sabato 21 luglio 2012

Comunicato pro-referendum stipendio politici

Come promesso allego il comunicato del Comitato del Sole organizzatore del referendum, reperibile da poco su facebook.


"COMUNICATO CHIARIFICATORE

1) Si comunica la decisione del Comitato Del Sole di sospendere la raccolta firme per il referendum sull'abrogazione parziale della Legge 31 maggio 1965, n. 1261 (Determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento) di cui è stata data pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24 aprile 2012, a seguito del conteggio delle firme raccolte finora (circa 250.000) e visto l'esiguo tempo rimasto per il raggiungimento del minimo di 500.000 firme necessarie per attuare la richiesta di referendum.

Si comunica, inoltre, la decisione di ripartire con la raccolta firme ad ottobre al fine di organizzare una struttura operativa più capillare su tutto il territorio nazionale che dia maggiore forza ed incisività all'iniziativa referendaria, confidando su una partecipazione attiva di più cittadini, ricordando che il numero di aventi diritto al voto in Italia è di 47.118.352 (dati Istat 2011). Rinvitiamo pertanto le persone che hanno già firmato, a firmare nuovamente non appena ripartirà la raccolta firme.

Le circa 250.000 firme raccolte, tenuto conto che il Comitato Del Sole è composto da semplici cittadini, che le risorse economiche erano limitatissime (ci siamo autofinanziati), che non abbiamo goduto di appoggi esterni di nessun tipo, né siamo stati disposti a scendere a compromessi, costituiscono un risultato estremamente soddisfacente ed è questo che ci sprona a riprovarci più convinti che mai, forti anche dell'esperienza maturata.

2) Ricordiamo che l'iniziativa è nata circa un anno fa su Facebook e conta attualmente più di  100.000 iscritti nel gruppo “Referendum sugli stipendi dei politici italiani” (https://www.facebook.com/groups/referendumsuglistipendideipoliticiitaliani/), più di 25.000 iscritti nel gruppo “Un referendum per abrogare i PRIVILEGI e il VITALIZIO dei POLITICI!” (https://www.facebook.com/groups/126686704097992/) e 1.159.000 partecipanti su quasi 3.000.000 di invitati all'evento “UN MILIONE DI FIRME PER RIDURRE GLI STIPENDI AI POLITICI ITALIANI” (https://www.facebook.com/events/225986690757733/).

Da quando l'iniziativa è nata, il Comitato Del Sole ha continuamente contattato televisioni, stampa e radio nazionali, al fine di dare maggiore visibilità all'iniziativa, con i risultati che voi tutti avrete potuto appurare: i media non ci hanno dato spazio! (Forse perché siamo semplici cittadini??)

3) Si è creata molta confusione dovuta al fatto che le raccolte firme per indire referendum sull'abrogazione parziale della Legge 31 maggio 1965, n. 1261 (Determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento) sono due. Come già scritto nei nostri gruppi Facebook, ribadiamo la differenza tra le due iniziative:

Una è promossa da Unione Popolare che chiede l'abrogazione della diaria (un taglio di circa 3.500 euro netti mensili a Parlamentare), la nostra, promossa dal Comitato Del Sole, sull'abrogazione di:
1. Spese di segreteria e rappresentanza
2. Diaria (Rimborso spese soggiorno a Roma)
3. Cumuli d'indennità per partecipazione a commissioni giudicatrici di concorso, missioni, commissioni di studio e commissioni d'inchiesta
4. In aspettativa:
- Aumenti periodi di stipendio
- Avanzamento di carriera
- Trattamento di quiescenza
- Trattamento di previdenza
- Assistenza sanitaria
- Assicurazione previdenziale
5. Indennità mensile esente da ogni tributo
6. Indennità mensile non sequestrabile o pignorabile
(un taglio di circa 12.000 euro netti mensili a Parlamentare ed un eliminazione di diversi privilegi)

4) La Legge 3 giugno 1999, n. 157 (Nuove norme in materia di rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici), all'art. 1 comma 4 recita così:
“In caso di richiesta di uno o più referendum, effettuata ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dichiarata ammissibile dalla Corte costituzionale, è attribuito ai comitati promotori un rimborso pari alla somma risultante dalla moltiplicazione di lire mille per ogni firma valida fino alla concorrenza della cifra minima necessaria per la validità della richiesta e fino ad un limite massimo pari complessivamente a lire 5 miliardi annue, a condizione che la consultazione referendaria abbia raggiunto il quorum di validità di partecipazione al voto. Analogo rimborso è previsto, sempre nel limite di lire 5 miliardi di cui al presente comma, per le richieste di referendum effettuate ai sensi dell'articolo 138 della Costituzione.”

