lunedì 31 dicembre 2012

Se non fosse stato per un provvidenziale testimone..


In Italia i testimoni sono una razza rara, da far proteggere dalla LIPU o dal WWF, in via di estinzione. Quei pochi rimasti vengono derisi, di norma si sentono dire: "Ma chi te lo fa fare" e giù grandi risate. I non-testimoni hanno un sacco di tesi dalla loro parte: "si è vero stavo guardando ma non ho visto bene, ho la congiuntivite", "no, non voglio grane", "a lavoro non mi danno il giorno di festa", "no no per carità poi devo andà a parlà col giudice no no no"... La lista è molto lunga. Nell'articolo riportato qui sotto vi potete rendere conto del potere che ha un testimone.




Mantova, picchiato e lasciato sull’A22 dagli agenti: uno è segretario Coisp

La notizia, apparsa su due quotidiani locali, lasciava aperto più di qualche punto di domanda: la mattina di mercoledì una coppia di “bodyguard” a bordo di un’auto con lampeggiante avrebbe aggredito l’autista di un furgone che era stato fatto accostare al bordo della A22, a Mantova. Il conducente, “colpevole” di non essersi spostato rapidamente, sarebbe stato colpito al volto e lasciato a terra. L’auto sarebbe poi sparita “nel nulla” e i bodyguard sarebbero rimasti fantasmi senza nome. Ma la verità era un’altra: i due aggressori erano in realtàpoliziotti, uno dei quali segretario regionale del sindacato di polizia Coisp, che stavano trasportando un detenuto e che avrebbero punito il conducente del furgoncino perché non avrebbe lasciato loro la strada libera.
Se non fosse stato per un provvidenziale testimone che ha annotato il numero di targa della macchina, non riconoscibile come auto della polizia, la verità non sarebbe mai emersa. I protagonisti di questa vicenda sono noti in Veneto: l’aggredito è Riccardo Welponer, veronese nipote del più famoso Nadir Welponer, ex consigliere regionale dei Ds e ex segretario del partito. E uno dei due agenti di polizia si chiama Luca Prioli, vicentino, rappresentante veneto del Coisp.
I poliziotti, dopo aver aggredito Welponer, lo avrebbero lasciato sul bordo dell’autostrada con il volto sanguinante, procedendo per la loro strada con la Renault Laguna, auto di servizio senza scritte. Prioli, esponente regionale del sindacato di polizia, ammette il coinvolgimento ma si difende: “Mi trovo in una missione importante e non sono tenuto a parlare con nessuno di quanto accaduto, riferirò solo al questore di Vicenza, che mi ha chiesto una relazione – spiega – Il pestaggio? E’ stato un diverbio”. Il volto tumefatto di Welponer è la dimostrazione che qualcosa di più di un diverbio è avvenuto ai bordi di quell’autostrada l’altra mattina: “Sono stato picchiato e sbattuto a terra, sono quasi svenuto e quando mi sono ripreso mi hanno buttato contro il guardrail, poi se ne sono andati” ha detto ieri in una intervista rilasciata ad una tv locale.
Welponer non poteva sapere che i suoi aggressori erano agenti di polizia, tanto che la denuncia raccolta prima dalla Stradale e poi dalla Squadra Mobile di Mantova è stata intitolata a carico di ignoti. La notizia riportata dalla stampa si fermava alle dichiarazioni della vittima, perché non c’è stato successivamente un comunicato ufficiale a spiegare in realtà come sono andate le cose. Invece in poche ore i poliziotti lombardi erano già risaliti all’auto, avevano capito che si trattava di una macchina di servizio in missione ed erano arrivati ai nomi dei due poliziotti.
La notizia è giunta altrettanto rapidamente anche al Ministero che ora attende una relazione completa da parte della questura di Vicenza, in forza alla quale Prioli e il collega lavorano. La conferma dei fatti è arrivata 24 ore dopo dallo stesso Prioli, che rimarca il coinvolgimento nel “diverbio” ma che punta il dito contro chi ha fatto il suo nome: “Chi mi ha citato in relazione a questa vicenda pagherà duramente perché io sono in una missione delicata e nessuno doveva dire dove mi trovavo”. La prassi, in questi casi non è tanto la sospensione dal servizio, che arriverà con l’accertamento dei fatti in sede penale, quanto piuttosto l’allontanamento dalle mansioni, cosa che potrebbe disporre subito il questore o che potrebbe arrivare direttamente da Roma.






PEC: a breve la resurrezione??


Ennesima bufala o un segnale che il governo non si è dimenticato della PEC??




Pec anche per imprese individuali


Esteso alle imprese individuali che si iscrivono al registro delle imprese o all'albo delle imprese artigiane l'obbligo i indicare l'indirizzo di posta elettronica certificata, già previsto per le imprese in forma societaria. Le imprese individuali attive devono depositare il proprio indirizzo di pec entro il 30 giugno 2013.

martedì 25 dicembre 2012

Un augurio a....

Natale, giorno di festa. Tutti si scambiano gli auguri e questo blog non può/vuole essere da meno.


Gli auguri di questo blog per una felice Santo Natale vanno a Fastweb, Acque Spa e al Comune di Piombino, da cui aspetto risposte ormai da mesi; vanno a Tiscali, che magari tra un paio d'anni manderà un tecnico a suonarmi a casa per l'ADSL; alla PEC, la più grossa bufala dell'ultimo lustro; ad Equitalia, che chiede soldi per tasse già pagate; all'Agenzia delle Entrate, che non ha il coraggio di dire che il canone devo pagarlo anche se non ho una TV, ma comunque mi manda i bollettini da pagare; a tutti i provetti truffatori che, in tempi di crisi non trovando lavoro provano a mettersi in proprio organizzando truffe talmente ridicole che chi paga lo fa probabilmente per compassione; a tutti quelli per cui ho scritto qualcosa...


E un augurio a tutti voi lettori: grazie a voi questo blog di nicchia ha sfiorato le 9.000 visite in un anno appena compiuto.


Grazie.


ilriflessivo

sabato 22 dicembre 2012

Ennesima truffetta??

Oggi pomeriggio mi reco a casa per sistemare delle cose. La prima cosa che faccio é mettere il cellulare in carica (si era spento un'oretta prima), dopodiché leggo la posta.
Un avviso di mancato recapito colli: dovevo chiamare il numero indicato per organizzare una seconda consegna. La cosa mi puzzava: un avviso di questo genere dentro una busta da lettere chiusa non l'avevo mai visto, e anche la forma del cartoncino era piuttosto anomala. Non gli do peso, aspettavo un pacco dall'estero (acquisti da Ebay) ma non avendo il telefonino disponibile ne tempo in quel momento, per un eccesso di curiositá chiedo a mia madre di chiamare. Le allungo il cartoncino con il numero e telefona. Risponde una signora, dice che non può parlare con soggetti terzi, devo essere io a chiamarla, ma prima che lei possa chiamarmi per prendere il telefono la signora si lascia sfuggire che in realtà non mi devono recapitare nulla, bensì notificarmi (telefonicamente???) una comunicazione urgente e riservata.
Resasi conto della situazione mia madre cerca di liquidarla in breve, ma la signora insiste che devo richiamarla, o in alternativa che deve lasciare un mio recapito, una mail, un telefono, qualcosa. A mia madre viene spontanea un'ultima domanda: se la cosa che dovete notificargli é così urgente perché non ricorrete ad una raccomandata? La signora tentenna un secondo e poi sicura di se esclama: "Si presume che la posta ordinaria arrivi e che venga letta". Mia madre scuote il capo, ringrazia e saluta.
Espedienti di questo tipo non mi erano mai occorsi e mai ne avevo sentito parlare. L'avviso trovato nella cassetta della posta era un po' anomalo, ma in alto era stampato il nome di un notissimo vettore di trasporto colli (non posso dire quale perché ho inavvertitamente e frettolosamente cestinato il cartoncino stesso e sarei facilmente preda di querele) e per questo ci ero cascato.
Ovviamente il mio consiglio é, qualora vi trovaste in situazioni simili, di non rilasciare alcun dato personale: nella peggiore delle ipotesi rischiate di essere truffati, "spammati" o "stalkizzati" (si dice stalkizzati???) in seguito, nella migliore di perdere tempo...

domenica 16 dicembre 2012

AmicoPet: quasi due mesi per una risposta

R: Smarrimento password e email
13 dicembre 2012 ore 11:22

Buongiorno Sig. xxxxx ho cambiato la mail dell'anagrafica con indirizzo
mail con cui mi scrive e le ho inviato nuovi dati pert accedere alla sua
area cienti
Buona giornata
Sabrina

-----Messaggio originale-----
Da: [mailto: xxxxxxxxxx.com]
Inviato: venerdì 26 ottobre 2012 18.26
A: info@amicopets.it
Oggetto: Smarrimento password e email

Buonasera,
Ho perso la password dell'account amicopets, e quella della mail a esso
associata. Ho provato a registrarmi nuovamente ma mi dice che il mio codice
fiscale risulta già registrato. Come posso risolvere la situazione??

