lunedì 30 luglio 2012

Lavoro in cambio di vitto e alloggio





Le province vanno eliminate. Chi proprio le vuole, che se le paghi!!






Le province vanno a mio avviso abolite per due motivi: il primo è che non servono a nulla, il secondo è che costano troppo.
Oggi apprendo dalla stampa che i pisani non ci stanno a convergere nella provincia di Livorno, i veneti (ammesso che Zaia li rappresenti) non ci stanno a ridurle. Fino a qualche mese fa ogni comune con più di mille abitanti aspirava alla secessione provinciale.
Tutto questo perché non esiste una sorta di tassa diretta per il mantenimento della provincia. Se ai pisani venisse promesso che, qualora rinunciassero al capoluogo provinciale, avendo meno spese, avrebbero dalla busta paga successiva meno tasse, e quindi un aumento di (ipotizziamo) 50 euro, son convinto che sarebbero tutti felici. In veneto idem. Allo stesso modo, se per costituire una provincia fosse stato chiesto in passato ai cittadini dei comuni interessati di pagarsela tramite trattenute dirette dalle buste paga, son convinto che in Sardegna non ne avrebbero otto.
All'inizio ho premesso che per i due motivi elencati le province andrebbero abolite, mi correggo: se le province se le pagassero i cittadini che le chiedono per me potrebbero continuare ad esistere perché non costerebbero nulla agli italiani in generale e a quel punto non mi interesserebbe più la loro inutilità.

lunedì 23 luglio 2012

San Vincenzo: il gesto del vigile

Da quando a San Vincenzo (LI) è calato il turismo, il comune ha iniziato (trattasi senz'altro di coincidenza) a piazzare autovelox nella superstrada SS1 Variante Aurelia. Qualche giorno fa, mentre percorrevo quella strada in macchina, ho notato due vigili intenti a montare uno di quelli ordigni e uno di loro, a testa bassa, si stava pericolosamente avvicinando alla strada (come spesso fanno i vigili: forse pensano che essere equiparati a poliziotti li renda immuni...) così mi allargo un pochino e suono il clacson. Dallo specchietto retrovisore ho potuto ammirare il suo eloquente gesto con la mano: vorrei poter dire che si trattasse di un segno di scuse ma l'impressione che ho avuto è stata proprio quella che mi stesse mandando a quel paese.





domenica 22 luglio 2012

La mia nuova amica

mail ricevuta da 7.30syd@your.abc.net.au:
Ciao mio nuovo amico!
Ho avuto il tuo indirizzo e-mail su un sito di incontri, ho pensato per un po 'e ho deciso di scriverti. Vorrei sapere di piu su di te e naturalmente mi piacerebbe vedere la tua foto! Se vuoi posso mandarti qualche altro!
Beh, qualcosa su di me: io vivo a Ucraina, sono 29, sono molto bella, io sono molto stabile finanziariamente, non ho problemi con il luogo in cui vivere, io sono sano, non ho alcun complesso e io posso parlare nulla - ho buon senso dell'umorismo. Spero che tu mi scrivi dove vivi esattamente e qualcosa in piu su di te! Se volete sapere di piu su di me, non esitate a chiedere! Andro in Italia diverse settimane e mi piacerebbe avere amici. Certo, io sono aperto ai rapporti piu di amicizia, ma penso di essere amici dovrebbe essere il primo!
Spero che tu mi rispondera, voglio trovare amici prima del mio arrivo al paese sconosciuto per me.
Sono molto interessante nel sapere tutto di voi e il vostro paese. Sono sicuro che non ci siano problemi con la comunicazione e noi troveremo molti argomenti per il dialogo piacevole.
Guardate la mia foto, spero che dopo che si pensera che sei molto fortunato :) :)
Non dico addio, vi dico a presto.
sinceramente Larisa
Il mio indirizzo e-mail leesa83ap@yahoo.com

Ps se per sbaglio vi arriva una mail così non aprite eventuali allegati!!!





sabato 21 luglio 2012

Comunicato pro-referendum stipendio politici

Come promesso allego il comunicato del Comitato del Sole organizzatore del referendum, reperibile da poco su facebook.


"COMUNICATO CHIARIFICATORE

1) Si comunica la decisione del Comitato Del Sole di sospendere la raccolta firme per il referendum sull'abrogazione parziale della Legge 31 maggio 1965, n. 1261 (Determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento) di cui è stata data pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24 aprile 2012, a seguito del conteggio delle firme raccolte finora (circa 250.000) e visto l'esiguo tempo rimasto per il raggiungimento del minimo di 500.000 firme necessarie per attuare la richiesta di referendum.

Si comunica, inoltre, la decisione di ripartire con la raccolta firme ad ottobre al fine di organizzare una struttura operativa più capillare su tutto il territorio nazionale che dia maggiore forza ed incisività all'iniziativa referendaria, confidando su una partecipazione attiva di più cittadini, ricordando che il numero di aventi diritto al voto in Italia è di 47.118.352 (dati Istat 2011). Rinvitiamo pertanto le persone che hanno già firmato, a firmare nuovamente non appena ripartirà la raccolta firme.

