lunedì 30 gennaio 2012

Caccia alle differenze....

La legge è uguale per tutti.
Notate nulla di differente nelle due storie descritte qui sotto?


da Beppegrillo.it

IL GIUDICE DI PACE


"A proposito di abuso di potere questa mattina ho vissuto un'esperienza degna di Kafka. Ho fatto ricorso al giudice di pace per una multa. Mi siedo davanti a questo "signore" che comincia a zittirmi. Vista l'aria tesa sorrido per stemperare e lui "come si permette, mi ride in faccia?". Cerco di spiegare che è un sorriso e lui "come si permette di contraddirmi?". Visto l'andazzo e dato che sono persona educata non ho proferito parola, ma lui ha continuato a inveire. A quel punto vista l'impossibilità di esprimermi mi sono alzata x andarmene e lui "come si permette? Io parlo in nome della Repubblica e adesso la denuncio alla Procura!". Ragazzi roba da non credere, ha fatto tutto lui! Mi chiedo come è possibile che un cittadino sia trattato così? E' possibile denunciare questo elemento per abuso di potere? Sono uscita sempre più propensa a capire la violenza che questi abusi generano nelle persone "normali"." eva t., torino




da LiberoNews


Caos in aula nel giorno del processo Ruby. Nelle battute inziali dell'udienza del processo a carico di Silvio Berlusconi, gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo si sono spogliati della toga per poi abbandonare l'aula, nominado due loro sostituti per seguire l'udienza. Motivo della protesta, uno scontro con le toghe della Quarta Sezione penale sul calendario delle udienze. Successivamente si è appreso che la difesa di Berlusconi è pronta a ricusare i giudici di un altro processo, quello relativo al legale inglese David Mills: nell'arco di poche ore si riapre su due fronti la guerra tra il Cavaliere e la magistratura.

Problemi di calendario - I legali dell’ex presidente del consiglio avevano chiesto ai giudici di annullare l’udienza già in calendario lunedì prossimo, 30  gennaio, e di rinviare quella già in agenda per il 10 febbraio perché Berlusconi dovrà comparire davanti al gup che celebra l'udienza preliminare del procedimento sul assaggio di mano dell’intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte durante la mancata scalata alla Bnl, mentre il 10 febbraio i legali dell’ex capo del governo saranno impegnati a mettere a punto l’arringa difensiva da pronunciare il giorno immediatamente successivo nell’aula del processo  Mills.  Il collegio presieduto da Giulia Turri, però, non ha fornito una risposta nel merito, limitandosi a dire che la questione verrà affrontata a fine udienza. A quel punto Ghedini ha lasciato l’aula. Quindi le piccate dichiarazioni del legale-deputato: "Siamo indignati. E' intollerabile il modo in cui viene trattata la difesa berlusconi a Milano. Non è questo il modo di trattare gli avvocati".

Istanza di ricusazione - Dopo la protesta in aula del processo Ruby, le novità relative al procedimento che coinvolge Mills. La difesa di Silvio Berlusconi è pronta a ricusare i giudici del processo in cui l'ex premier è imputato per corruzione in atti giudiziari. Nelle ultime ore Niccolò Ghedini e Piero Longo stanno preparando un'istanza di ricusazione nei confronti del collegiod della Decima sezione penale del Tribunale di Milano, davanti alla quale è in corso il processo. L'istanza metterebbe a rischio la sentenza. La regola, infatti, in questi casi prevede che il processo prosegua fino al momento in cui i giudici si devono ritirare in camera di consiglio per emettere il verdetto. Un'altra conseguenza dell'istanza di ricusazione è il blocco dei termini di prescirzione.

La 'pax' infranta - [...]