Saluti

xxxxxxxxx





Credo si commenti da solo. Dal 26 ottobre mi hanno risposto il 12 dicembre........

sabato 8 dicembre 2012

La Coop siete voi...

Il 26 febbraio 1945 a Piombino nacque la Cooperativa Proletaria di Consumo (la Coop). Da due settimane l'odierna Coop di Piombino ha "ceduto" il piano superiore ad una multinazionale, Euronics. Chissà se i fondatori della più grande Cooperativa di supermercati italiani si stanno rivoltando nella tomba...





In c... In "tasca" alla PEC

La PEC è una delle più grosse bufale degli ultimi anni. Una raccomandata costa tempo e soldi e spesso scoraggia, per questi due motivi, un cittadino ad inviarle. Pagare poco più di 5 euro l'anno e spedire una mail con valore legale seduti sul divano di casa è troppo comodo, le grosse aziende e gli enti pubblici non possono permetterselo. Credo sia proprio questo il motivo per cui ti ignorano.

Dopo l'ultima PEC inviata ad Acque Spa, puntualmente ignorata, ho deciso di cercare un'alternativa. L'alternativa c'è, ed è la raccomandata online. Il servizio è offerto da PosteItaliane, non è gratuito, anzi costa 10 centesimi più della raccomandata che paghiamo allo sportello, ma permette di scrivere un testo al computer, allegare dei PDF, inserire l'indirizzo e, premendo l'invio non dobbiamo pensare ad altro. Il tutto viene stampato e inviato da loro, e il destinatario riceve una normale raccomandata cartacea.
Se spedire una raccomandata classica implica (oltre ai soldi) il dover prendere mezza giornata di permesso da passare a far la fila in un ufficio postale, quella online la trovo utilissima. Personalmente ho già testato il servizio ed è andato tutto liscio. Chi fosse interessato può cliccare qui: http://www.poste.it/landing/raccomandataonline/





domenica 25 novembre 2012

Exit-Poll Primarie PD

http://www.termometropolitico.it/26576_primarie-del-centrosinistra-primo-turno-diretta-bersani-renzi-vendola-tabacci-puppato.html

Qui sopra il link migliore che ho trovato per seguire gli exit-poll delle primarie del PD di oggi. Se ne trovate qualcuno migliore scrivetelo nei commenti.





giovedì 22 novembre 2012

Soldi versati SPONTANEAMENTE


★ Fisco, 200 mln in più dopo invio lettere
(da liberoquotidiano.it)
22/nov/2012 07:23 more »

Negli ultimi anni "abbiamo inviato quasi 300 mila lettere a chi aveva una forte discrepanza fra reddito e spese dichiarate: da questo invio abbiamo incassato spontaneamente 200 milioni di imposte in più". Lo ha affermato il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.




Mi fa ridere la parola "SPONTANEAMENTE". Mi ricorda quando le aziende in alcune zone del sud versano SPONTANEAMENTE degli oboli a qualche associazione del loco...

venerdì 16 novembre 2012

Commenti in rete su Tiscali: magari li avessi letti prima!!


http://www.sostariffe.it/operatori-adsl/21/tiscali/

cliccando sul link postato qui sopra possiamo leggere le opinioni dei clienti Tiscali. È quasi imbarazzante, non si capisce come facciano a continuare a lavorare. Magari li avessi cercati e letti prima: mi sarei risparmiato tre mesi di "dolce" attesa...


La guerra mediatica a Telecom






A me è stata attivata a tempo record la linea Telecom, gli articoli andrebbero fatti su Tiscali... verrebbe fuori un libro solo attingendo alle notizie presenti su questo blog...

Pisa, bellezze naturali

L'Italia è piena di bellezze naturali ed in via Bianchi, pieno centro di Pisa, è possibile ammirarne una di cui allego due foto:









Sotto invece una foto dei probabili artisti...





giovedì 15 novembre 2012

Il dopoguerra e la politica a San Marino

Riporto qui sotto testualmente un pezzo trovato su ilfattoquotidiano.it che personalmente ho trovato molto interessante:




Quando Ho Chi Minh difendeva il Titano.
In un libro 80 anni di storia di San Marino

ilfattoquotidiano.it |by Giovanni Stinco

Un’isola rossa in mezzo a un mare democristiano. La San Marino del 1949 era così, saldamente in mano a un’alleanza social-comunista che tentò di farne una repubblica dei lavoratori. Sessantuno chilometri quadrati circondati da territorio ostile. Difficile resistere con Mosca come stella polare e un embargo targato Dc che strangola il commercio e schiaccia la politica. Eppure la sinistra sammarinese capitolerà solo nel 1957, schiacciata da un colpo di mano a base di corruzione e blindati italiani. Inutili gli appelli del leggendario Ho Chi Minh, che dall’altro capo del mondo si preoccupava per la sorte del Titano.

Alla fine il denaro e le minacce ebbero la meglio, e l’anomalia San Marino fu “normalizzata”. A raccontarci quegli anni – e non solo – Claudio Visani, classe 1957, giornalista e scrittore. Dalla sua penna e per i tipi di Pendagron è stato da poco pubblicato “Gli intrighi di una Repubblica. San Marino e Romagna: ottant’anni di storia raccontata dai protagonisti”. Una storia sconosciuta ai più per un libro che parte dalla clamorosa vittoria dei comunisti e dei loro alleati, nel 1949, e arriva al 2011, quando a scrivere di San Marino sono di solito i giornalisti che si occupano di mafia, evasione e riciclaggio di denaro sporco.

L’ultimo capito del libro è intitolato “dal sol dell’avvenire al paradiso fiscale”. Una conclusione curiosa per un pugno di terra difeso a spada tratta dai comunisti di tutta Europa

“Un bel salto, non c’è che dire. Se vogliamo trovare una della cause della svolta possiamo rintracciarla nel fattore televisione. La storia di San Marino fin dall’inizio si è intrecciata alla storia della radio e della tv italiana. Quando c’erano i comunisti la Dc ostacolò in ogni modo la costituzione di una stazione trasmittente sammarinese per paura di una nuova radio Praga che diffondesse la propaganda di Mosca in tutta Italia. Dopo la caduta dei comunisti bisognerà aspettare il 1987, l’anno in cui venne restituito a San Marino il diritto di possedere una tv grazie a un accordo tra Giulio Andreotti e il nuovo capo della Dc locale, Gabriele Gatti. Da lì, e dagli affari nati attorno alla televisione di Stato, sono nate le banche. Erano quattro, oggi sono dodici più trentacinque società finanziarie. E pochissime di queste chiedono ai propri clienti da dove arrivino i soldi. San Marino è un paradiso fiscale e la corruzione, quando i soldi si accumulano a palate, ne è la conseguenza naturale”.

Partiamo dall’inizio. Finisce la seconda guerra mondiale e a San Marino il voto premia il fronte social-comunista. Sessantuno chilometri quadrati in mano ai rossi. Perché tanta paura da parte di Dc e Washington?

“Una questione ideologica prima di tutto. Piero Calamandrei, fondatore di Giustizia e Libertà e del Partito d’Azione, lodò il governo popolare di San Marino per le moderne misure socialdemocratiche che aveva in agenda. Un governo che inserì nella costituzione l’obbligo della piena occupazione, raddoppiò gli stipendi dei dipendenti pubblici, varò una riforma agraria per distribuire la terra ai contadini e rese gratuita l’assistenza sanitaria. Tutti provvedimenti che crearono un mito socialista e che facevano paura, perché anche in Romagna le sinistre erano fortissime. Basti pensare alla vicina Rimini, dove il sindaco, già sospeso nel 49, fu nuovamente rimosso nel 1954 dopo aver accusato il governo di sabotare la città. In realtà la motivazione era tutta politica, ed era da ricercarsi nella missione anticomunista di Scelba, che con il sindaco Walter Ceccaroni, ex partigiano di ferro, aveva un conto politico-personale sempre aperto. Poi c’era la crociata anticomunista dell’epoca, sostenuta prima di tutto dalla Chiesa cattolica, terrorizzata da uno staterello che oltre a prevedere lo scioglimento del matrimonio, valido anche per l’Italia, nel 1953 riuscì ad istituire il matrimonio civile”.