Le circa 250.000 firme raccolte, tenuto conto che il Comitato Del Sole è composto da semplici cittadini, che le risorse economiche erano limitatissime (ci siamo autofinanziati), che non abbiamo goduto di appoggi esterni di nessun tipo, né siamo stati disposti a scendere a compromessi, costituiscono un risultato estremamente soddisfacente ed è questo che ci sprona a riprovarci più convinti che mai, forti anche dell'esperienza maturata.

2) Ricordiamo che l'iniziativa è nata circa un anno fa su Facebook e conta attualmente più di  100.000 iscritti nel gruppo “Referendum sugli stipendi dei politici italiani” (https://www.facebook.com/groups/referendumsuglistipendideipoliticiitaliani/), più di 25.000 iscritti nel gruppo “Un referendum per abrogare i PRIVILEGI e il VITALIZIO dei POLITICI!” (https://www.facebook.com/groups/126686704097992/) e 1.159.000 partecipanti su quasi 3.000.000 di invitati all'evento “UN MILIONE DI FIRME PER RIDURRE GLI STIPENDI AI POLITICI ITALIANI” (https://www.facebook.com/events/225986690757733/).

Da quando l'iniziativa è nata, il Comitato Del Sole ha continuamente contattato televisioni, stampa e radio nazionali, al fine di dare maggiore visibilità all'iniziativa, con i risultati che voi tutti avrete potuto appurare: i media non ci hanno dato spazio! (Forse perché siamo semplici cittadini??)

3) Si è creata molta confusione dovuta al fatto che le raccolte firme per indire referendum sull'abrogazione parziale della Legge 31 maggio 1965, n. 1261 (Determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento) sono due. Come già scritto nei nostri gruppi Facebook, ribadiamo la differenza tra le due iniziative:

Una è promossa da Unione Popolare che chiede l'abrogazione della diaria (un taglio di circa 3.500 euro netti mensili a Parlamentare), la nostra, promossa dal Comitato Del Sole, sull'abrogazione di:
1. Spese di segreteria e rappresentanza
2. Diaria (Rimborso spese soggiorno a Roma)
3. Cumuli d'indennità per partecipazione a commissioni giudicatrici di concorso, missioni, commissioni di studio e commissioni d'inchiesta
4. In aspettativa:
- Aumenti periodi di stipendio
- Avanzamento di carriera
- Trattamento di quiescenza
- Trattamento di previdenza
- Assistenza sanitaria
- Assicurazione previdenziale
5. Indennità mensile esente da ogni tributo
6. Indennità mensile non sequestrabile o pignorabile
(un taglio di circa 12.000 euro netti mensili a Parlamentare ed un eliminazione di diversi privilegi)

4) La Legge 3 giugno 1999, n. 157 (Nuove norme in materia di rimborso delle spese per consultazioni elettorali e referendarie e abrogazione delle disposizioni concernenti la contribuzione volontaria ai movimenti e partiti politici), all'art. 1 comma 4 recita così:
“In caso di richiesta di uno o più referendum, effettuata ai sensi dell'articolo 75 della Costituzione e dichiarata ammissibile dalla Corte costituzionale, è attribuito ai comitati promotori un rimborso pari alla somma risultante dalla moltiplicazione di lire mille per ogni firma valida fino alla concorrenza della cifra minima necessaria per la validità della richiesta e fino ad un limite massimo pari complessivamente a lire 5 miliardi annue, a condizione che la consultazione referendaria abbia raggiunto il quorum di validità di partecipazione al voto. Analogo rimborso è previsto, sempre nel limite di lire 5 miliardi di cui al presente comma, per le richieste di referendum effettuate ai sensi dell'articolo 138 della Costituzione.”

In parole povere, il rimborso referendario si otterrebbe SOLO dopo aver superato tutti i seguenti passaggi :
- Raggiungimento del numero di 500.000 firme tramite raccolta;
- Deposito delle firme presso la Corte Suprema di Cassazione che le esamina allo scopo di accertare che esse siano conformi alle norme di legge;
- Dichiarazione di ammissibilità del quesito referendario da parte della Corte Costituzionale;
- Indizione del referendum;
- Raggiungimento del quorum di partecipazione (50% + 1 degli aventi diritto al voto).

La posizione del Comitato Del Sole in merito all'utilizzo dell'eventuale rimborso referendario è stata da sempre chiara e trasparente: come scritto nel nostro sito (http://www.comitatodelsole.altervista.org/), nella sezione “Comunicati Stampa”.
L'eventuale rimborso sarà devoluto in beneficenza ai seguenti enti:
- Centro Risvegli ibleo (http://centrorisvegli.it/)
- Ospedale Palombara Sabina
- Ospedale Pediatrico Meyer (http://www.meyer.it/lay_home)
- ANMAR associazione nazionale malati reumatici onlus (www.anmar-italia.it)

Il comitato ritiene più giusto utilizzare il denaro del rimborso per un fine sicuro, sostenendo concretamente enti accertati. Rinunciarvi in nome di un principio, come sostenuto da alcuni movimenti politici, si tradurrebbe unicamente in un mancato aiuto. Ci sentiamo in dovere di sostenere, per quello che è in nostro potere, servizi utili ai cittadini.
A chi gioverebbe rinunciare al rimborso? Chi garantisce che lo Stato ne farebbe un uso migliore?
Ci riserviamo comunque di aprire un sondaggio tra gli utenti del sito (modalità che comunicheremo)  al fine di concorrere ad una decisione democratica in merito all'accettazione/destinazione/rifiuto del rimborso referendario.

