martedì 29 ottobre 2013

Tiemme Piombino: dura lex sed lex

Beh, in questo caso non posso dire che l'autista non abbia ragione, visto che il regolamento della Tiemme parla chiaro, però....

Spettabile Tiemme,
poco fa dalla stazione di Campiglia Marittima salivo sul bus .... delle ore .... insieme al mio cane di piccola taglia. Prendevo posto in fondo al Bus, proprio per non disturbare nessuno, mi sedevo e legavo il cagnolino facendolo accomodare sotto il sedile. A qualche metro da me c'era un altro viaggiatore ed altri due erano nei posti in cima al bus. Prima di partire l'autista viene spedito verso di me, dice che ha visto il cane e vuol sapere se ho la museruola. Rispondo di no e mi dice che senza di essa non è possibile viaggiare. Faccio notare che i posti accanto a me sono completamente vuoti e in tutto il bus ci sono solo tre persone e chiedo di poterlo tenere legato tra le mie gambe. Mi viene risposto di no e scendo dal mezzo. L'uomo a me più vicino dice che potrei usare il guinzaglio come museruola, e prova a parlare con l'autista. Gli si avvicina dicendogli qualcosa sottovoce che non riesco a sentire, sento solo la risposta del vostro dipendente che verte
sull'osservanza dei regolamenti.

Premesso che io per accedere ai Bus Tiemme devo essere munito di museruola, e che è palese la mia mancanza, vi chiedo se sia normale il comportamento dell'autista che, seppure nel "religioso" rispetto delle regole, non ha usato (a mio avviso) una briciola di buon senso, ignorando che il cane, legato e in mezzo alle mie gambe, non avrebbe potuto nuocere a nessuno; l'unico ragazzo nelle vicinanze non era infastidito e gli altri due viaggiatori erano dall'altra parte del mezzo.

Non posso fornire la matricola del vostro dipendente, ma ripeto che si trattava del Bus .... delle .... da Campiglia Mma Fs a Piombino.

ringraziando per il tempo dedicatomi e in attesa di una vostra cortese risposta invio

Distinti Saluti



lunedì 14 ottobre 2013

Se vi vedo....








Se l'autore del manifesto anti- GaCate non è italiano, viva l'integrazione. Se invece è italiano viva l'alfabetizzazione.

In ogni caso, viva l'educazione...

venerdì 27 settembre 2013

Non di soli ombrelloni vive l'uomo




Finalmente qualche politico, seppure a livello locale, ha avuto il coraggio di dire quello che in molti, almeno spero, pensano. Non si può vivere di soli ombrelloni: il turismo è un valore aggiunto da non disdegnare ma non da certezze, aspettative, contratti ne salari adeguati.
Basta ipocrisia!!

Fuori dall'Italia gli sporchi razzisti

Su un muro del centro storico di Pisa...





giovedì 22 agosto 2013

Riforma Costituzionale: come dire "ufficialmente" la nostra

Poco, o forse per nulla pubblicizzato, il seguente sito istituzionale dove lo Stato ci chiede di dire la nostra circa le modifiche che apporteremmo o non apporteremmo alla nostra Carta Costituzionale. Il linguaggio utilizzato è piuttosto semplice, e ci sono anche numerose note a piè di pagina per chi incontra difficoltà.
Il questionario, anzi i questionari (sono due) richiedono dai 15 ai 20 minuti, credo che ne valga la pena. Fate voi, io vi posto il link:

http://www.partecipa.gov.it/index.html


ps avete tempo solo fino al prossimo 8 ottobre!!



Truffette energetiche: mi mancavano

In tempi di crisi aziende e privati con scarsa coscienza si attrezzano come possono. Negli ultimi due anni sono stato oggetto di un numero crescente di truffe o pseudotruffe, le più simpatiche le ho pubblicate su questo blog. 
Oggi ne racconterò un'altra, non perché sia particolarmente divertente ma perchè sta capitando a molte persone, e magari scrivendo qui riuscirò a "salvare" qualcuna.

