domenica 8 luglio 2012

Ingresso nel club di Iniquitalia

Mi sembrava troppo strano... c'ero quasi rimasto male!
Equitalia vessa, importuna, estorce e ruba soldi e beni ad una percentuale imbarazzante di italiani, inviando cartelle pazze per cifre non dovute e possibile che io ne sia immune?
No. Da oggi sono entrato, seppure ufficiosamente (attendo ufficiale comunicazione) nelle loro grinfie. 
Nel mirino dell'"azienda" i cui vertici sono indagati, stavolta è finita una tassa sui rifiuti a mio nome del 2010. Il problema è che la Geofor (società di smaltimento rifiuti) mi invia, come ogni anno, un bollettino di 72,88 euro, mentre secondo Equitalia dovrei pagarne 248,46. Scalata quindi la gabella già versata, i bravi di Attilio Befera mi chiedono i restanti 175,58, più un piccolo contributo tra interessi, sanzioni, e ovviamente il loro compenso (per aver fatto cosa???) di 262,05 euro, per un totale di 438,08.

Oltre alla già di per sé imbarazzante realtà in cui l'azienda pubblica che smaltisce i rifiuti ed Equitalia non si trovino d'accordo sulla cifra che un suddito del loro regno deve versare, mi voglio soffermare sull'aumento giustificato, come si legge nella missiva, da interessi e compensi: da 175,58 a 438,08, cioè un tasso annuo di circa 124%. Se lo sapessero gli usurai cambierebbero mestiere: e quando Beppe Grillo paragonò per certi versi Equitalia alla mafia, qualcuno lo condannò pure. 
Questo è quello che ci meritiamo...


immagine di forumanicomio.altervista.org

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