venerdì 3 febbraio 2012

Idee rivoluzionarie

Possibile che non esista un cavolo di nessuno che quando qualche mente illuminata rigurgita la sempredimoda idea di rimuovere l'articolo 18 per aumentare i posti di lavoro non gli chieda se abbiano bevuto?
Io pretendo che qualcuno mi spieghi come si fa a pensare di aumentare i posti di lavoro licenziando. Al massimo, ammesso che per x licenziamenti corrispondano x assunzioni (mi ci gioco quello che volete che non sarà MAI così) ci sarebbero gli stessi posti ma le persone lavorerebbero in maniera alternata. Ma allora non basta ridurre le ore massime di lavoro settimanale dalle attuali 40 a 30? In questo modo, mantenendo la certezza di un salario (seppur ridotto di circa il 20%) dovrebbero lavorare il 25% di persone in più.

Un esempio pratico: se l'azienda Alfa per produrre e vendere i suoi beni ha bisogno ad oggi di 100 persone alle sue dipendenze, vuol dire che necessita di 17.140 ore di lavoro al mese. Potendo chiedere ai propri dipendenti non più di 30 ore settimanali per legge, le stesse 100 persone lavorerebbero 12.855 ore mensili. Dunque l'azienda sarebbe incentivata, per mantenere la sua produttività, ad assumere circa 25 persone in più.

Qualcuno mi dice dov'è l'errore? Cosa ho sbagliato? Perché nessuno ne parla? Che non sia venuto in mente a nessuno? Beh può essere, io ho solo un misero diploma, non ho conseguito una laurea alla Bocconi.....

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