5) In merito alla “querelle” sulla validità o meno del referendum, il Comitato Del Sole chiarisce che è a conoscenza delle norme sui referendum previsti dalla Costituzione, come è a conoscenza di alcuni precedenti significativi per i quali il Governo, con lo strumento del decreto legge, ha derogato alle norme della Legge 25 maggio 1970, n. 352 al fine di facilitare le operazioni referendarie. Di seguito riportiamo i testi di alcuni decreti legge con le relative motivazioni che ne hanno consigliato l’emanazione:

- D.L. 9 marzo 1995, n. 67 (Pubblicato nella Gazz. Uff. 9 marzo 1995, n. 57)
“Modifiche urgenti alla legge 25 maggio 1970, n. 352 , recante norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo.” (Convertito in legge dalla L. 5 maggio 1995, n. 159 (Gazz. Uff. 8 maggio 1995, n. 105))
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di modificare la legge 25 maggio 1970, n. 352, recante norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo, al fine di semplificare le operazioni di verifica delle sottoscrizioni necessarie per l'ammissibilità del referendum;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 7 marzo 1995;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro del tesoro e del Ministro di grazia e giustizia;

Emana il seguente decreto-legge:
1) 1. Sostituisce il comma 4 dell'art. 21, L. 25 maggio 1970, n. 352.
2. Modifica l'art. 22, L. 25 maggio 1970, n. 352.
3. Modifica il comma 1 dell'art. 36, L. 25 maggio 1970, n. 352.
4. Modifica il comma 3 dell'art. 45, L. 25 maggio 1970, n. 352.
2) 1. Per le operazioni di verifica delle sottoscrizioni, dell'indicazione delle generalità dei sottoscrittori, delle vidimazioni dei fogli, delle autenticazioni delle firme e delle certificazioni elettorali, nonché per le operazioni di conteggio delle firme, l'Ufficio centrale per il referendum si avvale del personale della segreteria di cui all'articolo 6 della legge 22 maggio 1978, n. 199 , con qualifica funzionale non inferiore alla settima. Detto personale, delegato dal presidente dell'Ufficio centrale per il referendum, è responsabile verso l'Ufficio centrale delle operazioni compiute. Resta fermo quanto previsto dall'articolo 6 della legge 22 maggio 1978, n. 199 .
3) 1. Sostituisce il comma 4 dell'art. 6, L. 22 maggio 1978, n. 199.
4) 1. All'onere derivante dall'attuazione del presente decreto, valutato in lire 298 milioni a decorrere dall'anno 1995, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1995-1997, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1995, all'uopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero di grazia e giustizia.
2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
5) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

- D.L. 19 gennaio 1994, n. 41 (Pubblicato nella Gazz. Uff. 19 gennaio 1994, n. 14 e convertito in legge con L. 22 febbraio 1994, n. 161 (Gazz. Uff. 9 marzo 1994, n. 56))
“Disposizioni urgenti in materia di raccolta e di deposito delle sottoscrizioni relative a richieste referendarie.”
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77, secondo comma, e 87 della Costituzione;
Visti gli articoli 28 e 31 della legge 25 maggio 1970, n. 352, e successive modificazioni;
Visto il proprio decreto 16 gennaio 1994, n. 28, con il quale sono stati convocati i comizi elettorali per la elezione del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati per il giorno di domenica 27 marzo 1994;
Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di evitare che la raccolta delle firme degli elettori, prevista dall'articolo 75 della Costituzione, per la richiesta di referendum abrogativi in corso risulti vanificata dall'anticipato scioglimento delle Camere;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 18 gennaio 1994;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia;
Emana il seguente decreto-legge:
1) 1. In deroga all'articolo 31 della legge 25 maggio 1970, n. 352 (Riportata alla voce Parlamento), per le richieste di referendum in corso alla data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali per la elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica prevista per domenica 27 marzo 1994, la sottoscrizione e l'autenticazione dei fogli contenenti le firme dei sottoscrittori possono avere luogo fino all'ottavo giorno successivo alla data di entrata in vigore del
presente decreto, restando comunque valide quelle effettuate nel periodo compreso tra le date di pubblicazione dei due predetti decreti.
2. Il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori delle richieste di cui al comma 1 deve essere effettuato entro il settimo giorno successivo alla scadenza del termine di otto giorni indicato nel medesimo comma 1.
2) 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

