Ma è proprio quando la fine si avvicina, che si manda in prima linea la carne da cannone. Le unità di élite (si fa per dire) meglio risparmiarle: chi scaltramente e per tempo ha dimostrato di avere un po’ di cervello, tornerà poi utile per negoziare al tavolo della pace, forte di un opportunistico “io l’avevo detto”.
Illuminante in questo senso la puntata di “La vita in diretta” del 2 maggio scorso, condotta da un ottimo Marco Liorni. Una puntata che ha raggiunto vette di umorismo involontario grazie alle uscite di due estremi difensori dell’euro.
La star della giornata è stata senza dubbio il vicedirettore del Sole 24 Ore, che ha inanellato una perla dietro l’altra: secondo l’esperto del più autorevole quotidiano economico nazionale l’Italia sarebbe entrata nell’eurozona al cambio di 1700 lire per euro (peccato che una casalinga, intervistata, abbia appena ricordato la quotazione corretta); l’emissione di moneta o di debito pubblico sarebbero operazioni finanziarie equivalenti per lo Stato (dettaglio: sui titoli del debito si paga un interesse, sulle banconote no); lo scatafascio dell’eurozona sarebbe colpa dei commercianti che hanno fatto i furbi fissando arbitrariamente i prezzi (per un esperto è una visione del problema un po’ riduttiva, e per un giornalista è un modo irresponsabile di alimentare l’odio sociale).
Ma il culmine si raggiunge quando l’esperto si avventura in uno scenario catastrofico: lo sganciamento dall’Italia dall’euro porterebbe la benzina a costare sette volte di più.
Sette volte di più?
Il richiamo a un numero dal forte richiamo simbolico (i vizi capitali, le piaghe d’Egitto, i dolori di Maria, ecc.), è astuto, bisogna ammetterlo, e strappa l’applauso alla claque. Ma, come dire, “sotto il simbolo niente”. Perché l’ipotesi prospettata è così irrealistica da denotare una incompetenza in economia largamente superiore alla scaltrezza comunicativa.
Il costo del greggio in valuta nazionale può aumentare per due motivi: o perché aumenta il costo del barile in dollari, o perché aumenta il prezzo del dollaro (cioè perché la valuta nazionale si svaluta). In entrambi i casi il petrolio, in valuta nazionale (euro o lira che sia), costa di più, con un ovvio impatto sui prezzi. Dato che l’esperto del Sole 24 Ore collega l’aumento del prezzo della benzina all’uscita dall’euro, egli vuole lasciar intendere che se la nuova lira fosse libera di fluttuare, un dollaro, dall’oggi al domani, costerebbe sette volte di più: una rivalutazione del dollaro del 600%, o, se volete, una svalutazione della nuova lira dell’85%.
Ricordiamo allora: (1) i motivi per i quali l’Italia dal dopoguerra non ha mai sperimentato svalutazioni così catastrofiche, e (2) i motivi per il quali un aumento del greggio, comunque originato, non avrebbe l’impatto sui prezzi interni delineato dall’esperto.
Circa il primo punto, ricordo che la massima svalutazione contro il dollaro, su base annua, si è avuta nel 1981ed è stata di circa il 30%. L’espertone di turno dirà: “Ma oggi il mondo è diverso, c’è la Cina!” (che non c’entra nulla, ma torna sempre utile per far paura all’interlocutore) “Non puoi prevedere il futuro in base al passato!”. Si sa, domani il sole potrebbe anche non sorgere, chi ha studiato Hume ne è consapevole. Ma un dato è certo: anche al buio, se la lira si svalutasse così tanto, una Ferrari California costerebbe meno di una Passat. Ed è questo è il motivo per il quale non ci sono state in passato e non ci saranno in futuro svalutazioni catastrofiche come quelle previste dall’esperto del Sole 24 Ore: in caso di sganciamento le banche centrali dei nostri concorrenti (Usa, Giappone, Germania) interverrebbero per sostenere la nuova lira, perché se non lo facessero distruggerebbero la competitività di prezzo delle rispettive industrie nazionali.