Diritti d'autore, ma non doveri

Prima chiusero Napster, poi WinMix. Emule ogni mese cambia server e devi riaggiornarlo. Poi è stata la volta di Megavideo e Megaupload: questa l'hanno fatta grossa, pensai, e parlando con i miei amici dissi: "Ora sono cazzi loro". Immaginavo interi siti governativi e banche dati completamente smantellati come ritorsione, che povero illuso che sono....
Rassegnato vado su itunes pensando: "Quanto costeranno mai? E poi almeno la qualità sarà ottima - e ancora - niente più backup, una volta che l'ho comprata se la perdo posso sempre recuperarla tramite account!". Mai ho pensato tante cazzate tutte insieme: da circa un mese ho comprato e pagato un sacco di canzoni ma.... il prezzo va dai 99 centesimi all'euro e trenta (esorbitante a meno che non si comprino interi album con forti sconti, ma chi si vuole puppare un intero album per ascoltare, almeno a me capita così, si e no quattro canzoni???)e la qualità per alcune track era di poco inferiore a quelli registrati su youtube. 
Come se non bastasse avevo cancellato per errore una di quelle canzoni acquistate e mi sono reso conto che avrei dovuto ricomprarle! Cercando fra varie guide online c'era la perla di un visionario illuminato che di fronte a vibranti polemiche risponde: "Voi mica comprate i diritti per una canzone, voi comprate quel file, se lo perdete è ovvio che dovete ripagarlo"
Dulcis infundo: quasi tutte le canzoni acquistate possono essere copiate su sopporti esterni o masterizzate un massimo di cinque volte. Il colmo. Ma come fanno le case discografiche in periodi come questi a vendere le canzoni a prezzi così alti, di qualità così scarsa e con tutte queste limitazioni? Non sarebbe opportuno che incoraggino i clienti ad acquistarle a condizioni più umane con delle politiche atte a disincentivare la pirateria? No, è più facile chiudere tutti i siti di free download. E a quel punto magari raddoppieranno anche i prezzi. 

SIAE delenda est. Amen

venerdì 27 gennaio 2012

Se questa è una democrazia

Non c'entra niente la TAV, non occorre entrare nel merito delle grandi opere per capire che non siamo una democrazia. La TAV potrebbe essere un'opera di vitale importanza così come un inutile tunnel, non fa differenza. Quando si spendono coi soldi pubblici cifre da capogiro bisogna che siano i cittadini a scegliere, a maggior ragione per le proteste che ci sono state. Che tu debba costruire un ponte, un acquedotto, una strada o un ospedale, deve essere chi paga che sceglie. La maggioranza vince e a quel punto, ma solo a quel punto, si difende con la forza la scelta del popolo sovrano.
Invece qualcuno decide, spende i nostri soldi, fa picchiare e arrestare chi è contario e vuol far sentire la sua voce e infine ti dice che siamo una democrazia. Che schifo.


giovedì 26 gennaio 2012

Sito mobile

Vi comunico che da pochi minuti è disponibile una versione mobile del blog. La stessa apparirà in automatico quando digiterete l'indirizzo ilriflessivo.blogspot.com da un qualsiasi cellulare.
Buona visione

mercoledì 25 gennaio 2012

Cani e autobus

Niente di nuovo. Una regola, un cittadino-utente che la rispetta e un Mister X (per questa volta non un energumo in giacca nera che finge di ascoltare le partite con l'auricolare) che obbietta. Per quanto saremo costretti a sorbirci questa nenia?


Spettabile Compagnia Pisana Trasporti,

desidero esprimere ufficiale reclamo relativo a quanto segue:

Stamattina avendo necessità di arrivare a ... intorno alle 7:30, consulto l'orario su internet e scendo di casa per prendere il bus linea ... delle 7:03 da "....." insieme al mio cane, un cucciolo di 10 mesi di circa 12 kg. Faccio cenno all'autista che ferma il suo mezzo, apre la porta ma obbietta che il cane non può entrare. Pensando ad una battuta sorrido e salgo i gradini del bus, ma l'autista ripete con fermezza che il cane non può viaggiare sui vostri pulman. Esterefatto chiedo da quando sia in vigore detta norma, e lui mi dice da sempre, aggiungendo però che se fossi stato disposto a tenerlo in braccio (in tutto il bus ci saranno stati si e no una dozzina di persone, di certo non affolato) avrebbe PER QUESTA VOLTA acconsentito. 
Il resto del viaggio si è svolto normalmente, ho tenuto il cagnolino in braccio fino a destinazione e tengo a precisare che nessun altro passeggero ha avuto modo di lamentare qualcosa.