L’idea è allora quella di prendere il Titano per fame

“E così fu, con trattati che non venivano rispettati e contro mosse anche disperate da parte del governo popolare, dall’apertura dei casinò fino alla vendita dei titoli nobiliari agli industriali del nord Italia. Quando nel 1955 la Dc venne di nuovo sconfitta dal voto popolare, Governo italiano e Stati Uniti giocarono sporco. Si mobilitano l’allora vice-presidente Richard Nixon e Fanfani, vennero bloccati i pagamenti del canone doganale, e partì una campagna per convincere i parlamentari indecisi al ribaltone. Alla fine, con la promessa della casa, di un lavoro e di tre fucili nuovi da caccia Attilio Giannini, detto Piciulà, venne “convinto” a fare il salto, abbandonare i comunisti e passare nella Dc. Si creò un nuovo governo autoproclamato che si riunì a Rovereta, in un capannone sul confine difeso sui tre lati italiani da blindati dei carabinieri. Per evitare inutili morti e con la certezza che non si poteva resistere, i comunisti si fecero da parte. Dopo la presa del potere, il nuovo governo denunciò i consiglieri social-comunisti e i due ex capitani reggenti. Venne istituito il primo processo politico della storia sammarinese: ventisette consiglieri furono riconosciuti colpevoli di tentato colpo di Stato e condannati a 238 anni di carcere. Le condanne penali furono condonate, non però le pene amministrative. Senza diritti civili, molti furono costretti a lasciare il paese. Come Pippo Majani, membro del Consiglio grande generale condannato a sette anni e costretto all’esilio all’estero, e al lavoro in miniera in Belgio”.

Le ultime pagine del libro raccontano una San Marino ormai considerata centro di riciclaggio del denaro della criminalità organizzata. E’ rimasto qualcosa degli eventi di 60 anni fa nella memoria dei sammarinesi?

“I fatti del 1957 spaccarono a metà la popolazione, chi perse dovette scappare. Fino alle fine degli anni 70 una ferita profonda, che ha diviso anche le famiglie. Oggi il ricordo permane, ma tutto è stato molto ammorbidito, prima dal compromesso storico e poi dal tempo, che passa per tutte le cose. Dopo il compromesso degli anni 80 si è parlato sempre meno del colpo di stato di Rovereta, e a poco a poco al posto della contrapposizione ideologica si è insediata una mentalità da comitato d’affari. Il resto lo sappiamo. Sono arrivati soldi a palate, e proprio gli interessi che girano attorno alla tv di Stato hanno alimentato un vasto giro di denaro e di corruzione che ha portato San Marino nella black list del riciclaggio internazionale di soldi sporchi. Uno dei principali paradisi fiscali del pianeta”.



ilfattoquotidiano.it |by Giovanni Stinco





martedì 13 novembre 2012

Equitalia delenda est

Non ci sarà equità in Italia fintanto che Befera e la sua Equitalia continueranno ad esistere: procedure non rispettate, leggi non rispettate, atteggiamenti posti in atto in conflitto col codice penale, indagati: Equitalia delenda est.

Cassazione inchioda equitalia e ristabilisce le regole ignorate fino ad oggi

La Cassazione inchioda equitalia a sue responsabilità e ristabilisce regole e principi giuridici ignorati fino ad oggi dai giudici

Una Sentenza sacrosanta e imparziale contro la poca trasparenza di Equitalia. Per la Cassazione, come per la stessa legge finora ignorata da molti giudici , l’estratto di ruolo della cartella di pagamento è da ritenersi insufficiente a provare in giudizio l'esistenza dell'atto notificato e il credito di Equitalia. In sede processuale inoltre Equitalia ricorsa in cassazione per continuare ad imporre sua prassi e metodi criptici in danno dei contribuenti è stata anche condannata a pagare le spese legali del processo non dimostrando in modo certo di aver tempestivamente e regolarmente notificato al presunto debitore il titolo legittimante l’imposizione fiscale in quanto non ha mai mostrato la copia integrale e corretta della cartella notificata. Soddisfatto il leader del Movimento AntiEquitalia e presidente dell’associazione NoiConsumatori.it, l’avvocato Angelo Pisani, il quale ha annunciato: finalmente dopo anni di persecuzione in danno dei contribuenti il tempo si è' dimostrato il miglior Giuduce e a Roma non hanno avuto timore di applicare la legge “Un’altra vittoria contro le illegittimità di Equitalia. Farò diecimila manifesti da affiggere in tutti i tribunali italiani per far leggere questi sacrosanti principi di diritto a tutti specialmente a quei giudici che danno sempre ragione ad equitalia ad occhi chiusi.

Questa è una sentenza sacrosanta e rivoluzionaria che accoglie e conferma la fondatezza delle mie ripetute difese e critiche al sistema di riscossione “medievale”. La Giustizia, da oggi in poi, imporrà ad Equitalia di essere più trasparente e meno pregiudizievole nei confronti dei cittadini. I giudici napoletani avevano sempre dato per buona la prassi sbagliata e illegittima di Equitalia che al momento delle legittime contestazioni di trasparenza e prova dell’ esistenza di cartelle da parte del contribuente esibiva solo incomplete e parziali documentazioni, relate di notifica disgiunte dagli atti e poi addirittura stampati di estratti successivi anche agli stessi ricorsi facendo soccombere quasi sempre il contribuente e violando tutti i principi del giusto processo”.

“Finalmente la Cassazione, applicando la legge e i fondamentali principi di diritto, con questa sentenza conferma la costante illegittimità anche della condotta processuale di Equitalia sempre tollerata da troppi giudici sordi ai principi e regole processuali invocate dai contribuenti. L’agente della riscossione - ha chiarito Pisani - per dare prova della cartella deve esibire non gli estratti postdatati e criptici ma la copia integrale della cartella che avrebbe notificato e secondo le norme di legge ora molte procedure di riscossione espropriative risulteranno nulle e temerarie con salvezza dei cittadini che potranno chiedere anche il risarcimento di tutti i danni subiti.

Fonte:
nocensura.com

Lei non è nessuno e io sono un ispettore di Polizia: come è andata a finire???

I parlamentari chiedono spiegazioni, la polizia si scusa, i politici si indignano, il presidente del Senato è sgomento, Manganelli è profondamente rammaricato. A distanza di tempo però, nessun aggiornamento. Quegli agenti e l'ispettore lavorano ancora? Che ne è della denuncia alla zia per oltraggio a pubblico ufficiale? -.-'''

Non lo sapremo mai.

 

 

Padova, bimbo trascinato dalla polizia. Manganelli: “Profondo rammarico”

Schifani chiama il capo della polizia: "Chiarimenti urgenti. Quelle immagini hanno provocato indignazione e sgomento". Fini: "Accaduto inquietante". Il questore: "Spettacolarizzazione dei familiari della mamma". Tutti i partiti insorgono e chiedono che il governo riferisca