- D.L. 6 aprile 1993, n. 97 (Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 aprile 1993, n. 80 e convertito in legge con L. 25 maggio 1993, n. 160 (Gazz. Uff. 27 maggio 1993, n. 122))
“Misure urgenti relative alle operazioni preparatorie per lo svolgimento dei referendum popolari indetti per il 18 aprile 1993.”
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Visto il testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e successive modificazioni ed integrazioni;
Vista la legge 25 maggio 1970, n. 352, recante norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo, e successive modificazioni ed integrazioni;
Visti i decreti del Presidente della Repubblica 25 febbraio 1993, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 2 marzo 1993, con i quali sono stati indetti referendum popolari per il giorno di domenica 18 aprile 1993;
Considerato che, a norma del combinato disposto degli articoli 46 del citato testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e 50 della legge 25 maggio 1970, n. 352, le schede devono essere timbrate con il bollo della sezione la domenica mattina, immediatamente prima dell'apertura della votazione;
Considerato, altresì, che l'inizio delle operazioni di voto potrebbe essere ritardato dagli adempimenti connessi alla timbratura dell'elevatissimo numero di schede relative alla consultazione referendaria;
Ravvisata la straordinaria necessità ed urgenza di assicurare il tempestivo inizio delle operazioni di voto nella giornata di domenica 18 aprile 1993;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 2 aprile 1993;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia;
Emana il seguente decreto-legge:
1) 1. In occasione dello svolgimento dei referendum popolari indetti per domenica 18 aprile 1993 con decreti del Presidente della Repubblica 25 febbraio 1993, le operazioni di timbratura delle schede previste dall'articolo 46 del testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361  (Riportato al n. B/I) , che trova applicazione in virtù dell'articolo 50 della legge 25 maggio 1970, n. 352 (Riportata alla voce Parlamento) , sono effettuate nel pomeriggio di sabato 17 aprile 1993, subito dopo l'autenticazione delle schede di cui all'articolo 45 del citato testo unico.
2. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

In caso di raggiungimento del minimo di 500.000 firme necessarie per attuare la richiesta di referendum, il Comitato Del Sole si sarebbe avvalso dei casi precedenti di cui sopra, chiedendo una deroga alla Legge 25 maggio 1970, n. 352.
Il problema purtroppo non si è posto, non avendo raggiunto il numero di firme necessarie.
Ripartendo con la raccolta firme ad ottobre e depositando le stesse non prima del primo gennaio 2013, non si riproporrà la questione validità del referendum in base alla legge, ma solo la questione raggiungimento del numero di firme necessarie.

6) Anticipiamo sin d'ora alcune delle diverse novità che introdurremo:
- Restyling del sito internet per un più facile utilizzo da parte dell'utente;
- Introduzione di due pagine nel sito, una dedicata alla pubblicazione dei nomi degli autenticatori (figure preposte per legge ad autenticare le firme raccolte ai banchetti) contattati, indicandone l'adesione o la mancata adesione degli stessi all'iniziativa e le relative motivazioni; l'altra dedicata alla pubblicazione di programmi televisivi, giornali e radio contattati che diano o meno visibilità all'iniziativa;
- Apertura delle iscrizioni a tutti coloro i quali vorranno far parte integrante del Comitato Del Sole (comitato apartitico e senza fine di lucro) in qualità di soci. A tal proposito verrà pubblicato online nel nostro sito lo Statuto del Comitato Del Sole.

7) Rimarchiamo la necessità di una MAGGIORE PARTECIPAZIONE ATTIVA da parte dei cittadini, al fine di centrare l'obiettivo delle 500.000 firme, proponendosi come referenti dei propri comuni.
Non cadiamo nella “trappola” creata dal sistema della divisione sociale, della “guerra dei poveri”, del “divide et impera”. Solo unito il popolo potrà far sentire la propria forza!

“Chi non fa non commette errori, ma certamente non cambia lo stato delle cose”

Comitato Del Sole, li 21/07/2012"



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Ora che avete letto potete farvi una vostra idea...





venerdì 20 luglio 2012

Raccolta firme per diminuzione stipendio parlamentari: farsa o non farsa??

Sto seguendo da diverse settimane, grazie anche al gruppo dedicato su Facebook creato da M.S. , l'evolversi della raccolta firme per ottenere un referendum grazie al quale gli stipendi dei parlamentari dovranno essere ridotti.

E ho sin da subito avuto un grosso dubbio: perché il moVimento 5 stelle non pubblicizza e coadiuva il Comitato del Sole e U.P. (i due promotori dell'iniziativa) nella raccolta firme??

Ieri sul blog di Beppe Grillo è comparso un articolo a firma Vittorio Bertola (consigliere Torinese per il M5S) che spiegherebbe come mai, secondo lui, questo referendum sarebbe una farsa: http://www.beppegrillo.it/2012/07/i_referendum_anti-casta_sono_una_bufala.html

In poche parole esiste una precisa legge (352 del 1970) che renderebbe inutilizzabili le firme per un referendum se raccolte l'anno precedente alle elezioni politiche. E cito l'articolo 31:
"Non può essere depositata richiesta di referendum nell'anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l'elezione di una delle Camere medesime."

Essendo le prossime elezioni nel 2013, come possono essere considerate valide queste firme?

