lunedì 30 gennaio 2012

Diritti d'autore, ma non doveri

Prima chiusero Napster, poi WinMix. Emule ogni mese cambia server e devi riaggiornarlo. Poi è stata la volta di Megavideo e Megaupload: questa l'hanno fatta grossa, pensai, e parlando con i miei amici dissi: "Ora sono cazzi loro". Immaginavo interi siti governativi e banche dati completamente smantellati come ritorsione, che povero illuso che sono....
Rassegnato vado su itunes pensando: "Quanto costeranno mai? E poi almeno la qualità sarà ottima - e ancora - niente più backup, una volta che l'ho comprata se la perdo posso sempre recuperarla tramite account!". Mai ho pensato tante cazzate tutte insieme: da circa un mese ho comprato e pagato un sacco di canzoni ma.... il prezzo va dai 99 centesimi all'euro e trenta (esorbitante a meno che non si comprino interi album con forti sconti, ma chi si vuole puppare un intero album per ascoltare, almeno a me capita così, si e no quattro canzoni???)e la qualità per alcune track era di poco inferiore a quelli registrati su youtube. 
Come se non bastasse avevo cancellato per errore una di quelle canzoni acquistate e mi sono reso conto che avrei dovuto ricomprarle! Cercando fra varie guide online c'era la perla di un visionario illuminato che di fronte a vibranti polemiche risponde: "Voi mica comprate i diritti per una canzone, voi comprate quel file, se lo perdete è ovvio che dovete ripagarlo"
Dulcis infundo: quasi tutte le canzoni acquistate possono essere copiate su sopporti esterni o masterizzate un massimo di cinque volte. Il colmo. Ma come fanno le case discografiche in periodi come questi a vendere le canzoni a prezzi così alti, di qualità così scarsa e con tutte queste limitazioni? Non sarebbe opportuno che incoraggino i clienti ad acquistarle a condizioni più umane con delle politiche atte a disincentivare la pirateria? No, è più facile chiudere tutti i siti di free download. E a quel punto magari raddoppieranno anche i prezzi. 

SIAE delenda est. Amen

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