In parole povere, il rimborso referendario si otterrebbe SOLO dopo aver superato tutti i seguenti passaggi :
- Raggiungimento del numero di 500.000 firme tramite raccolta;
- Deposito delle firme presso la Corte Suprema di Cassazione che le esamina allo scopo di accertare che esse siano conformi alle norme di legge;
- Dichiarazione di ammissibilità del quesito referendario da parte della Corte Costituzionale;
- Indizione del referendum;
- Raggiungimento del quorum di partecipazione (50% + 1 degli aventi diritto al voto).

La posizione del Comitato Del Sole in merito all'utilizzo dell'eventuale rimborso referendario è stata da sempre chiara e trasparente: come scritto nel nostro sito (http://www.comitatodelsole.altervista.org/), nella sezione “Comunicati Stampa”.
L'eventuale rimborso sarà devoluto in beneficenza ai seguenti enti:
- Centro Risvegli ibleo (http://centrorisvegli.it/)
- Ospedale Palombara Sabina
- Ospedale Pediatrico Meyer (http://www.meyer.it/lay_home)
- ANMAR associazione nazionale malati reumatici onlus (www.anmar-italia.it)

Il comitato ritiene più giusto utilizzare il denaro del rimborso per un fine sicuro, sostenendo concretamente enti accertati. Rinunciarvi in nome di un principio, come sostenuto da alcuni movimenti politici, si tradurrebbe unicamente in un mancato aiuto. Ci sentiamo in dovere di sostenere, per quello che è in nostro potere, servizi utili ai cittadini.
A chi gioverebbe rinunciare al rimborso? Chi garantisce che lo Stato ne farebbe un uso migliore?
Ci riserviamo comunque di aprire un sondaggio tra gli utenti del sito (modalità che comunicheremo)  al fine di concorrere ad una decisione democratica in merito all'accettazione/destinazione/rifiuto del rimborso referendario.

5) In merito alla “querelle” sulla validità o meno del referendum, il Comitato Del Sole chiarisce che è a conoscenza delle norme sui referendum previsti dalla Costituzione, come è a conoscenza di alcuni precedenti significativi per i quali il Governo, con lo strumento del decreto legge, ha derogato alle norme della Legge 25 maggio 1970, n. 352 al fine di facilitare le operazioni referendarie. Di seguito riportiamo i testi di alcuni decreti legge con le relative motivazioni che ne hanno consigliato l’emanazione:

- D.L. 9 marzo 1995, n. 67 (Pubblicato nella Gazz. Uff. 9 marzo 1995, n. 57)
“Modifiche urgenti alla legge 25 maggio 1970, n. 352 , recante norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo.” (Convertito in legge dalla L. 5 maggio 1995, n. 159 (Gazz. Uff. 8 maggio 1995, n. 105))
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di modificare la legge 25 maggio 1970, n. 352, recante norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo, al fine di semplificare le operazioni di verifica delle sottoscrizioni necessarie per l'ammissibilità del referendum;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 marzo 1995;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro del tesoro e del Ministro di grazia e giustizia;

Emana il seguente decreto-legge:
1) 1. Sostituisce il comma 4 dell'art. 21, L. 25 maggio 1970, n. 352.
2. Modifica l'art. 22, L. 25 maggio 1970, n. 352.
3. Modifica il comma 1 dell'art. 36, L. 25 maggio 1970, n. 352.
4. Modifica il comma 3 dell'art. 45, L. 25 maggio 1970, n. 352.
2) 1. Per le operazioni di verifica delle sottoscrizioni, dell'indicazione delle generalità dei sottoscrittori, delle vidimazioni dei fogli, delle autenticazioni delle firme e delle certificazioni elettorali, nonché per le operazioni di conteggio delle firme, l'Ufficio centrale per il referendum si avvale del personale della segreteria di cui all'articolo 6 della legge 22 maggio 1978, n. 199 , con qualifica funzionale non inferiore alla settima. Detto personale, delegato dal presidente dell'Ufficio centrale per il referendum, è responsabile verso l'Ufficio centrale delle operazioni compiute. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 6 della legge 22 maggio 1978, n. 199 .
3) 1. Sostituisce il comma 4 dell'art. 6, L. 22 maggio 1978, n. 199.
4) 1. All'onere derivante dall'attuazione del presente decreto, valutato in lire 298 milioni a decorrere dall'anno 1995, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1995-1997, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1995, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero di grazia e giustizia.
2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
5) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