Cancellieri Manganelli
“Profondo rammarico”. La polizia chiede scusa. Lo fa attraverso la voce del capo del corpo, Antonio Manganelli che porge le scuse ai familiari del bambino di 10 anni prelevato da scuola a Cittadella (in provincia di Padova), trascinato e portato via con la forza da alcuni agenti per essere condotto in una casa-famiglia, in esecuzione di una pronuncia del tribunale, come documentato da un video della zia del ragazzino trasmesso da Chi l’ha visto?. Il filmato integrale della polizia, invece, è stato anche trasmesso alla Procura per l’attività di competenza della stessa. Manganelli ha disposto un’inchiesta interna, che – assicura – sarà condotta con il “massimo rigore”. Una presa di posizione chiara dopo che l’intera politica – ai più alti livelli – si è sollevata per l’indignazione dopo aver visto quelle immagini. In particolare era stato il presidente del Senato Renato Schifani a esprimere lo “sgomento” per quel video e a ribadire che quando si tratta di minori servono “prudenza e accortezza”. Ma per l’episodio hanno protestato praticamente tutti i partiti rappresentati in Parlamento e anche il presidente della Camera Gianfranco Fini. 
Una linea ripresa anche dal ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri: “Ho visto il filmato del ragazzo di Cittadella e, come tutti, sono rimasta turbata da queste immagini” ha detto, aggiungendo che “prima di dare giudizi o emettere sentenze attendo serena di conoscere il risultato dell’indagine immediatamente avviata dal capo della Polizia”. Domani in Parlamento riferirà sulla vicenda il sottosegretario Carlo De Stefano.
Schifani: “Indignazione e sgomento”
La seconda carica dello Stato ha chiesto chiarimenti allo stesso Manganelli, usando parole nette. “Le immagini proiettate ieri sera a ‘Chi l’ha visto?‘ – ha mandato a dire – hanno creato indignazione e sgomento in tutti noi italiani. Comportamenti come quello al quale abbiamo assistito meritano chiarimenti ed eventuali provvedimenti”. “I bambini hanno diritto ad essere ascoltati e rispettati – precisa Schifani – e ogni provvedimento che li riguardi deve essere posto in essere con la prudenza e l’accortezza imposti dalla loro particolare situazione minorile. Comportamenti come quello al quale abbiamo tutti assistito, meritano immediati chiarimenti ed eventuali provvedimenti”.

Fini ha telefonato al questore di Padova per informarsi sull’accaduto che “appare grave, inquietante e meritevole dei necessari approfondimenti”. Il presidente della Camera, si legge ancora in una nota, “ha chiesto al governo di riferire quanto prima in considerazione delle richieste di informativa e delle interrogazioni parlamentari presentate in merito da deputati di vari gruppi”.
Il questore: “Spettacolarizzazione dei familiari della mamma”
La polemica raggiunge seconda e terza carica dello Stato, nonostante il questore di Padova Vincenzo Montemagno tenti di gettare acqua sul fuoco: è stata soltanto “una spettacolarizzazione messa in atto dai familiari materni in una vicenda complessa”, dice, anche perché è stato il padre a chiedere aiuto a un agente per prenderlo, visto che si divincolava, e farlo salire in auto. Nel video si vedono due uomini che trascinano il piccolo verso un’auto. In realtà, ha tenuto a precisare il questore, “si tratta del padre che lo tiene per le gambe. A un certo punto il bambino si è buttato a terra: è un ragazzino corpulento e per questo il padre ha chiesto aiuto a uno dei nostri agenti per sollevarlo da terra e portarlo in auto”. Il bambino, inoltre, ieri è stato visitato ed è stato trovato “in buone condizioni fisiche e psicologiche”. ”La storia giudiziaria inizia nel 2005 e nel tempo si è avviluppata”, ha ricapitolato Montemagno. L’affido al padre del piccolo segue la disposizione della magistratura che per ben “tre volte aveva tentato di eseguire il provvedimento presso l’abitazione della madre”, trovando sempre l’opposizione dei nonni e della stessa donna. 

Le associazioni e il Garante per l’infanzia
Mentre l’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani ha annunciato che presenterà un esposto al ministero della Giustizia, affinché vengano svolte immediate indagini per fare luce su un caso di giustizia minorile che ha già fatto il giro del mondo”, il Moige definisce l’episodio una barbarie e chiama in causa il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. Esprime “profonda preoccupazione” Giacomo Guerra, presidente dell’Unicef, perché “i diritti dell’infanzia sono parole vuote se non vengono calati  nella quotidianità di vita, anche quando i genitori sono in conflitto”. Guerra puntualizza poi di essere in contatto con l’Autorità nazionale garante per l’infanzia e il Garante per i diritti dell’Infanzia della Regione Veneto, attivi sul fronte della segnalazione alle istituzioni competenti della violazione dei diritti dei minorenni. “In particolare – ha aggiunto – lanciamo un appello ai media affinché venga tutelata la privacy di questo bambino, per non peggiorare la complessità della situazione che si trova a vivere”. Quello che è accaduto è “molto grave” anche per l’Ordine degli Assistenti sociali e Vincenzo Spadafora, del Garante per l’infanzia e l’adolescenza invoca “una riforma della giustizia minorile” a seguito di “un episodio grave per le modalità in cui si è svolto”. 

Reazioni politiche
L’indignazione dei partiti è trasversale, dall’Italia dei Valori e dai Verdi fino al Pdl e alla Lega. Pd e Idv hanno chiesto che il governo riferisca alla Camera. Chiedono chiarimenti Mara Carfagna, Elisabetta Alberti Casellati, Flavia Perina, Antonio Borghesi, Stefano Pedica, il presidente del Veneto Luca Zaia. Secondo Sandra Zampa sono “indegne di un Paese civile” le immagini di quel video. Per il presidente dei Verdi Angelo Bonelli sono “raccapriccianti e vergognose”. 


Scontrini e leggi (a mio parere inutili) in Grecia

Ho sempre pensato che se un cliente avesse necessità dello scontrino per qualunque motivo, e il gestore rispondesse picche, prima di chiamare la Finanza potesse dire al gestore: "Ti pago appena mi fai lo scontrino". Così, per motivarlo.

A leggere l'articolo in calce sembra che un Paese comunitario (la Grecia) voglia discutere proprio una legge che autorizzerebbe il cliente a non pagare se il gestore si rifiuta di emettere lo scontrino.
Ma che bisogno c'è di creare una legge che autorizzi un cliente a non pagare fintanto che non sia stampata una ricevuta? Non è secondo voi una legge inutile???


Grecia, il governo: “Niente scontrino? Clienti autorizzati a non pagare”

I clienti che “non riceveranno un regolare scontrino fiscale” sono autorizzati “ad andarsene senza pagare”. E’ questa la proposta del ministro dello Sviluppo greco che intende autorizzare i clienti di bar, negozi, ristoranti e caffè. Obiettivo: contrastare l’evasione fiscale. Si tratta di una “normativa senza precedenti”, secondo quanto riferisce il quotidiano Kathimerini,  che potrebbe essere applicata già a partire dalla settimana prossima. La norma prevede inoltre che bar e ristoranti riportino in evidenza sui loro menu questo nuovo diritto dei consumatori. 
Il vice ministro dello sviluppo, Athanasios Skordas, la settimana scorsa, ha confermato che il ministro “sta esaminando la norma e il miglior modo di applicarla”. Nei negozi al dettaglio, esclusi gli alimentari, i prezzi dovranno essere posti ben in mostra con e senza l’Iva e così anche sulle ricevute fiscali. E’ previsto lo stesso anche per i menu dei ristoranti. Inoltre il ministero pensa di riportare sugli scaffali dei supermercati il latte per i neonati fino a sei mesi, che questa estate erano stati relegati nelle farmacie. 
Una trovata – riferisce la stampa locale – che costituisce una “rivoluzione culturale in un Paese dove il conto del ristorante arriva (se arriva) quasi sempre scarabocchiato a matita su un tovagliolo di carta”. E’ dal 2009 che il governo di Atene lotta contro l’evasione fiscale che nel Paese è stimata fra i 40 e 60 miliardi di euro l’anno. Gli evasori, come hanno accertato recenti indagini condotte dalla guardia di finanza ellenica (Sdoe) in varie località del Paese, sono nella stragrande maggioranza dei casi (dal 53 al 74% a seconda dei posti) ristoratori ed albergatori che “incuranti della profonda crisi economica in cui versa in Paese, continuano imperterriti a non emettere ricevute fiscali, evadendo così le tasse non solo a danno dell’economia nazionale ma dell’immagine e della credibilità della Grecia all’estero e nei confronti dei creditori internazionali”.

Lacrimogeni, arma a doppio taglio

Anonymous si impossessa, e mette in rete, un file in cui la polizia di stato lamenterebbe degli effetti collaterali (che sarebbero gli effetti nefasti ma sul personale di polizia) dovuti al lancio di lacrimogeni. Il problema è che tutti sanno benissimo che effetti un lacrimogeno ottiene sulle persone, e se ne parla solo quando i danni li subisce chi, i lacrimogeni, li tira.....