Giunto a casa decido di ricontrollare cosa recitano le "Condizioni generali di viaggio" alla voce "Trasporto di animali":

"E’ consentito portare con sé animali domestici di piccola taglia adeguatamente custoditi (gabbia, cestino, museruola, ...) in tal caso il trasporto è gratuito. [...]"

Innanzitutto appare palese che sui vostri mezzi i cani possano accedere. Secondariamente si parla di taglia e di adeguata custodia, ma nessuno dei due aspetti è stato eccepito dal vostro dipendente. Nè ha obiettato che il mio cane fosse troppo grosso, ne ha obiettato che non fosse custodito: la richiesta di tenerlo in braccio mi pareva giustificata da "l'adeguata custodia", ma era una richiesta che dovevo soddisfare fermorestando che, secondo lui, il poter viaggiare era una sorta di "solo per questa volta".

Chiedo in buona sostanza di sapere quale sia a riguardo la posizione della CPT. Sono a vostra disposizione a questo indirizzo email per qualunque dubbio o chiarimento che possa aiutarvi a far luce sulla vicenda.

distinti saluti


Lettera firmata ed inviata



martedì 24 gennaio 2012

Coop e Omsa

Il 27 gennaio la Omsa ha licenziato 239 dipendenti via fax. Trattasi di una strategia aziendale volta alla delocalizzazione, tutto l'ambaradan si è infatti spostato in Serbia.

La Coop aveva annunciato che non avrebbe piu acquistato loro prodotti, scelta peraltro molto in linea con quella che è la storia della Cooperativa Toscana.

La Coop sei tu, e come tutti anche loro cambiano idea, senza apparente motivo infatti i prodotti Omsa si possono facilmente reperire negli scaffali della catena.

Sarebbe ora che i boicottaggi li facessero i consumatori, abbiamo noi il coltello dalla parte del manico. Chi licenzia deve chiudere. Rifletteteci quando avrete bisogno di un paio di calze.

lunedì 23 gennaio 2012

Sondaggio: attentati a Equitalia

Da pochi minuti avrete la possibilità di esprimervi in modo chiaro ed anonimo sugli attentati a Equitalia.
Per farlo bastera rispondere al sondaggio nella colonna di destra.

La vera piaga italiana

In Italia non c'è lavoro per colpa dell'articolo 18, più precisamente l'articolo 18 della legge 300/70.
Tale legge qui consultabile integralmente impedisce ad un'azienda di licenziare un dipendente senza una giusta causa. Ebbene, questo è il motivo per cui in Italia i giovani non trovano lavoro.
Questa è la logica perversa con cui viene santificato da parte di aziende e gran parte dei media ogni tentativo di qualunque governo a mettervi mano. Non fa una piega. Se un'azienda licenzia 100 dipendenti ne dovrà assumere almeno 50 (essi lavoreranno il doppio per non essere mandati a casa a loro volta), quindi sono stati creati 50 posti di lavoro.

Se questo concetto non vi è chiaro e qualcosa non vi torna sappiate che siete solo dei comunisti nostalgici.
Amen

La tenacia paga?

Anche oggi il "signor" Vittorio, dipendente di una società che non esiste, portavoce di una società (FASTWEB) che non ha ancora confermato la sua complicità nella vicenda, mi ha telefonato. Stavo guardando i Simpson e come insegnano i latini "Ubi major......." ho tagliato corto. Appena ho risposto sapevo benissimo chi era, ho ribadito il concetto, ho salutato e mentre attaccavo sentivo le sue solite frasi. Se non altro non ha piu chiamato.

