giovedì 19 gennaio 2012

Il "signor" Vittorio

Ieri alle 14,40 (orario in cui di norma sono chiusi gli uffici) ricevo una chiamata da un numero anonimo. Mi dice di chiamarsi Vittorio, la Fastweb, con cui secondo lui ho o avevo un contratto per una pennetta e/o telefono fisso, gli ha detto che deve da me riscuotere 250 euro. Senza lasciarmi parlare mi dice che stava per partire la cartella esattoriale, lui si è prodigato per fermarli e che devo dargli la mia mail per la ricezione delle coordinate bancarie su cui inviare il bonifico. A questo punto riesco a replicare. Dico che non mi è arrivato niente per posta, mezzo che ritengo piu opportuno per queste comunicazioni, che l'azienda per cui mi ha detto di lavorare su internet non esiste, che non mi ha neanche detto il suo cognome e che non sono disposto ad inviargli la mia mail. Un affronto inaccettabile per il signor Vittorio, che urla e sbraita che non devo fare il ragazzino e mi intima di comunicargli subito la mia mail.
Picche, gli rispondo. Gli chiedo di mandarmi tramite posta raccomandata la sua richiesta che sottoporrò all'attenzione del mio avvocato.
Urla sempre piu forte il suo dissenso, lo saluto e riattacco.
Pochi secondi dopo mi richiama, sempre con numero anonimo, gli chiedo di smettere di chiamarmi, che gli ho già detto quello che dovevo.
Ridendo preannuncia che mi avrebbe chiamato tutti i giorni piu volte al giorno, ma a far desistere il signor Vittorio sono bastate due parole magiche: stalking e carabinieri. Ho riattaccato e non ha piu chiamato.

Piu volte ho cercato di contattare la Fastweb che non ha risposto al telefono, invierò loro una mail per informarli di quanto accaduto.

Se queste persone si comportano in questo modo vuol dire che ce ne sono molte che glielo consentono. Io vi do un consiglio: se vi chiama Vittorio non perdete minuti preziosi come ho fatto io, rispondete: "Vittorio, VAFFANCULO!!"

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