Circa il secondo punto (l’aumento del prezzo del greggio non ha un impatto uno a uno sull’aumento dei prezzi interni), ci sono tre cose che un esperto dovrebbe sapere: (1) il prezzo del greggio è solo una componente del costo industriale della benzina, l’altra componente importante essendo la raffinazione (effettuata sul territorio nazionale da maestranze pagate in valuta nazionale); (2) il prezzo alla pompa, a sua volta, è gravato da imposte per più della metà; (3) infine, l’energia non è l’unico costo sostenuto dalle imprese: per molte di esse il costo del lavoro (pagato in valuta nazionale) incide molto di più. Quindi, se anche il greggio ci costasse dall’oggi al domani sette volte di più (ipotesi ridicola): (1) l’aumento del costo industriale della benzina sarebbe una frazione dell’aumento del costo del greggio, (2) l’aumento del prezzo alla pompa sarebbe una frazione dell’aumento delcosto industriale, e infine: (3) l’aumento del livello generale dei prezzi (inflazione) sarebbe una frazione dell’aumento del prezzo alla pompa, cioè una frazione di una frazione dell’aumento del costo del greggio.
Vogliamo, invece di blaterare, guardare i dati?
inflazione-petrolioinflazione-petrolio
La Fig. 1 riporta il tasso di inflazione e la variazione del prezzo del petrolio in valuta nazionale (lira fino al 1998, euro dal 1999). Si vede che fra le due variabili una relazione c’è. In effetti, nei “terribili” anni ’70, che ancora suscitano incubi in certi animi sensibili, il decollo dell’inflazione segue quello del prezzo del petrolio, e nel 1974 i due picchi coincidono.
“Ecco!” diranno alcuni avvocati delle cause perse: “Vedi, te l’avevo detto: l’aumento del prezzo del petrolio si scarica tutto sui prezzi interni, perché l’energia, i trasporti,…”.
Un momento: avete visto la scala del grafico? L’inflazione è misurata a sinistra, e la variazione del prezzo del petrolio a destra. Nel 1974 l’inflazione in effetti raggiunse il 19%, ma il prezzo del petrolio (in lire) era aumentato del 328%! Sì, avete capito bene: l’inflazione fu circa un quindicesimo della variazione del prezzo del petrolio. Del resto, quando nel 1986 ci fu il controshock petrolifero, e il prezzo del petrolio in lire si dimezzò (-50%), in Italia i prezzi al consumo non diminuirono: semplicemente, aumentarono di meno. Sorprendente? No, se si applica la logica economica che vi ho esposto sopra. Il ragionamento secondo il quale se il petrolio aumenta dix, allora la benzina aumenta di x, e quindi tutti i prezzi interni aumentano di x, perché ogni merce viene trasportata, colpisce molto la fantasia popolare, ma è, come dire, lievemente impreciso.
Certo non è colpa degli elettori se aderiscono a ragionamenti così superficiali: sono gli unici argomenti sviluppati dalla stampa del regime eurista. Ma siamo fiduciosi: presto il regime cambierà, e in ordinata simmetria, ne siamo certi, cambieranno anche i ragionamenti della (libera) stampa.