Il "signor" Vittorio: un tenace, la Fastweb ancora non sa di preciso se è complice o parte lesa: non deve essere facile, che vita!!

domenica 22 gennaio 2012

La mamma degli scemi

Gran meretrice deve essere quella signora, sempre incinta (non si sa di chi), sempre a sfornare nuovi talenti. Pensavo che il picco massimo si fosse raggiunto elogiando, 70 anni dopo, le bravate di Hitler che nel 2012 vanta molti nostalgici e seguaci d'ogni genere. Ma il giornalista che ha firmato su Libero il seguente articolo li batte tutti, non solo per ciò che pensa, ma per la lucidità con cui lo esprime.
Chissà cosa ne penserebbe Voltaire...



da Liberonews

Da inglese residente in Italia dico: l’Italia del 2012 mi sembra l’Inghilterra del 1979. Cioè: un Paese in procinto di affogare in una palude puzzolente di privilegi sleali, statali e non. Ci vorrebbe una Margaret Thatcher per tirarlo fuori dall’acquitrino ma diciamolo: Monti non è Maggie. Bisogna liberare l’Italia dalla tirannia monopolistica di caste, ordini e sindacati e dalle giungla strozzante di leggi, norme e regole nel mercato di lavoro che la soffocano. Ci vorrebbe una Dama di ferro, insomma, con delle palle di ferro. Ma Monti, com’è messo? Sotto il loden, voglio dire.Beh, non si sa mai ma ho i miei forti dubbi che sia dotato come si deve. Vuole liberalizzare il mercato di lavoro, dice. Bravo. Ma che fa? Si agitano i farmacisti e i tassisti e tutti quanti e fa subito retromarcia. Quelli lì, mica sono i minatori britannici Mister Monti, che hanno fatto la guerra civile in nome di un’industria nazionalizzata in fallimento. Ha vinto la Thatcher ma la guerra è stata lunga e dura. E di conseguenza la sinistra inglese, distrutta, è tornata al potere solo 18 anni dopo con una versione light della destra, il New Labour di Blair.

Chiedo: ma come mai in Italia, per portare un pacchetto di antibiotici dal cassetto al banco della farmacia e stangare il povero malato con prezzi alle stelle ci vuole una laurea, un cappotto bianco e un distintivo carino? Basta una ragazza qualsiasi che sa leggere, no? In minigonna, volendo. Come mai per fare il tassista ci vuole una licenza che costa più di un appartamento con vista Colosseo? Basta una patente di guida e una mappa, no? Come mai ci vuole un notaio strapagato da strozzino per stipulare un contratto per la compravendita di una casa? A proposito, che cos’è un notaio? Come mai un imprenditore con più di 15 dipendenti non può licenziare un fannullone?

Nel caso della “Maggie” (pronunciato Maghi), com’era chiamata anche dai nemici, non finiva ovviamente con la sconfitta dei minatori. La dama di ferro ha liberato il mercato di lavoro in ogni settore. Prima in Parlamento, tramite delle leggi toste. Poi in piazza, tramite le forze dell’ordine che hanno tenuto dure. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, gridavano durante i tanti scioperi e manifestazioni «Maggie! Maggie! Maggie! Out! Out! Out!». Ma lei rimaneva al potere lo stesso. Per un motivo semplice: la democrazia aveva sconfitto la tirannia. La maggioranza silenziosa votava per lei.