Tav, file polizia: “Oltre 4000 i lacrimogeni usati contro manifestanti il 3 luglio 2011″
 

Oltre quattromila lacrimogeni lanciati dalla polizia sui manifestanti contrari alla realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione riuniti al cantiere di Chiomonte del 3 luglio 2011 . E’ questo il dato che emerge da una nota interna della polizia di cui oggi si trova traccia in rete dopo un attacco informatico di Anonymous al server (leggi) . Più precisamente si tratta di 4.357 lacrimogeni lanciati dagli agenti per “respingere” gli attacchi alle recinzioni o disperdere i dimostranti più aggressivi.
Nel file si legge che “i lacrimogeni, seppure in uso così massiccio, si sono rilevati inefficaci nell’allontanamento dei manifestanti”, e che ebbero “effetti nefasti” sul personale perché i filtri delle maschere antigas furono “messi a dura dalla lunghezza dell’esposizione (sei ore di scontri pressoché continuativi). Frequentissimi gli episodi di vomito, irritazione cutanea, intossicazione, stato confusionale transitorio”. Al contrario, sempre secondo il documento, i militanti respinti, “ritornavano sull’area rapidamente, vuoi perché attrezzati con maschere antigas, farmaci nonché secchi d’acqua in cui spegnere i lacrimogeni e guantoni per rilanciarli all’indirizzo del personale operante, attenuandone di fatto l’effetto, vuoi per il peculiare contesto boschivo, ricco di vegetazione ed infine per le condizioni del vento, non sempre a favore”. Insomma, il testo mette in evidenza una totale debacle per la polizia di fronte ai manifestanti No tav.
Inefficaci anche gli idranti usati che “non hanno sortito l’effetto deterrente sperato, essenzialmente a causa dell’indebolimento del getto causato dalla vegetazione in cui si riparavano i manifestanti e dalla posizione svantaggiata dal basso verso l’alto in cui erano posizionati”.

iOS 6.0: fine dello stalking telefonico almeno per chi possiede un Iphone

Tempo fa vi avevo parlato dello stalking telefonico, e di come Apple e TUTTE le compagnie telefoniche si rendono più o meno complici, impedendo di fatto agli utenti vessati di poter attivare delle blacklist.
Oggi vi dico che con l'ultimo aggiornamento iOS 6 per iPhone, la Apple ha fatto passi avanti. La funzione è passata in sordina, tanto che io me ne sono accorto solo da pochi giorni, ma la funzione Non disturbare che trovate nel menù Impostazioni, è di fatto una Whitelist. Se attiva infatti, bloccherà tutte le chiamate in ingresso salvo quelle identificate da voi come Preferiti. Le chiamate bloccate verranno comunque segnalate nel registro chiamate, ma il telefono non emetterà alcun suono e all'altro interlocutore darà un segnale di occupato. Unica pecca: per funzionare l'Iphone non deve essere utilizzato in quel momento.

A questo punto sono rimasti inermi solo le compagnie telefoniche, che a differenza di chi produce i telefoni, sono di fatto in un regime di oligarchia: credo sarà difficile che un domani si attivino positivamente in tal senso...

mercoledì 7 novembre 2012

La bufala PEC vista dal fatto quotidiano



IO LO SOSTENGO DA MESI. HO INVIATO MAIL CERTIFICATE A ENTI PUBBLICI, A AZIENDE PRIVATE, HO SEMPRE RICEVUTO LA MAIL DI CONSEGNA E ACCETTAZIONE DEL SERVER MA MAI UNA RISPOSTA. CINQUE EURO L'ANNO (CON LE TASSE SEI E SPICCI) BUTTATI NEL WATER. GRAZIE BRUNETTA.


Posta certificata, la “rivoluzione” di Brunetta ignorata perfino dalle Poste

Nell’aprile del 2010, l’allora ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, l’aveva presentata come il nuovo servizio che avrebbe rivoluzionato la vita degli italiani (niente più code agli sportelli e faldoni di carta): grazie alla Pec, la posta elettronica certificata, i cittadini “potranno rivolgersi agli uffici della Pubblica amministrazione da casa con il proprio computer – aveva assicurato Brunetta – avendo poi diritto da parte della Pa ad una risposta analoga, cioè con la stessa modalità e lo stesso valore legale”. Quello di una raccomandata con ricevuta di ritorno. E quindi con un vantaggio economico non indifferente, derivante appunto dal risparmio sulle spese di spedizione della raccomandata A/R. L’attivazione della Pec – o meglio Cec-Pac Comunicazione Elettronica Certificata tra la Pubblica Amministrazione e il Cittadino –, tramite il portalewww.postacertificata.gov.it, è totalmente gratuita.
Si spendono invece poco più di cinque euro all’anno, se si sceglie di attivarla con un gestore privato (in questo caso, oltreché con la Pa, si potrà comunicare con qualsiasi indirizzo Pec privato). “Conto che entro l’anno (il 2010, ndr) il 100% di tutte le amministrazioni, con la quasi totalità dei servizi, utilizzeranno la Pec”, aveva assicurato Brunetta. E sempre entro il 2010, secondo l’ex ministro, sarebbero stati 10 milioni gli italiani che ne avrebbero richiesto l’attivazione. “Un grande risultato, per guardare al 2011 con grande ottimismo”.
Sta per finire il 2012 e di certificato, di quella che sicuramente era stata una buona intuizione, si riscontra soltanto il flop. Dal contatore del sito postacertificata.gov.it si apprende infatti che sono solo poco più di 1,3 milioni gli italiani che hanno fatto richiesta di una casella Pec. E soprattutto non sono tutti gli uffici di pubblica amministrazione che, pur essendo dotati, la utilizzano.
Qualche esempio? Il Comune di Roma, nella pagina del proprio sito internet, comunica ai cittadini residenti che la Pec “è una realtà in Campidoglio”. E che è possibile richiedere due tipi di certificati anagrafici online gratuiti (nascita e matrimonio), semplicemente scaricando e compilando l’apposito modulo, da inviare poi tramite Pec all’indirizzo anagraferoma@postacertificata.gov.it. “A quel punto – promette l’assessore ai Servizi TecnologiciEnrico Cavallari – il personale dell’Anagrafe inoltra digitalmente alla Pec del cittadino il certificato richiesto entro 24 ore”. La realtà però sembra essere un’altra: “E’ impossibile scrivere a quell’indirizzo perché, come conferma il messaggio che ci arriva in automatico, la casella è sempre piena – denuncia a ilfattoquotidiano.itIvan Marinelli, portavoce dell’Aeci, l’Associazione europea consumatori indipendenti – abbiamo fatto diversi tentativi, ma le mail inviate dalla nostra Pec sono sempre tornate indietro”.
Situazione simile si verifica con la Regione Lazio, dove viene, sì, utilizzato il sistema, anche se “alcuni dirigenti hanno consigliato alla nostra associazione – prosegue Marinelli – di evitare l’utilizzo della posta certificata per comunicare con la Regione e di inviare tutto invece tramite posta ordinaria o, in caso di comunicazioni ufficiali, tramite raccomandata”. La storia si ripete anche altrove: in Sicilia, ad esempio, l’iscrizione ad uno dei corsi di formazione convenzionati con la Regione avviene soltanto tramite modulo cartaceo, consegnato brevi manu o per posta raccomandata. Ad usare la posta certificata con il contagocce sono anche alcune amministrazioni locali del nord.
Ma il paradosso sarebbe rappresentato dall’azienda capofila del raggruppamento temporaneo di impresa – costituito anche da Telecom Italia e Postecom – che si è aggiudicato il bando da 50 milioni di euro per l’erogazione servizio Cec-Pac dello Stato. Poste Italiane, cioè il gestore di “PostaCertificat@”, “non utilizza la posta certificata”, accusa il portavoce dell’Aeci. “Per inoltrare un reclamo a Poste Italiane, relativo ad esempio ai prodotti finanziari, un cliente (o noi come associazione dei consumatori) deve necessariamente ricorrere alla raccomandata A/R – spiega Marinelli – visto che Poste Italiane non pubblica sul sito il proprio indirizzo Pec. Proprio perché, come ci è stato più volte confermato dagli operatori dell’803160 (il call center di Poste Italiane,ndr), non lo utilizza affatto”.
 E in effetti alla voce “contatti” del sito internet di Poste Italiane della Pec non vi è traccia. Persino l’ufficio stampa di Poste Italiane, interpellato da ilfattoquotidiano.it, in un primo tempo ammette di non sapere quale sia (e addirittura se esiste) l’indirizzo Pec. “Dobbiamo chiedere alla società che gestisce il nostro sito”. Di certo “non dialoghiamo tramite Pec, ma – ricorda l’ufficio stampa – abbiamo tantissimi canali di accesso, per richiedere informazioni e segnalare reclami e disagi, più semplici e utilizzabili anche da chi la Pec non ce l’ha”. “Ovvio a questo punto pensare che Poste Italiane abbia tutto l’interesse ad ostacolare l’utilizzo di un sistema che semplifica la vita del cittadino e che contestualmente abbatte l’utilizzo delle raccomandate”, chiosa il portavoce dell’Aeci.
E’ vero, non c’è nessuna legge che imponga alle aziende l’utilizzo della Pec. D’altronde la legge numero 2 del 28 gennaio 2009 prevede soltanto l’obbligo di attivazione. E Poste Italiane la sua Pec ce l’ha: “Il nostro indirizzo è poste@pec.posteitaliane.it”, comunica dopo un po’ l’ufficio stampa di Poste Italiane a ilfattoquotidiano.it. Risulta però quasi una beffa che a “boicottare” quel mezzo, che oltre a ridurre le file agli sportelli potrebbe anche giovare alle tasche degli italiani, sia l’azienda che incasserà dallo Stato 50 milioni di euro proprio per gestire la Cec-Pac.