Recandoci sul gruppo "Referendum sugli stipendi dei politici italiani" su Facebook, possiamo leggere che uno degli organizzatori ha promesso da ieri sera un comunicato ufficiale dove, dice, spiegherà tutta la situazione. E intanto la maggior parte degli iscritti difende la raccolta firme a spada tratta, offendendo il M5S e invocando il loro boicottaggio alle elezioni.

Chi avrà ragione realmente? Voi di chi vi fidate di più? Intanto aspettiamo ansiosi il comunicato ufficiale...







martedì 17 luglio 2012

Sciopero benzinai dal 3 al 5 agosto

Dal 3 al 5 agosto prossimo fare benzina sarà molto difficile se non impossibile. Con un comunicato congiunto le organizzazioni di categoria dei gestori, Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc-Anisa Confcommercio hanno dichiarato la serrata come atto di protesta verso banche, governo e petrolieri. Non saranno utilizzabili neanche i self service.

Automobilista avvisato....






lunedì 16 luglio 2012

Dipendenti Equitalia piangono: troppo comodo



Equitalia logora chi ci lavora: "Depressi per i troppi blitz"





































"Cambiamo punto di vista. Per una volta diamo la parola a chi va in giro a fare le riscossioni per conto dell’Agenzia delle Entrate e a chi sta dietro lo sportello Equitalia... insomma, a chi riceve suo malgrado gli improperi pur essendo solo incolpevole parte dell’ingranaggio", racconta Salvatore Garzillo su Libero in edicola oggi. E cambiando punto di vista si scopre che Equitalia logora chi ci lavora. Il grido è unanime: "Siamo depressi per i troppi blitz". Le riscossioni a tappeto e i controlli fiaccano i "segugi" di Befera, che raccontano: "Roviniamo la gente, il rischio di prenderle è sempre più concreto". E i casi di stress e malattie aumentano.





Inutile piangere lacrime di coccodrillo e mettere i piedi in due staffe per avere la pacca sulla spalla dai dirigenti ma anche la comprensione dei cittadini.  Chi ci lavora e non vuole "finire in depressione" i mezzi li ha, che li usino...









Vietato disturbare il senatore che "lavora"


Scrivi al senatore? È un’indebita pressione

Troppo abituati a vedere la loro aula frequentata da greche e stellette formalmente molto ossequiose, un paio di senatori della commissione Difesa si sono lamentati perché hanno ricevuto email da cittadini che protestavano per i contenuti del disegno di legge di riforma dello strumento militare attualmente in discussione.
Del resoconto della seduta del 4 luglio“interviene, sull’ordine dei lavori, il senatore  Carrara (CN:GS-SI-PID-IB-FI), osservando di aver ricevuto numerose e-mail di avviso contrario al disegno di legge n. 3271 e che detto fenomeno sembra aver interessato anche molti altri parlamentari”. Fin qui tutto bene: potrebbe essere un sussulto di dignità di un parlamentare che vuole ascoltare i cittadini. Macché, “tale atteggiamento – prosegue il verbale – configurerebbe, però, un’indebita pressione sulla Commissione ed i suoi componenti, che dovrebbero, al contrario, vedersi riconosciuta la possibilità di esaminare un provvedimento così delicato liberi da qualsiasi condizionamento.  Sollecita pertanto la Presidenza della Commissione ad attivarsi per segnalare tale problematica”.
Piccola esegesi. Quella interminabile sigla tra parentesi è uno dei misteri gloriosi del nostro Parlamento. Significa “Gruppo Coesione Nazionale (Grande Sud-Sì Sindaci-Popolari d’Italia Domani-Il Buongoverno-Fare Italia)”. Chi sono? Nessuno lo sa, forse nemmeno il senatore Valerio Carrara. E chi è costui? Originario di Oltre il Colle, provincia di Bergamo, è “nominato” al Senato da tre legislature, prima con Forza Italia, poi con il PdL fino ad approdare al CN:GS-SI-PID-IB-FI a seguito di una delle tante alchimie escogitate da Berlusconiper far sopravvivere il governo.
Prosegue Carrara: le e-mail “di avviso contrario” sarebbero un “fenomeno” che ha interessato anche altri parlamentari. Un “fenomeno”? Lasciamo perdere. “Configurerebbe un’indebita pressione”. Il valoroso senatore, non abituato forse a ricevere suggerimenti e sollecitazioni da elettori qualunque che si firmano con nome e cognome, si sente condizionato nella sua libera determinazione. Cosa che non sarebbe successa se a scrivergli o telefonargli fosse stato qualcuno dal ministero. In quel caso, lo sappiamo, si tratterebbe solo di “utili suggerimenti”.
Infine sollecita “a segnalare tale problematica”. A chi? Al dio delle raccomandazioni?
Va beh, restasse da solo nella sua protesta, Carrara potrebbe sembrare un buontempone. Ma in suo soccorso interviene, come il Settimo cavalleria ai bei tempi degli indiani, il senatore Mauro Del Vecchio di professione (leggo la scheda sul sito del Senato) “generale di corpo d’armata”. Professione generale di corpo d’armata? Bisognerà dire all’Istat di aggiornare in fretta i compendi. Dopo impiegato, operaio aggiungere “generale” nella varie declinazioni: brigata, divisione, tenente generale, brigadier generale, e poi di squadra aerea, e avanti così. Lo stesso naturalmente per gli ammiragli, i commissari, i questori.
Del Vecchio, che è un nominato del Partito democratico, aggiunge il suo carico da novanta agli arzigogoli lessicali di Carrara. Leggo ancora dal verbale: “Concorda il senatore Del Vecchio, sottolineando che le predette e-mail risultano inviate ad indirizzi specifici di posta elettronica che non dovrebbero essere di pubblico dominio”. Il Signor Generale non si fa beccare mai con la guardia abbassata: chi ha diffuso informazioni riservate, forse segrete, come gli indirizzi email? Se fosse ancora in servizio avrebbe già chiamato i Carabinieri. Glielo diciamo al generale, rischiando di essere accusati di intelligenza con il nemico? Gli indirizzi e-mail dei senatori sono pubblicati sul sito del Senato: basta cliccare sul nome del senatore e l’e-mail si apre. Maledetti bolscevichi.
Naturalmente il teatrino non potrebbe finire senza il confortante avvallo della presidente Roberta Pinotti, del Pd, la quale, anziché insegnare ai due cos’è la democrazia,  “fornisce assicurazioni” dice sempre l’asettico verbale“riservandosi di approfondire la problematica sollevata”. Adesso si capisce perché alle elezioni per sindaco i genovesi non l’abbiano votata.