Vietato menzionare... siamo alla frutta

Il divieto di menzionare un prodotto non l'avevo mai sentito...



Nutella innominabile, Ferrero censura la sua blogger-fan

La Nutella non si può nemmeno nominare. E' il diktat della Ferrero spache ha censurato la blogger-fan Sara Rossoche si è inventata ilWorld Nutella day (il 5 febbraio) per celebrare la crema spalmabile alla nocciola che fa impazzire grandi e piccini di tutto il mondo. Riporta infatti Corriere.itche da qualche giorno sulla homepage del sito della Rosso campeggia un messaggio: "Il 25 maggio 2013 oscurerò il sito della Giornata mondiale della Nutella, e ogni presenza sui social media (Facebook, Twitter) in conformità al decreto ingiuntivo ricevuto dagli avvocati che rappresentano Ferrero Spa (produttori della Nutella)".
La Rosso spera che questo non sia un addio definitivo al Wnd e che "la Giornata possa continuare a esistere in un modo o nell'altro nel futuro". De resto proprio durante la giornata mondiale della Nutella migliaia di fan della crema di nocciole si scambiano curiosità e ricette più o meno originali: torte, biscotti, crêpe, pizza e persino pollo.

venerdì 24 maggio 2013

Una truffa in meno

Qualche truffa ogni tanto viene smascherata. Ora speriamo che i colpevoli paghino in modo adeguato: tirando il collo a un truffatore, quelli intorno fanno.... gli onesti!!


da :http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-20/truffa-oscura-portale-pirata-081321.shtml?uuid=Ab2viOxH


Truffa a Sky, Gdf oscura portale pirata: replicava l'offerta a 8 euro al mese

La Guardia di Finanza di Agropoli (Salerno) ha oscurato un portale internet pirata che secondo le indagini trasmetteva in streaming su 16 siti la programmazione a pagamento dei canali Sky. L'operazione è partita da una denuncia di Sky nei confronti del portale internazionale "Futurbox", gestito da un'organizzazione ucraina. I server sono stati localizzati in Ucraina, Germania, Russia e Romania. Il portale replicava i film e gli eventi sportivi dei canali Hd di Sky con abbonamenti da 8 euro al mese.
Nelle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania (Salerno), la Guardia di Finanza ha scoperto che con 135 euro era possibile acquistare un dispositivo hardware da gestire direttamente con il telecomando. Uno di questi appartiene a un ente universitario di ricerca ucraino, a disposizione degli studenti universitari. 
Oltre all'oscuramento del portale, attraverso l'inibizione dei 'dns', indirizzi numerici che consentivano di raggiugere 16 siti che rinviavano al portale Futurbox, le Fiamme gialle hanno eseguito perquisizioni a Bari e Taranto nei riguardi di due persone, che secondo le indagini spedivano in Ucraina le smart card necessarie per accedere ai servizi Sky e promuovevano in Italia i servizi offerti da Futurbox attraverso due siti italiani, pure sequestrati. Uno dei denunciati, un laureato in informatica, stava realizzando un software per personalizzare i servizi di Futurbox. 
Le indagini proseguono in sei nazioni diverse e in tutta Italia per identificare gli utenti che avrebbero sottoscritto gli abbonamenti. Fra gli obiettivi degli investigatori vi è anche quello di quantificare il danno causato a Sky. (Ansa)

martedì 7 maggio 2013

Ennesima multa a RyanAir, speriamo non l'ultima

Qualcuno per caso ha presente quando prenotando un biglietto RyanAir a 2 euro ci vediamo aggiungere 20 di tasse e quando si va a pagare si aggiungono 15 euro per l'utilizzo della carta? Forse leggendo qui sotto sarete più contenti...


Ryanair, multa Antitrust da 400mila euro per tassa su pagamenti con carta di credito

Ryanair incassa una maxi multa da 400mila euro per “reiterata inottemperanza” a una delibera dell’autorità garante della concorrenza e del mercato. Nel mirino dell’Antitrust è finita la nuova tassa per l’utilizzo della carta di credito imposta dalla compagnia al termine del processo di prenotazione di un volo. Con la quale la low cost irlandese, secondo le autorità, non ha rispettato gli impegni presi.
Il gruppo avrebbe infatti dovuto modificare definitivamente le modalità di rappresentazione ai consumatori del prezzo dei biglietti aerei offerti a partire dal primo dicembre 2012. Ma ha aspettato il 7 febbraio 2013 per rimuovere finalmente i profili di scorrettezza contestati. Non solo. In quell’arco temporale, la società ha introdotto un nuovo supplemento, denominato “tassa carta di credito”, richiesto al termine del processo di prenotazione di un volo in caso di pagamento con numerose tipologie di carte di credito (Ryanair, Mastercard, Ryanair Visa, Voucher prepagato 3V Visa, Master Card e Visa), di importo pari al 2 per cento del prezzo del servizio di trasporto selezionato dal consumatore, incrementando così la tariffa inizialmente proposta.
Le autorità sottolineano invece che il prezzo dei biglietti per il trasporto aereo deve essere chiaramente e integralmente indicato, sin dal primo contatto con il consumatore, in modo da rendere immediatamente percepibile l’esborso finale. I principali concorrenti di Ryanair, grazie all’azione dell’autorità, hanno peraltro recepito tale principio lo scorso anno.
Il provvedimento dell’Antitrust è stato accolto a braccia aperte dall’Adusbef e Federconsumatori. “Positivo l’intervento sulla tassa carta di credito”, hanno avvertito le associazioni a tutela dei consumatori in una nota, sottolineando che “si tratta di un comportamento scorretto che già in passato avevamo denunciato invocando approfondite indagini, controlli e severe sanzioni”. E anche il Codacons ha ribadito: “Bisogna eliminare qualsiasi commissione a carico degli utenti nelle operazioni di acquisto online di biglietti con carta di credito o carta prepagata”.

