giovedì 9 febbraio 2012

Che bella la PEC

Chi di voi non ha mai sentito parlare di PEC?
Una cosa formidabile, una pecora bianca partorita dall'ex Ministro Brunetta. Vista la mole di raccomandate che sono costretto ad inviare ultimamente ho deciso di aprirne una anche io. Girello un po' sui motori di ricerca e mi accorgo che sono tutte a pagamento (cifre annuali irrisorie) tranne quelle attuabili sul sito ufficiale postacertificata.gov.it. Scelgo questo portale non tanto per i cinque euro annui da risparmiare ma perché essendo quello "dello Stato" mi fidavo di più. La procedura è velocissima, ci si iscrive sul portale, il giorno dopo ci si reca in un ufficio postale per confermare il tutto ed ecco che, passate 24 ore, puoi già usare la tua PEC.
Uno dei primi problemi che ho riscontrato è che nessuna azienda pubblicizza il proprio indirizzo mail certificato: a me ad esempio, serviva quello di Fastweb che ho potuto reperire solo per vie traverse. Passi questo primo problema, ho scritto la mia bella mail, pronto per inviarla con valore legale, quando mi vedo il server rifiutare l'indirizzo immesso (a proposito, quello di Fastweb è fastweb@legalmail.it).
Inizio quindi a spulciare (forse avrei dovuto farlo prima) il regolamento della mia casella di posta che in maniera piuttosto chiara, anche se scritta con un times new roman 6, mi informa che la mia casella di posta (a differenza di quelle attuabili presso i privati a 5-10 euro l'anno), mi consente solo di inviare e ricevere da indirizzi mail delle varie PA.
In poche parole ho perso tempo per attivare un servizio che non userò mai, ma che servirà ai vari comandi di Poliziucole varie per risparmiare sulla notifica di tasse sottoforma di multa da versare ai loro padroni (sono sicuro che a me le spese di notifica le faranno pagare uguale...).

Morale: ora sono alle prese con la burocrazia per cercare di cancellare questa simpatica casella di posta. Io voglio poter sperare che se qualcuno mi pizzica mentre parcheggio in doppia fila mi mandi una raccomandata tradizionale: può sempre andar persa.

1 commento:

  1. bisogna sempre leggere prima, specialmente le cose scritte piccine piccine picciò

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