G8: solidarietà alle vittime ma anche ai colpevoli

In casi come questi si può secondo voi esprimere solidarietà sia alle vittime sia ai poliziotti condannati? Non è come dire solidarietà a chi viene violentata e a chi violenta? Non capisco....


da LiberoQuotidiano.it

De Gennaro e la sentenza sul G8: "Solidarietà a vittime e poliziotti"

Il sottosegretario con delega ai Servizi ed capo della Polizia: "Conosco il valore dei funzionari condannati. Io sempre rispettoso della Costituzione"


"Quegli uomini tanto hanno contribuito ai successi dello Stato democratico nella lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata"
"Solidarietà per le vittime e per i funzionari condannati". Gianni De Gennaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi, ha commentato così in una nota ufficiale di Palazzo Chigi la sentenza della Cassazione che ha condannato in via definitiva per falsa testimonianza quattro funzionari di Polizia coinvolti nelle violenze alla scuola Diaz durante il G8 di Genova nel 2001. "Le sentenze della magistratura devono essere rispettate ed eseguite, sia quando condannano, sia quando assolvono", afferma De Gennaro, che all'epoca dei fatti era capo della Polizia. "In seguito alle decisioni per i gravi fatti di Genova, le competenti autorità hanno puntualmente adempiuto a tale dovere, operando con tempestività ed efficacia", ricorda l'attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai Servizi. "Per quanto mi riguarda - sottolinea - ho sempre ispirato la mia condotta e le mie decisioni ai principi della Costituzione e dello Stato di diritto e continuerò a farlo con la stessa convinzione nell’assolvimento delle responsabilità che mi sono state affidate in questa fase". Nella sua nota, De Gennaro aggiunge che "resta comunque nel mio animo un profondo dolore per tutti coloro che a Genova hanno subito torti e violenze ed un sentimento di affetto e di umana solidarietà per quei funzionari di cui personalmente conosco il valore professionale e che tanto hanno contribuito ai successi dello Stato democratico nella lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata".

immagine di: scheggedivetro.blogosfere.it

    CoopVoce, la risposta

    Sono talmente tanto abituato ad inviare mail, segnalazioni e reclami senza ricevere uno straccio di risposta che quando mi ha chiamato la ragazza che gestisce i reclami mi ha spiazzato: mi ha fatto delle domande per capire meglio cosa fosse successo e mi ha detto che avrebbe verificato. Il giorno successivo mi ha ricontattato e mi ha detto che la promozione che io non trovavo su internet in realtà c'era e su mia richiesta mi ha spedito lo screenshot: in ogni caso mi hanno rimborsato gli euro prelevati per la navigazione web, forse un po' per tenersi un cliente, un po' perché magari la promozione era davvero un po' nascosta.

    Tutto bene dunque: cortesia, attenzione verso il cliente e rimborso immediato. Unico neo della questione: lo screenshot l'ho visto, ma comunque sia non riesco a trovare quella pagina accedendo dal loro sito... Sarò io che sono limitato? Perché non provate a trovarla voi?
    La promozione si chiama "Web 1 giga 50%".

    Fatemi sapere...