Equitalia delenda est: eppur qualcosa si muove


Equitalia citata alla Corte Europea per anticostituzionalità

C’è finalmente qualcuno in Italia che ha deciso di combattere a viso aperto Equitalia e i poteri ad essa conferiti da uno Stato forte con i deboli cittadini e non altrettanto con la difesa dei loro diritti.

Basti pensare che l’Europa per questo ha già comminato ben 120 milioni di euro di multe per i ritardi con i quali lo stato italico provvede ad eseguire le sentenze alle quali è stato condannato.

Equitalia dunque viene citata con un ricorso alla corte dell’Unione europea e a promuovere questa azione sarà l’associazione “Noi consumatori ”, un movimento che addirittura presenta l’headline fin nel suo marchio di “anti-Equitalia”.

L’animatore principale di questo progetto è l’avvocato Simone Forte, il quale ha dichiarato alla stampa: “C’è stata la volontà politica di creare una via più rapida, per incassare cifre relative ai tributi. Questo si è tradotto in norme che calpestano i principi generali del diritto.

Tra l’altro tendono a giustificare la questione associando il debitore di Equitalia al’evasore mentre non è così, anzi: spesso si tratta di persone che vorrebbero pagare le tasse ma per via della crisi o di altri problemi non se lo possono permettere, persone cui non viene data la possibilità di saldare i propri debiti, costretti d’improvviso a difendersi da una macchina che una volta partita non arresti più”

L’associazione, forte di una presenza di quasi venti sedi disseminate sul territorio nazionale, fornisce consulenza a titolo assolutamente gratuito e aiuta i cittadini a trovare il bandolo della matassa nelle soluzioni magari più intricate

Per parlare di Milano, secondo il presidente Forte, Equitalia avrebbe fatto scattare quasi 200.000 ipoteche su immobili di gente che aveva problemi di pagamenti gettando nella disperazione i relativi proprietari.

“Stiamo tentando di aiutare un imprenditore che rischia di chiudere” – ha dichiarato Forte per citare un esempio comune a tanti altri – “sono partiti i pignoramenti e ora è dura. Bisogna denunciare, parlare, e soprattutto affrontare la cosa finché si è in tempo, altrimenti diventa complicato persino per noi intervenire. E se tibloccano il capannone, le proprietà e i conti bancari, considerando che le commissioni tributarie ci mettono un anno e mezzo a rispondere non se ne esce, perché un anno e mezzo per un imprenditore è una vita”

L’obbiettivo di Forte e della sua associazione resta quello di “aggredire perché si è costretti a difendersi”. E in fondo opporsi è ancora un diritto possibile per i cittadini italiani!.

Fonte: Siamo la gente

lunedì 6 maggio 2013

La regina immaginaria

Il week end scorso è stata celebrata, a Piombino, la festa della regina. Chiedere quale sia la regina che si possa festeggiare a Piombino è talmente banale che ero quasi indeciso se scrivere questo post, ma poi non ce l'ho fatta....
Ma non si poteva trovare un altro nome per una serata con banchetti e vezzi vari?? Adesso dovranno festeggiare anche la festa dell'imperatore giapponese se non vorranno incorrere in incidenti diplomatici.... Ma via...