Ho vissuto quegli anni a Londra da giovane. Avevo una laurea da Cambridge ma non contava molto. Volevo fare il giornalista ma c’era crisi. Nessuno assumeva giornalisti, figuriamoci giornalisti aspiranti. Ma poi, grazie alla Thatcher, Rupert Murdoch, proprietario de The Times e The Sun, fra gli altri, ha potuto aprire la prima redazione computerizzata in Inghilterra. Ma doveva organizzare tutto nella massima segretezza! Naturalmente, una volta consapevoli di quello che ha combinato «that bloody bastard» Murdoch, i sindacati dei tipografici e giornalisti si sono incazzati come dei puma. Tutti piazza insomma a tempo indeterminato. Troppo tardi. Murdoch “lo squalo” aveva assunto una squadra di tipografici alternativi che sapevano usare la nuova tecnologia e i computer. E tanti giornalisti suoi avevano accettare la nuova redazione. Ma non tutti. Quindi, Murdoch aveva bisogno urgente di giornalisti. Sì, io Farrell da Forlì detto l’inglese facevo ero uno di questi esterni. Per The Times. Ostia! Sì, ho fatto «the scab», cioè, il crumiro. E ne sono fiero. Ogni giorno per andare al lavoro dovevo passare il picchetto dei privilegiati esclusi che mi sputavano addosso e mi sgridavano. E così, ho iniziato la mia carriera da giornalista per la stampa nazionale. Fino a quel momento avevo lavorato solo per un piccolo giornale di provincia alla caccia delle ambulanze come si dice da noi. E pensate: non sapevo neanche usare un computer! Ma ho imparato presto. Thank you Maggie! Thank-you Murdoch!

Monti, chiaramente, non è fatto della stessa stoffa. E ho notato un’altra cosa nei suoi confronti. Cioè: non parla neanche l’inglese come da economista internazionale, si vanta di fare. A casa qui nella rossa Romagna guardo Sky (inglese). Ed eccolo, l’ex rettore della Bocconi, accanto al premier inglese, Cameron, alla loro conferenza stampa mercoledì scorso al 10 di Downing Street. La sua dimestichezza con la mia lingua, ve lo dico io, non era al top. Anzi.

di Nicholas Farrell

giovedì 19 gennaio 2012

Fastweb e il signor Vittorio

Ieri dopo la telefonata del "signor" Vittorio ho provato a contattare Fastweb al numero NONVERDE indicato sul sito. Dopo quattro tentativi e piu di venti minuti persi mi sono ricordato di quanto era difficile parlare di persona con qualcuno di loro. Allora ho optato per una mail. Dopo soli trentacinque minuti sono riuscito a trovare l'email della signora MLS, responsabile dell'ufficio stampa Fastweb:


Gentile Responsabile ufficio stampa Fastweb MLS,

sono un ex cliente fastweb, le scrivo perche ritengo potrebbe interessarvi quanto successomi ieri pomeriggio.
Un signore di nome Vittorio mi ha telefonato da un numero anonimo sul mio cellulare. Ha sostenuto di lavorare per "la Sala" (azienda che non risulta neanche menzionata su google) e vantava un vostro credito nei miei confronti. In maniera poco ortodossa, tra cui l'alzare la voce, darmi del ragazzino, minacce di sequestro beni e di stalking telefonico, cercava di ottenere circa 250 euro a seguito di fatture non saldate (per quale servizio erogatomi non lo sapeva) senza neanche fornirmi il suo cognome e/o la sua matricola.
Gli ho chiesto di agire a mezzo posta (permesso negato) e che comunque non avrei pagato senza contattare il mio legale. È andato su tutte le furie e sono stato costretto a riattaccare il telefono, salvo poi ricevere due telefonate nei minuti successivi, nonostante avessi chiaramente affermato di non voler piu essere disturbato.

Chiedo di sapere se questa azienda "la Sala" sia veramente alle vostre dipendenze. Se così fosse mi piacerebbe sapere da cosa è dovuto questo credito insoluto e comunque se pensate di poter intervenire a prescindere per controllare il loro modus operandi.