    Disdire SKY: istruzioni per l'uso

    A me è servito, e ad ogni buon conto posto qui sotto un ottimo blog, aggiornatissimo, con indicazioni per disdire SKY senza poi dover rivolgersi ad un avvocato e cambiare numero di telefono.
    C'è scritto tutto, cosa fare passo dopo passo...

    clicca qui per visualizzare il blog


    lunedì 9 luglio 2012

    Slogan inutile: la risposta di Tiemme spa

    Ringraziandola per il suggerimento la informiamo che già i nostri autisti possono vendere i biglietti e di conseguenza coloro che fossero interessati possono richiederlo. La funzione di verifica serve a sorvegliare e sanzionare l'andamento dell'evasione. Il nostro sistema è basato su questo concetto che consente una maggiore fruibilità dei servizi da parte dei passeggeri altrimenti costretti a code in entrata sul bus.
    Buona giornata

    Questa è la risposta che ho avuto oggi in merito alla mia richiesta: la mail non era firmata (nella mia c'era nome e cognome). Entrando nel merito della risposta: a Parigi, Barcellona, Londra e Madrid solo per citarne alcune, in 20-30 secondi si smaltisce la coda in entrata, a Piombino, dove se si escludono gli orari di punta e le linee "azzurre", ad ogni fermata salgono un paio di persone, non si puó fare. Al capolinea, dove il pullman neanche ingombrerebbe la strada, neppure...
    Così è la vita...





    La Bayer, questa sconosciuta

    L'avevo sentito, ma mi sembrava impossibile, così ho cercato in rete.
    A questo post c'è allegata la foto della prima bottiglia di eroina, commercializzata dalla Bayer nel 1899.
    La stessa Bayer che forniva il gas ai campi di sterminio nazisti e la stessa Bayer che ci vende l'aspirina ancora oggi...
    http://it.wikipedia.org/wiki/Bayer
    Questo è solo uno dei tanti link che ho trovato, digitate su google e ne troverete quanti ne volete...





    domenica 8 luglio 2012

    Piccole novità

    Ho introdotto da poco un paio di piccole novità: il tasto +1 di GooglePiù, non associato ai singoli post ma al blog stesso, è disponibile nella colonna di destra, e poco più sopra, visto che circa il 15% dei lettori non è italiano, un piccolo menù a tendina associato a GoogleTranslate in grado di tradurre il blog in ogni lingua riconosciuta.
    Questo, è una modifica al layout e ai caratteri.

    Passo Carrabile "per piacere" pur di non pagare

    In tempi di crisi è lecito risparmiare, e ognuno si ingegna come puó. A Massa marittima, provincia di Grosseto, qualcuno ha pensato di risparmiare sul passo carrabile, chiedendo per piacere di lasciare libero il passo e pure ringraziando preventivamente...








    Ingresso nel club di Iniquitalia

    Mi sembrava troppo strano... c'ero quasi rimasto male!
    Equitalia vessa, importuna, estorce e ruba soldi e beni ad una percentuale imbarazzante di italiani, inviando cartelle pazze per cifre non dovute e possibile che io ne sia immune?
    No. Da oggi sono entrato, seppure ufficiosamente (attendo ufficiale comunicazione) nelle loro grinfie. 
    Nel mirino dell'"azienda" i cui vertici sono indagati, stavolta è finita una tassa sui rifiuti a mio nome del 2010. Il problema è che la Geofor (società di smaltimento rifiuti) mi invia, come ogni anno, un bollettino di 72,88 euro, mentre secondo Equitalia dovrei pagarne 248,46. Scalata quindi la gabella già versata, i bravi di Attilio Befera mi chiedono i restanti 175,58, più un piccolo contributo tra interessi, sanzioni, e ovviamente il loro compenso (per aver fatto cosa???) di 262,05 euro, per un totale di 438,08.

    Oltre alla già di per sé imbarazzante realtà in cui l'azienda pubblica che smaltisce i rifiuti ed Equitalia non si trovino d'accordo sulla cifra che un suddito del loro regno deve versare, mi voglio soffermare sull'aumento giustificato, come si legge nella missiva, da interessi e compensi: da 175,58 a 438,08, cioè un tasso annuo di circa 124%. Se lo sapessero gli usurai cambierebbero mestiere: e quando Beppe Grillo paragonò per certi versi Equitalia alla mafia, qualcuno lo condannò pure. 
    Questo è quello che ci meritiamo...


    immagine di forumanicomio.altervista.org

      Lo slogan inutile

      Mail inviata alla Tiemme spa

      Buongiorno,
      ho visto affisso nei pressi della stazione FS di Piombino il nuovo slogan (non fermare l'autobus usa il biglietto) per sensibilizzare i viaggiatori. Vorrei sapere come mai il conducente, come nella maggioranza di altri Paesi europei, non filtri in salita chi non ha il biglietto: non sarebbe più efficace e redditizio?




      domenica 1 luglio 2012

      Gli operatori telefonici sono tutti uguali

      Operatore virtuale a chi??? Già, perché seppur giovanissimi questi operatori hanno già imparato ad imitare i fratellini più grandi ed esperti di loro, facendo sparire ogni tanto qualche euro dal credito per motivi che non stanno ne in cielo ne in terra. Questa volta mi hanno detto che avevo attiva un'offerta diversa da quella che credevo, un'offerta che sul loro sito non esiste. 