- D.L. 19 gennaio 1994, n. 41 (Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 gennaio 1994, n. 14 e convertito in legge con L. 22 febbraio 1994, n. 161 (Gazz. Uff. 9 marzo 1994, n. 56))
“Disposizioni urgenti in materia di raccolta e di deposito delle sottoscrizioni relative a richieste referendarie.”
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77, secondo comma, e 87 della Costituzione;
Visti gli articoli 28 e 31 della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni;
Visto il proprio decreto 16 gennaio 1994, n. 28, con il quale sono stati convocati i comizi elettorali per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati per il giorno di domenica 27 marzo 1994;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di evitare che la raccolta delle firme degli elettori, prevista dall'articolo 75 della Costituzione, per la richiesta di referendum abrogativi in corso risulti vanificata dall'anticipato scioglimento delle Camere;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 gennaio 1994;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia;
Emana il seguente decreto-legge:
1) 1. In deroga all'articolo 31 della legge 25 maggio 1970, n. 352 (Riportata alla voce Parlamento), per le richieste di referendum in corso alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali per la elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica prevista per domenica 27 marzo 1994, la sottoscrizione e l'autenticazione dei fogli contenenti le firme dei sottoscrittori possono avere luogo fino all'ottavo giorno successivo alla data di entrata in vigore del
presente decreto, restando comunque valide quelle effettuate nel periodo compreso tra le date di pubblicazione dei due predetti decreti.
2. Il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori delle richieste di cui al comma 1 deve essere effettuato entro il settimo giorno successivo alla scadenza del termine di otto giorni indicato nel medesimo comma 1.
2) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

- D.L. 6 aprile 1993, n. 97 (Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 aprile 1993, n. 80 e convertito in legge con L. 25 maggio 1993, n. 160 (Gazz. Uff. 27 maggio 1993, n. 122))
“Misure urgenti relative alle operazioni preparatorie per lo svolgimento dei referendum popolari indetti per il 18 aprile 1993.”
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto il testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 25 maggio 1970, n. 352, recante norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo, e successive modificazioni ed integrazioni;
Visti i decreti del Presidente della Repubblica 25 febbraio 1993, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo 1993, con i quali sono stati indetti referendum popolari per il giorno di domenica 18 aprile 1993;
Considerato che, a norma del combinato disposto degli articoli 46 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e 50 della legge 25 maggio 1970, n. 352, le schede devono essere timbrate con il bollo della sezione la domenica mattina, immediatamente prima dell'apertura della votazione;
Considerato, altresì, che l'inizio delle operazioni di voto potrebbe essere ritardato dagli adempimenti connessi alla timbratura dell'elevatissimo numero di schede relative alla consultazione referendaria;
Ravvisata la straordinaria necessità ed urgenza di assicurare il tempestivo inizio delle operazioni di voto nella giornata di domenica 18 aprile 1993;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 aprile 1993;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia;
Emana il seguente decreto-legge:
1) 1. In occasione dello svolgimento dei referendum popolari indetti per domenica 18 aprile 1993 con decreti del Presidente della Repubblica 25 febbraio 1993, le operazioni di timbratura delle schede previste dall'articolo 46 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361  (Riportato al n. B/I) , che trova applicazione in virtù dell'articolo 50 della legge 25 maggio 1970, n. 352 (Riportata alla voce Parlamento) , sono effettuate nel pomeriggio di sabato 17 aprile 1993, subito dopo l'autenticazione delle schede di cui all'articolo 45 del citato testo unico.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

In caso di raggiungimento del minimo di 500.000 firme necessarie per attuare la richiesta di referendum, il Comitato Del Sole si sarebbe avvalso dei casi precedenti di cui sopra, chiedendo una deroga alla Legge 25 maggio 1970, n. 352.
Il problema purtroppo non si è posto, non avendo raggiunto il numero di firme necessarie.
Ripartendo con la raccolta firme ad ottobre e depositando le stesse non prima del primo gennaio 2013, non si riproporrà la questione validità del referendum in base alla legge, ma solo la questione raggiungimento del numero di firme necessarie.

6) Anticipiamo sin d'ora alcune delle diverse novità che introdurremo:
- Restyling del sito internet per un più facile utilizzo da parte dell'utente;
- Introduzione di due pagine nel sito, una dedicata alla pubblicazione dei nomi degli autenticatori (figure preposte per legge ad autenticare le firme raccolte ai banchetti) contattati, indicandone l'adesione o la mancata adesione degli stessi all'iniziativa e le relative motivazioni; l'altra dedicata alla pubblicazione di programmi televisivi, giornali e radio contattati che diano o meno visibilità all'iniziativa;
- Apertura delle iscrizioni a tutti coloro i quali vorranno far parte integrante del Comitato Del Sole (comitato apartitico e senza fine di lucro) in qualità di soci. A tal proposito verrà pubblicato online nel nostro sito lo Statuto del Comitato Del Sole.

7) Rimarchiamo la necessità di una MAGGIORE PARTECIPAZIONE ATTIVA da parte dei cittadini, al fine di centrare l'obiettivo delle 500.000 firme, proponendosi come referenti dei propri comuni.
Non cadiamo nella “trappola” creata dal sistema della divisione sociale, della “guerra dei poveri”, del “divide et impera”. Solo unito il popolo potrà far sentire la propria forza!

“Chi non fa non commette errori, ma certamente non cambia lo stato delle cose”

Comitato Del Sole, li 21/07/2012"



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