grazie per l'attenzione
Distinti Saluti


Il "signor" Vittorio

Ieri alle 14,40 (orario in cui di norma sono chiusi gli uffici) ricevo una chiamata da un numero anonimo. Mi dice di chiamarsi Vittorio, la Fastweb, con cui secondo lui ho o avevo un contratto per una pennetta e/o telefono fisso, gli ha detto che deve da me riscuotere 250 euro. Senza lasciarmi parlare mi dice che stava per partire la cartella esattoriale, lui si è prodigato per fermarli e che devo dargli la mia mail per la ricezione delle coordinate bancarie su cui inviare il bonifico. A questo punto riesco a replicare. Dico che non mi è arrivato niente per posta, mezzo che ritengo piu opportuno per queste comunicazioni, che l'azienda per cui mi ha detto di lavorare su internet non esiste, che non mi ha neanche detto il suo cognome e che non sono disposto ad inviargli la mia mail. Un affronto inaccettabile per il signor Vittorio, che urla e sbraita che non devo fare il ragazzino e mi intima di comunicargli subito la mia mail.
Picche, gli rispondo. Gli chiedo di mandarmi tramite posta raccomandata la sua richiesta che sottoporrò all'attenzione del mio avvocato.
Urla sempre piu forte il suo dissenso, lo saluto e riattacco.
Pochi secondi dopo mi richiama, sempre con numero anonimo, gli chiedo di smettere di chiamarmi, che gli ho già detto quello che dovevo.
Ridendo preannuncia che mi avrebbe chiamato tutti i giorni piu volte al giorno, ma a far desistere il signor Vittorio sono bastate due parole magiche: stalking e carabinieri. Ho riattaccato e non ha piu chiamato.

Piu volte ho cercato di contattare la Fastweb che non ha risposto al telefono, invierò loro una mail per informarli di quanto accaduto.

Se queste persone si comportano in questo modo vuol dire che ce ne sono molte che glielo consentono. Io vi do un consiglio: se vi chiama Vittorio non perdete minuti preziosi come ho fatto io, rispondete: "Vittorio, VAFFANCULO!!"

mercoledì 18 gennaio 2012

Crocifiggere a prescindere

Le persone sbagliano, quando sbagliano si dimostra e gli si presenta il conto.
Fanno eccezione i comandanti delle navi da crociera, loro se sbagliano vengono crocifissi anzitempo. Il processo non serve. I loro nomi, il loro domicili, le loro facce vengono date in pasto ai social network, Crozza ci ironizza su in televisione.

I familiari di Schettino hanno dichiarato che i suoi figli non vanno a scuola da tre giorni perche il clima che si è creato è pesante, e hanno paura per la loro incolumità.
Schettino ha dormito in carcere, a fargli compagnia non c'erano evasori ne imprenditori che succhiano tutti i contributi pubblici prima di traslocare all'estero.

La fortuna di chi emette sentenze a sangue caldo è che il probabile colpevole è un uomo qualunque. Se i morti erano il triplo ma i colpevoli erano spa con sede alle Cayman nessuno avrebbe pagato.



Viva l'Italia

venerdì 6 gennaio 2012

Pensionati senza privacy

Il decreto salva Italia, altrimenti detto ammazza italiani, contiene al suo interno una potentissima norma anti evasione. I famigerati vecchietti, da anni nel mirino del fisco, conosciuti come la classe sociale che piu evade in questo paese di balocchi, ogni mese riscuote in nero migliaia di euro di pensione.
Polemiche a parte, non capisco a cosa serva, comunque i pensionati per riscuotere la pensione (a differenza di chi lavora) dovranno essere muniti di conto corrente, carta prepagata o libretto di risparmi. Al di la dei costi che questo comporta, e al di la che pare palese che questo governo di filantropi non tollera che qualcuno possa vivere senza essere schedato presso una filiale di risparmi, io ho un dubbio: avete presente quando vai da qualche parte (non solo in banca) e ti fanno firmare un sacco di clausole? tra cui anche quelle della privacy? non so se qualcuno di voi si è mai opposto, ma sappiate che vi sentireste rispondere: "se non firma quello non se ne puo far di niente". dunque uno sceglie: firmo e apro il conto o me ne torno a casa?
Da questo si evince che il pensionato che vuol ritirare la pensione non ha questa scelta, o meglio se si opporrà alla firma si dovrà chiedere: "Firmo e mangio oppure non firmo e muoio di fame?"
viva l'Italia