      In 12 anni ho girato quasi tutti gli operatori più volte, e non ne ho mai trovato uno che non "ci provasse". Mi sono stufato ed ho scritto reclamo alla CoopVoce che allego qui sotto:






      Spettabile CoopVoce,

      io sottoscritto         , nato a       il       , codice fiscale       , intestatario dell'utenza telefonica       , reclamo quanto segue:

      dal pomeriggio del giorno 30 u.s., non sono più stato in grado di connettermi ad internet tramite il mio cellulare. Appariva la dicitura "impossibile attivare la rete dati cellulare, non sei abbonato a nessun servizio di dati cellulari", questo nonostante io avessi attiva la "Web 1 Giga".

      Il primo luglio telefonavo in tarda mattinata al 188 dove un vostro operatore mi diceva che il mio credito telefonico si era prosciugato perché avevo continuato ad utilizzare internet nonostante avessi finito il "giga gratuito". Replico che non si trattava di un "giga gratuito", bensì di un "giga veloce", dato che stando a quanto riportato in calce alle note di "Web 1 Giga" si evince che la connessione rimarrà gratuita seppur rallentata:
          "Al superamento della soglia la velocità di connessione sarà ridotta a 32 kbps senza costi aggiuntivi, fino al termine del mese."

      ma la vostra operatrice insiste che ho letto male e così terminiamo la conversazione. Dopo circa due minuti ho richiamato nuovamente il 188, davanti al pc con la vostra pagina web aperta, ho rispiegato il tutto alla vostra collega che mi ha detto che pagando io 4 euro al mese anziché 8, non ho attiva la promozione "Web 1 Giga" bensì la promozione "Web 1 Giga Promo" che non appare però nell'elenco delle vostre promozioni-offerte. Gli chiedo dove posso trovare le note informative di questa promozione che sulla vostra pagina non riesco a reperire, e mi risponde: "da qualche parte ci deve essere", senza però dirmi dove. 

      A questo punto ho deciso di inviare formale reclamo come previsto dall'articolo 11 delle vostre CONDIZIONI DI QUALITA’ RELATIVE AI SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA DI COOP ITALIA SOCIETA’ COOPERATIVA, ed in buona sostanza chiedo il riaccredito degli euro scalati per il traffico dati il giorno 30 u.s. in quanto non potevo sapere che stavo pagando la "Web 1 Giga Promo" anzichè la "Web 1 Giga" dato che la prima non risulta nell'elenco delle vostre promozioni e offerte, e di conseguenza è impossibile visionarne le condizioni contrattuali.

      in attesa di un vostro gentile riscontro invio
      saluti






      La presunzione di festeggiamento

      Apprendo dal telegiornale regionale che a Siena questa sera, causa Palio, saranno vietati maxischermi e sfilate per le strade in caso di vittoria. Cerco in rete, tutte le maggiori testate giornalistiche confermano la scelta della giunta comunale.
      Nessuno però spiega come si fa a vietare che delle macchine si muovano per la città a festeggiare: cioè quale sarà la presunzione di festeggiamento che i vigili seguiranno per multare chi sfila anziché chi va a lavoro o dalla fidanzata? Essere in possesso di una bandiera tricolore? Essere oltremodo felici?

      Domani cercherò sul web per vedere come finirà, son curioso...

      Ognuno ha il questore che si merita

      Un paio di giorni fa rimasi piacevolmente sorpreso circa la dichiarazione di un questore, Alessandro Marangoni: “un poliziotto che sbaglia dovrebbe pagare il doppio”.
      Ma paese che vai questore che trovi, e si vede che non tutti possono permettersi o si meritano, un questore come Marangoni. Ma di li a meritarsene uno come Calogero Germanà ce ne corre.


      Leggete qui sotto: analoga situazione, differente dichiarazione....


      da IlFattoquotidiano:

      Tanti i piacentini che hanno festeggiato in centro l’accesso dell’Italia in finale agli Europei, anche se non tutto si è svolto senza incidenti. A causa dell’esultanza di alcuni, come testimoniato dai video, i carabinieri di una pattuglia hanno perso il controllo. Uno dei militari, accerchiato da una trentina di giovani, ha infatti estrattola pistola in segno di minaccia.
      Tra l’altro, lo stesso militare, dopo che i tifosi gli tirano acqua addosso, si avvicina a uno di loro e lo spintona fino a farlo cadere a terra. Poi si volta e torna verso la macchina, ma senza identificarlo. Sull’argomento il comando dei carabinieri di Piacenza non è intervenuto. Lo ha fatto il questore, Calogero Germanà, nella sua veste di responsabile territorialmente per l’ordine pubblico: “Evidentemente il contesto era tale per cui l’operatore ha ritenuto opportuno esibirla. E basta”
      Quattro i denunciati, tre per danneggiamento di un palco nella zona di piazzale Genova mentre un altro ragazzo è stato sanzionato per guida in stato d’ebrezza.


      Se ne deduce dunque che un carabiniere non deve subordinare l'utilizzo dell'arma in base a ciò che la legge prescrive: basta che il singolo ritenga opportuno esibirla. 
      Questa dichiarazione è dovuta da un particolare retaggio (magari di un particolare credo politico che cerca di tornare di moda) o da un colpo di sole?