giovedì 22 agosto 2013

Riforma Costituzionale: come dire "ufficialmente" la nostra

Poco, o forse per nulla pubblicizzato, il seguente sito istituzionale dove lo Stato ci chiede di dire la nostra circa le modifiche che apporteremmo o non apporteremmo alla nostra Carta Costituzionale. Il linguaggio utilizzato è piuttosto semplice, e ci sono anche numerose note a piè di pagina per chi incontra difficoltà.
Il questionario, anzi i questionari (sono due) richiedono dai 15 ai 20 minuti, credo che ne valga la pena. Fate voi, io vi posto il link:

http://www.partecipa.gov.it/index.html


ps avete tempo solo fino al prossimo 8 ottobre!!



Truffette energetiche: mi mancavano

In tempi di crisi aziende e privati con scarsa coscienza si attrezzano come possono. Negli ultimi due anni sono stato oggetto di un numero crescente di truffe o pseudotruffe, le più simpatiche le ho pubblicate su questo blog. 
Oggi ne racconterò un'altra, non perché sia particolarmente divertente ma perchè sta capitando a molte persone, e magari scrivendo qui riuscirò a "salvare" qualcuna.

Suona il campanello in piena mattina, chiedo chi è e non ottengo risposta. Apro il portone e sento che qualcuno sale per le scale, questo vuol dire che probabilmente ha suonato a più persone, e qualcuno gli aveva già aperto quando ho risposto io. Richiudo ma noto dallo spioncino una ragazza vestita elegante con una cartellina sotto braccio intenta a salire al piano successivo. Apro la porta e le chiedo se fosse lei ad avermi suonato. Mi dice di si, ma al momento non ricorda il mio cognome. Le chiedo cosa volesse e dice di essere un'incaricata dell'Enel: per evitare che i loro clienti, in un mercato appena liberalizzato, migrino verso un altro operatore, propone un forte sconto sulle mie future bollette. Ringrazio con un sorriso e la saluto, ma ovviamente non è così semplice: mi dice che devo firmare la sua offerta (estrae dei fogli dalla cartellina) ma, ancora più importante, devo fornire il mio codice cliente Enel. 
Ricapitolando: una ragazza suona a "x" campanelli in un palazzo, qualcuno le apre, mentre sale le scale mi vede, non sa chi io sia ma ha un'offerta per me e vuole vedere una mia bolletta. Le dico di non averne e le chiedo a cosa le serva. E' evasiva a riguardo ma alla fine confessa che servono un paio di codici che sono scritti li sopra. Faccio notare il paradosso: l'azienda per cui lavora mi fornisce un codice cliente e lei viene da me per saperlo.... mi dice che lei non lavora per Enel bla bla bla appalto bla bla bla burocrazia bla bla bla. Le dico di ripassare, così nel frattempo mi sarei informato, e la saluto. 

Cercando su internet:

http://www.notiziario360.it/finti-agenti-enel-suonano-alla-porta-di-casa-e-una-truffa/
http://www.redacon.it/2012/03/19/operatori-sedicenti-enel-girano-per-le-case-offrendo-contratti-vantaggiosi/
http://paoblog.net/2010/02/23/enel-porta-a-porta/

Questi sono tre link che parlano di situazioni molto simili alla mia, ma se cercate ne trovate veramente a dozzine!!

In poche parole che succede? Chi vi viene a suonare a casa può essere un promotore incaricato di altra azienda energetica (viva le liberalizzazioni) che vuol farvi cambiare operatore, ma per riuscirci deve prima avere una vostra firma su un modulo e un codice o due presente sulla vostra bolletta. 

Se Enel ha bisogno di dirvi qualcosa, ha i mezzi per farlo (mezzi anche più economici, come una mail). 

Non fidatevi
NON FIDATEVI
NON FIDATEVI

martedì 6 agosto 2013

Se proprio dovete cambiare la vostra sigaretta elettronica, almeno conoscete i vostri diritti, sappiate che quella vecchia devono ritirarla e smaltirla gratuitamente. E non si tratta di un favore...



da Libero.it



Sigaretta elettronica, solo un negoziante su 10 applica il decreto 'uno contro uno'

Sigaretta elettronica, solo un negoziante su 10 applica il decreto 'uno contro uno'
Roma, 7 giu. - (Adnkronos) - La sigaretta elettronica è un dispositivo elettronico dotato di una batteria ricaricabile, pertanto deve essere gestita come un Raee, ossia come un Rifiuto da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per questa tipologia di rifiuti, già da tre anni è entrato in vigore il cosiddetto decreto 'uno contro uno', ossia l'obbligo per i venditori al ritiro gratuito di qualsiasi apparecchiatura dismessa dopo l’acquisto di un prodotto nuovo equivalente. Ma molti lo ignorano. Con l'aiuto della telecamera nascosta siamo andati a vedere quanto ne sanno i rivenditori e il risultato è che su 10 negozianti solo uno ha fatto riferimento all'obbligo di legge. La maggior parte, però, un po' in imbarazzo, risponde che volendo possono smaltirla.
Ma si tratterebbe di un favore. Il punto, però, è che il ritiro non è facoltativo ma obbligatorio. Addirittura c'è anche chi consiglia il modo più rapido per risolvere il problema: “Apri il secchio è butti dentro”. La legge, entrata in vigore il 18 giugno 2010, però, parla chiaro. La legge, spiega all'Adnkronos, Danilo Bonato, direttore generale di ReMedia, il Consorzio nazionale per la gestione eco-sostenibile dei rifiuti tecnologici, “dà un compito ed un obbligo ai negozianti che vendono apparecchiature elettriche ed elettroniche e tra queste anche le sigarette elettroniche. L'obbligo consiste nel ritiro gratuito di una vecchia apparecchiatura, in questo caso la sigaretta, a fronte dell'acquisto di una equivalente. Questo avviene gratuitamente".
Il negoziante, dunque, "ha l'obbligo di ritirare la vecchia sigarette e poi di seguire una serie di procedure che prevedono uno smaltimento sicuro dal punto di vista ambientale e in linea con quello che prevede la legge”. In sintesi, il consumatore ha due possibilità. La prima “è portarla ad un'isola ecologica perché ci sono dei contenitori appositi per gestire tutti questi apparecchi di piccole dimensioni, oppure se intende acquistarne una nuova può portarla presso il negozio che è tenuto a ritirarla gratuitamente”.