martedì 6 novembre 2012

I padroni dell'acqua avvisano i clienti prima di fare i lavori?

comunicazione inviata via PEC:


Spettabile Acque spa, 

   da qualche minuto ho scoperto con sorpresa che non avevo acqua in casa. Aperto il rubinetto, lo stesso gocciolava appena o poco più. Ho quindi cercato sul web il numero del vostro call center guasti e, chiamatolo, ho udito la voce meccanica spiegare che nella mia zona (******) si sarebbero potuti verificare cali di pressione. Navigando poi sul vostro sito ho scoperto che il disservizio non è causato da un guasto ma da un interruzione idrica NON imprevista: a tal proposito chiedo di sapere quale sia la politica aziendale di Acque spa riguardo le modalità per avvertire i propri clienti in caso di interruzioni programmate del servizio idrico; io personalmente non ho ricevuto alcun avviso. 


distinti saluti


sabato 27 ottobre 2012

AutostradePerLoro: ci mancava lo spot

Cliccando su questo link si aprirà una finestra, un video di Youtube: uno spot di Autostrade.

Premesso che buttare soldi per una reclame invece di abbassare i prezzi, per un'azienda che certamente di pubblicità non ne ha bisogno, nello spot ci sono molti errori: i due più grossi riguardano i tutor (non so se salvano molte vite, ma so per certo che contribuiscono ad aumentare i balzelli a carico dei già tartassati automobilisti) e il telepass (sicuramente fa risparmiare tempo, ma non è gratis, forse per correttezza andava ricordato!!).

Inoltre si sono proprio dimenticati di parlare della "nuova" autostrada Tirrenica, un capolavoro grazie al quale chi percorreva il tratto da Castiglioncello (LI) a Orbetello (GR) sulla superstrada a doppia corsia variante Aurelia, tra breve percorrerà la stessa strada (un bel lifting, un'allargata di qualche decina di cm e una verniciata di verde ai cartelli) a pagamento.

A tal proposito: chi percorre la variante aurelia da sud a nord, se non vuole ritrovarsi in autostrada e successivamente costretto a pagare, (se esce alla prima uscita 60 centesimi), deve uscire a Cecina nord, al primo incrocio girare a destra e seguire le indicazioni per Livorno ss1 (cartello blu). In questo modo bypasserete la bretellina di qualche chilometro creata da AutostradePerLoro e vi riallaccerete alla variante aurelia all'altezza di Rosignano. Lo dico perché parlando con conoscenti ed amici ho riscontrato, da sud verso nord appunto, una difficoltà nell'evitare l'autostrada...

venerdì 26 ottobre 2012

Tiscali e le colpe del cliente

Ora che sono passato a Telecom la Tiscali mi risponde in poche ore, massimo un giorno (la prima volta mi rispose dopo circa 30 giorni). Alla mia ultima mail, quella dove gli dicevo che sembravano dei comici e gli allegavo la foto di Totò intento a domandare "Per andare dove dobbiamo andare dove dobbiamo andare??, mi hanno risposto il giorno dopo:

Gentile Cliente,

in riferimento al contratto in oggetto, desideriamo informarla che abbiamo provato a contattarla telefonicamente per la verifica di alcuni dati necessari relativamente all’attivazione del servizio Tiscali da lei richiesto.

La preghiamo di contattarci tramite il Servizio Clienti al numero 130, o di indicarci un numero telefonico alternativo e degli orari di reperibilità, in modo da poterla ricontattare al più presto.

Siamo a sua completa disposizione per qualsiasi ulteriore informazione o chiarimento.

Cordiali Saluti.
Servizio Clienti Tiscali

Stavolta chi ha scritto la mail ci ha messo la faccia, firmandosi con nome e cognome.  
Stavolta però, oltre ad invitarmi a contattare un numero che ho lamentato non funzionare, sembrano voler rovesciare la frittata, dando a intendere che la colpa è mia che sono irreperibile. Fermorestando che non si capisce per quale motivo io debba essere telefonicamente reperibile dal centro assistenza Tiscali (ho sempre creduto che dovesse essere vero il contrario...), mi domando come mai la Telecom sia riuscita a contattarmi dopo due giorni per l'istallazione della linea, e quelli della Tiscali no. Rimarrà un mistero, non ho più intenzione di rispondergli. Dato che ho speso 3,90 euro di raccomandata per ricevere una risposta, gli risponderò quando loro ne spenderanno altrettanti per inviarla a me.

mercoledì 24 ottobre 2012

San Vincenzo: Striscia la notizia non basta

Da giornalettismo.com

"UN VERBALE AL GIORNO – Il caso è stato segnalato a Striscia La Notizia. Ne parla oggi il quotidiano toscano Il Tirreno:
Il Gabibbo è arrivato a San Vincenzo, in via Sardegna. In quella strada infatti, che è area pedonale in cui non è consentita la sosta, abita Lisa Anichini, fiorentina di 48 anni e disabile da due. La donna, che cammina con estrema difficoltà, ha parcheggiato a lungo la propria auto in via Sardegna e ha ricevuto 28multe in 30 giorni tra giugno e luglio. Adesso però le multe sarebbero salite a 34. E lei ha segnalato il caso a “Striscia la notizia”. La troupe con il Gabibbo e parecchi cittadini ieri ha percorso le strade vicine verificando che l’unico posto auto per disabili è a più di cento metri ma è già occupato: dove parcheggiare allora? La donna con la troupe è andata a parlare con il sindaco Michele Biagi il quale ha promesso d’istituire un parcheggio per disabili vicino a via Sardegna e di aumentare quelli esistenti. Ma le multe sono valide, ha detto."


Una decina d'anni fa l'estate non potevi passeggiare nel centro di San Vincenzo tanto era pieno di turisti. Poi le cose sono cambiate, un po' la crisi un po' i comuni intorno si sono dati da fare, e il comune labronico si é buttato su un altro business, molto redditizio ma di dubbia correttezza come gli autovelox mobili su una strada (variante Aurelia) non comunale. Gli stessi velox sono di norma utilizzati dopo le curve (repressione, non prevenzione!!) e spesso vengono lasciati all'interno di una vettura, parcheggiata comodamente per ore e ore nelle piazzole di sosta (si può??) senza alcun vigile urbano. Anni fa mi fermai in una di queste piazzole, scattai un book fotografico e lo consegnai al Tirreno. Gli dissi che molte erano le cose che non mi tornavano: un autovelox mobile utilizzato in quelle modalità era a mio avviso da equiparare ad un velox in postazione fissa, la macchina era parcheggiata in una piazzola con altre funzioni, la stessa era "abbandonata" dai vigili urbani, e sulla vettura era presente un cartello "Zona sottoposta a videoregistrazioni" senza che vi fosse annotata la responsabilità e la custodia di dette videoregistrazioni, e non era neanche dato sapere se il prefetto ne fosse stato informato.
Non ne seppi più nulla. In compenso ora la storia riportata ad inizio post e la dichiarazione del sindaco chiariscono molti dubbi circa la "politica aziendale" del comune di San Vincenzo.



lunedì 22 ottobre 2012

Comici in collaborazione con Tiscali


No via, glielo dovevo dire: ci ho ripensato ed ho inviato loro una seconda mail:

Inoltre mi permetto di farvi osservare che, se uno lamenta di non poter parlare con il 130 per colpa del vostro filtro, rispondergli "se il problema persiste chiami il 130" è da comici.

distinti saluti
***********

Alla mail ho anche allegato la seguente foto....




Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?? La Tiscali lo sa...

Se ci ripenso stanotte non ci dormo: cioè uno lamenta di non poter chiamare il servizio clienti al numero 130 perchè il mio numero di telefono non è accettato dal loro filtro e la loro risposta è: se l'inconveniente persiste chiami il 130.

Mi ricorda molto uno spezzone di un noto fil di Totò: "Per andare dove dobbiamo andare dove dobbiamo andare?" la Tiscali gli risponderebbe di andare dove dobbiamo andare, ma lo farebbe dopo un mese. E' ora che qualcuno dica invece alla Tiscali dove devono andare loro, c'è poca luce e l'odore non è dei migliori, ma posti migliori da consigliargli non mi vengono in mente...


Tiscali: una finta risposta dopo neanche 30 giorni


Quella di sotto riportata è la mail che mandai il 26 settembre al servizio clienti Tiscali:

-----Messaggio originale-----
Da: ****************
Inviato: mercoledì 26 settembre 2012 14.15
A: assistenza.provisioning
Oggetto: Richiesta supporto Assistenza Amministrativa

Nome: ***********
Cognome: *********
email: **********
Prefisso:
Telefono:
Codice_cliente: 43*******
Info:
Messaggio: Buongiorno, vorrei poter uscire da questa paradossale situazione. Mi spiego: a fine luglio ho stipulato un contratto con voi e ancora oggi non so quando mi sarà attivata la linea e consegnato il router. La CREM di Cascina (PI) dove ho stipulato il contratto se ne lava le mani, chiamando il 130 non è possibile parlare con un operatore (non riconosce il mio codice cliente) e gli altri numeri di assistenza a pagamento fanno cascare la linea dopo poco che attendo. Il vostro servizio di assistenza su Twitter è utilissimo, rispondono a tutti meno che a me.

Premesso questo: devo ritenere non accettato il contratto ai sensi del punto 2,4 dello stesso oppure avete incontrato dei problemi e seppure in ritardo mi attiverete il servizio? Io sono sconcertato da questa ridicola situazione, per il ritardo nell\'attivazione ma soprattutto per l\'impossibilità di contattarvi telefonicamente, che forse è peggio del ritardo in se. Ma se un domani avessi un problema di linea a chi mi rivolgerei???? Vi dovrei mandare una raccomandata????



saluti
******
Oggi, dopo quasi un mese, mi hanno risposto con una di quelle mail che pare scritta da un sistema automatico, perchè di fatto non mi hanno risposto a nulla di ciò che chiedevo. Coincidenza: proprio oggi un tecnico Telecom mi ha attivato la linea telefonica e adsl.... 
Questa qui sotto comunque la loro nonrisposta: 




Il giorno 22/ott/2012, alle ore 17:11, IT Contratti ADSL <contrattiadsl@it.tiscali.com> ha scritto:

Gentile Cliente,

nel ringraziarLa per aver scelto il servizio Tiscali, La informiamo che abbiamo ricevuto la Sua richiesta di assistenza.

Se l'inconveniente persiste La invitiamo a contattarci utilizzando uno dei  canali di seguito indicati:

- il servizio clienti al numero 130 per abbonamenti residenziali;
- il servizio clienti al numero 192.130 per abbonamenti riservati alle aziende;
- la chat, operativa dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00;

Cordiali Saluti
Servizio Clienti Tiscali


Qui di seguito la mia risposta:


Spettabile Tiscali, 

quale mia richiesta di assistenza avete ricevuto? Le decine e decine di telefonate, la mail, il fax o la raccomandata? 
A quale conveniente vi riferite? Il fatto che dopo tre mesi non avessi ancora la mia linea attivata si può chiamare inconveniente?

Per rispondere ai vostri tre punti: 
- chiamando il 130 si può parlare con un operatore solo se si inserisce un numero telefonico Tiscali, ed il mio non essendo ancora attivato, non va bene;
- non sono un'azienda;
- la chat negli orari da voi indicati, essendo piena, mi invitava a lasciare una mail, cosa che ho fatto.

A questo punto, come specificato nella raccomandata inviatavi l'11 u.s., ho ritenuto non accettata la mia proposta di contratto. Troverete i dettagli nella 
raccomandata stessa. 

distinti saluti 
*****************


domenica 21 ottobre 2012

Telecom è pur sempre Telecom

Dopo aver provato a telefonare a Tiscali, dopo aver inviato loro una mail e un fax, gli ho inviato una raccomandata. L'hanno ricevuta, ma non mi hanno risposto ne contattato in nessun modo. Dopo tre mesi ancora non ho la linea telefonica, ho desistito: gli starò antipatico e non mi vogliono come cliente, pazienza, però potevano dirmelo.

Lunedì passato ho chiamato il 187 (servizio clienti Telecom), 20 secondi di attesa e ho parlato con l'operatore, due minuti per parlare del tipo di contratto che volevo stipulare. Martedì mi hanno richiamato per fissare l'appuntamento col tecnico per venerdì. Venerdì non potevo e abbiamo optato per domani pomeriggio. Al telefono mi hanno garantito che da domani sera sarò in grado di navigare.

Questa è la differenza tra Telecom e Tiscali: a fronte di pochi euro mensili di differenza (non vi fate abbindolare, il canone dovete pagarlo con QUALUNQUE operatore), con Telecom si può navigare (cosa abbastanza rilevante) e si può parlare con qualcuno al servizio clienti. Il risparmio in termini economici con Tiscali, ammesso che qualcuno riesca ad ottenere i loro servizi, è di circa 35 euro l'anno, circa 100 i primi due anni se si è disposti a pagare con RID o carta di credito, accettando però clausole molte vincolanti ed onerose in caso di disdette anche parziali nel medio periodo. Il gioco non vale la candela, ho disdetto Telecom circa 5 anni fa, ho provato Vodafone, Fastweb, Tre, Infostrada e per ultimo ho provato a provare Tiscali, risparmi irrisori a fronte di servizi scadenti se paragonati ad Alice.

A breve pubblicherò un post con i dettagli di tutti gli operatori che ho testato personalmente con le mie esperienze.
Telecom è sempre Telecom....

giovedì 11 ottobre 2012

Cambiano i tempi, la sostanza meno...

Perché io so io e voi nun siete un ca*zo! (1809)


Io sono un ispettore di polizia e lei non è nessuno!
(2012)


State alla larga da Tiscali se non volete perdere tempo


Spettabile Tiscali,

Nel mese di luglio mi reco alla C.R.E.M. di xxx a Cascina (PI) per stipulare un contratto ADSL con la vostra azienda. 
Mi viene assicurato che entro un mesetto avrei ricevuto il router, la visita del tecnico per l'attivazione, e poi sarei stato in grado di navigare. 
Poco prima di ferragosto ricevo un vostro sms dove mi chiedete di verificare l'esattezza delle mie coordinate bancarie (peraltro inserite dal titolare della ditta Crem, in quanto io in quel momento non le avevo con me) che ho poi corretto dal MyTiscali come da voi indicatomi. 

Torno alla Crem a fine agosto, dove se ne lavano le mani: gli spiego delle coordinate bancarie inesatte e dei vostri messaggi, e attribuisco il ritardo a quel motivo. Loro confermano, senza peraltro controllare in nessun modo, che la colpa sia delle ferie di ferragosto. 

Il giorno 3 settembre provo a chiamare il 130, effettuo 13 (TREDICI) tentativi ma riesco a parlare con l'operatore due sole volte (e pensare che avevo attivato il contratto in un centro autorizzato e non online proprio per evitare situazioni come queste), la prima volta mi viene indicato il numero 199411000 (peraltro non funzionante) che mi sarebbe costato circa 50 centesimi al minuto più lo scatto alla risposta, la seconda volta mi viene detto che la mia pratica era stata bloccata ma che non poteva dirmi altro. Avrei ricevuto una chiamata l'indomani, nell'arco della giornata, come se non fosse il call center al servizio del cliente ma il cliente che deve liberarsi dagli eventuali impegni per aspettare la telefonata del call center.

Il giorno 11 settembre ricevo da voi una mail dove mi confermate l'avvenuta attivazione della linea telefonica (05*******). Provo a chiamare il numero 800709970 indicato nella stessa mail ma scopro che il numero non è attivo. 
Da quel giorno a oggi ho provato più volte a chiamare il 130, inserendo sia il mio codice cliente sia il numero telefonico, non risulto un vostro cliente quindi mi è preclusa la possibilità di parlare con un operatore.

Capirete senza problemi che dal mio punto di vista rappresentate la parodia di un'azienda poco seria. 
Per entrare in contatto con voi mi sono trovato costretto a ricorrere alla posta raccomandata (fax e email completamente ignorati), mezzo che come saprete richiede un dispendio in termini economici e di tempo. 

Tutto ciò premesso non posso far altro che ritenere non accettata la mia proposta ai sensi dell'articolo 2 comma 3 delle Condizioni Generali di Contratto ADSL - PRIVATi, e cercare un altro operatore disponibile.



Distinti Saluti

Codice cliente 4********



Questa è il testo della raccomandata che alla fine gli ho spedito. Un consiglio: state alla larga da Tiscali se non volete perdere tempo!!

sabato 6 ottobre 2012

Fine dei Carabinieri? Realtà o bufala??

In rete é pieno di articoli come questo. Leggende metropolitane o realtà??

http://www.ecplanet.com/node/2966

L'Arma dei Carabinieri verrà assorbita da Eurogendfor
By Edoardo Capuano - Posted on 08 gennaio 2012

L'UNIONE EUROPEA VUOLE IMPORRE LA SMILITARIZZAZIONE DELLA QUARTA FORZA ARMATA E L'ACCORPAMENTO DEI CARABINIERI ALLA POLIZIA DI STATO. CHE C'ENTRI QUALCOSA EUROGENDFOR, LA POLIZIA EUROPEA CON POTERI ILLIMITATI?A PENSAR MALE SI FA PECCATO, PERÒ NON SI SBAGLIA MAI.. INTANTO IL SITO DEI CARABINIERI CI INFORMA DEL DOLOROSO SCIOGLIMENTO..

Il caso ha voluto che proprio ieri ho deciso di inserire l'Eurogendfor tra gli argomenti in primo piano. Sentivo che a breve avrei letto una notizia come quella che mi accingo a darvi. Ebbene cari lettori di Free Italy, in un futuro non molto lontano l'Arma dei Carabinieri non esisterà più. È destinata allo scioglimento. Senza se e senza ma. Accadrà perché così hanno deciso e così deve essere. Accadrà perché il piano dei poteri forti è proprio questo: sostituire le forze di polizie nazionali, sottoposte al controllo degli stati e dei loro Parlamenti,con una forza i polizia sovranazionale, l'Eurogendfor,con poteri illimitati e totalmente sciolta dal controllo di organi democraticamente eletti.

A dare la notizia sono proprio loro,i carabinieri.Se ne trova notizia nel sito Carabinieri-Unione.it dove viene comunicata con sconcerto e velata tristezza:

Sembrerebbe una bufala attendibile quanto la profezia dei Maya, invece è vero. L’Arma dei carabinieri in un futuro più o meno prossimo, ma certamente non remoto, è destinata ad un inevitabile scioglimento: Benemerita addio, è solo questione di tempo e di trattative politiche.

Chissà a quanti di voi verrà un groppo in gola pensando al gruppo leggendario Crimor, appartenente al Ros, protagonista dell’arresto del capo dei capi, Totò Riina, capitanato da Ultimo, o alle investigazioni scientifiche del Ris agli ordini del colonnello, ora generale in congedo, Luciano Garofalo, per non parlare del delizioso ‘I racconti del maresciallo’ di Mario Soldati. E chissà quale sarà mai l'animo chi dell'Arma ha fatto la storia o semplicemente ne ha fatto o ne fa parte.

L'Unione Europea comanda e noi da bravi cagnolini dei poteri forti rispondiamo con un cenno d'assenso. È successo quando abbiamo firmato il Trattato di Mastricht e di Lisbona, iniziando a cedere importanti pezzi di sovranità monetaria. È successo qualche mese fa con Monti e Papedemos, premier scuola Goldman Sachs giunti al governo di Italia e Grecia sotto la pressione della Bce e dell'Ue. E sta succedendo anche coi Carabinieri. E quindi giù con un bel colpo di spugna sui militari caduti in servizio. E giù con un bel colpo di spugna sulla figura tranquillizzante e familiare del maresciallo di paese. Un colpo di spugna sui militari caduti in servizio, ma pure sulla figura paciosa e tranquillizzate del maresciallo di paese, un po' buon padre di famiglia, un po' tutore della legge, filosofo e psicologo, che sapeva dosare perfettamente il bastone e la carota.

Ma perché l'Ue ha questa fretta? E da dove viene la notizia? Ce lo spiegano i carabinieri nell'articolo:

Sono annosi ormai i richiami del ministero dell’Interno in merito alla necessità di una riforma che veda una reale unificazione delle Forze di Polizia con il contestuale passaggio dell’Arma alle dipendenze di tale dicastero. Al contempo, si susseguono le esternazioni in senso contrario del ministro della difesa che giura, invece, che i carabinieri resteranno alla Difesa. Versione non del tutto inesatta, i carabinieri in quanto tali, sopravviverebbero con un’aliquota destinata a supportare le nostre missioni all’estero con compiti di polizia militare.

La fonte è il ministero dell'Interno. Più autorevole di quella... La richiesta dell'Ue è ufficiale e rientra nell'ambito di quella che Monti ha chiamato "una cessione necessaria di pezzetti di sovranità all'Ue" in quel famoso video che ha spopolato e preoccupato mezzo web. Vogliono smilitarizzare l'arma e accorparla con polizia. La domanda è perché? Ecco la risposta dei carabinieri:

Secondo la Ue e il ministero dell’Interno la militarità dell’Arma non è quindi vista come necessità di combattere più efficacemente la criminalità, dal momento che il codice di procedura penale stabilisce modalità di intervento uguali per tutte le Forze di Polizia, aggiungendo che non è ammissibile che le stesse forze dell’ordine si occupino di ordine pubblico dipendendo da amministrazioni diverse. Per arrivare ai colpi bassi, ossia ai dubbi sull’efficienza dell’Arma, voci neanche troppo di corridoio sostengono che con lo scioglimento dell’Arma si spezzerebbe ogni legame con la difesa che, sempre stando a queste voci, in maniera soffocante e per quasi duecento anni, ha condizionato destini, carriere ed efficienza di una forza armata che, nonostante il suo impegno, vede da sempre intere regioni ancora sotto il controllo della criminalità organizzata. Europa solo la Francia, con la Gendarmerie Nationale, ha una forza di polizia paragonabile ai nostri carabinieri ma con alcuni tratti distintivi essenziali: il Capo del Corpo è un Direttore civile, i compiti sono nettamente distinti da quelli della Police Nationale per aree territoriali di competenza e per specializzazioni. In Olanda, la Koninklijke Marechaussee, oltre ai compiti di polizia militare ha solo compiti di polizia di frontiera. In Belgio, la Gendarmerie è stata sciolta ed è confluita nella Police Nationale. In Spagna, la Guardia Civil, un Corpo di polizia a ordinamento militare, ha tuttavia un Direttore civile.

L'Arma dei Carabinieri è un altro dei nostri gioielli così invidiati che ce lo vogliono distruggere non potendocelo portare via. Ma non è tanto l'invidia il motore di questa scelta. Le ragioni sono molto più banali. Si tratta di una forza organizzata a tal punto da essere giudicata pericolosa da quei poteri forti che vogliono controllarci attraverso quella forza di polizia anti democratica e con poteri illimitati nota come Eurogendfor, di cui vi ricordo i compiti e il raggio d'azione:

«condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici»

«EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5).

La Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi. Ahh hai capito perché allora i carabinieri non servono? Tanto c'è Eurogendfor che è pure meglio e che piace anche alla Nato e agli Stati Uniti, i quali avranno voce in capitolo persino nella sua gestione operativa! Il nuovo corpo, se non bastasse, risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.

Alla faccia del del maresciallo di paese,un po' buon padre di famiglia, un po' tutore della legge, filosofo e psicologo, che sapeva dosare perfettamente il bastone e la carota...

Fonte: comesantommaso.blogspot.com

Aggiungi un commento Manda questo articolo a un amico
Tag Dalla parte del cittadino Globalizzazione Manipolazioni Massoneria Società Tendenze







foto di http://iljester.wordpress.com