Suona il campanello in piena mattina, chiedo chi è e non ottengo risposta. Apro il portone e sento che qualcuno sale per le scale, questo vuol dire che probabilmente ha suonato a più persone, e qualcuno gli aveva già aperto quando ho risposto io. Richiudo ma noto dallo spioncino una ragazza vestita elegante con una cartellina sotto braccio intenta a salire al piano successivo. Apro la porta e le chiedo se fosse lei ad avermi suonato. Mi dice di si, ma al momento non ricorda il mio cognome. Le chiedo cosa volesse e dice di essere un'incaricata dell'Enel: per evitare che i loro clienti, in un mercato appena liberalizzato, migrino verso un altro operatore, propone un forte sconto sulle mie future bollette. Ringrazio con un sorriso e la saluto, ma ovviamente non è così semplice: mi dice che devo firmare la sua offerta (estrae dei fogli dalla cartellina) ma, ancora più importante, devo fornire il mio codice cliente Enel. 
Ricapitolando: una ragazza suona a "x" campanelli in un palazzo, qualcuno le apre, mentre sale le scale mi vede, non sa chi io sia ma ha un'offerta per me e vuole vedere una mia bolletta. Le dico di non averne e le chiedo a cosa le serva. E' evasiva a riguardo ma alla fine confessa che servono un paio di codici che sono scritti li sopra. Faccio notare il paradosso: l'azienda per cui lavora mi fornisce un codice cliente e lei viene da me per saperlo.... mi dice che lei non lavora per Enel bla bla bla appalto bla bla bla burocrazia bla bla bla. Le dico di ripassare, così nel frattempo mi sarei informato, e la saluto. 

Cercando su internet:

http://www.notiziario360.it/finti-agenti-enel-suonano-alla-porta-di-casa-e-una-truffa/
http://www.redacon.it/2012/03/19/operatori-sedicenti-enel-girano-per-le-case-offrendo-contratti-vantaggiosi/
http://paoblog.net/2010/02/23/enel-porta-a-porta/

Questi sono tre link che parlano di situazioni molto simili alla mia, ma se cercate ne trovate veramente a dozzine!!

In poche parole che succede? Chi vi viene a suonare a casa può essere un promotore incaricato di altra azienda energetica (viva le liberalizzazioni) che vuol farvi cambiare operatore, ma per riuscirci deve prima avere una vostra firma su un modulo e un codice o due presente sulla vostra bolletta. 

Se Enel ha bisogno di dirvi qualcosa, ha i mezzi per farlo (mezzi anche più economici, come una mail). 

Non fidatevi
NON FIDATEVI
NON FIDATEVI

martedì 6 agosto 2013

Se proprio dovete cambiare la vostra sigaretta elettronica, almeno conoscete i vostri diritti, sappiate che quella vecchia devono ritirarla e smaltirla gratuitamente. E non si tratta di un favore...



da Libero.it



Sigaretta elettronica, solo un negoziante su 10 applica il decreto 'uno contro uno'

Sigaretta elettronica, solo un negoziante su 10 applica il decreto 'uno contro uno'
Roma, 7 giu. - (Adnkronos) - La sigaretta elettronica è un dispositivo elettronico dotato di una batteria ricaricabile, pertanto deve essere gestita come un Raee, ossia come un Rifiuto da apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per questa tipologia di rifiuti, già da tre anni è entrato in vigore il cosiddetto decreto 'uno contro uno', ossia l'obbligo per i venditori al ritiro gratuito di qualsiasi apparecchiatura dismessa dopo l’acquisto di un prodotto nuovo equivalente. Ma molti lo ignorano. Con l'aiuto della telecamera nascosta siamo andati a vedere quanto ne sanno i rivenditori e il risultato è che su 10 negozianti solo uno ha fatto riferimento all'obbligo di legge. La maggior parte, però, un po' in imbarazzo, risponde che volendo possono smaltirla.
Ma si tratterebbe di un favore. Il punto, però, è che il ritiro non è facoltativo ma obbligatorio. Addirittura c'è anche chi consiglia il modo più rapido per risolvere il problema: “Apri il secchio è butti dentro”. La legge, entrata in vigore il 18 giugno 2010, però, parla chiaro. La legge, spiega all'Adnkronos, Danilo Bonato, direttore generale di ReMedia, il Consorzio nazionale per la gestione eco-sostenibile dei rifiuti tecnologici, “dà un compito ed un obbligo ai negozianti che vendono apparecchiature elettriche ed elettroniche e tra queste anche le sigarette elettroniche. L'obbligo consiste nel ritiro gratuito di una vecchia apparecchiatura, in questo caso la sigaretta, a fronte dell'acquisto di una equivalente. Questo avviene gratuitamente".
Il negoziante, dunque, "ha l'obbligo di ritirare la vecchia sigarette e poi di seguire una serie di procedure che prevedono uno smaltimento sicuro dal punto di vista ambientale e in linea con quello che prevede la legge”. In sintesi, il consumatore ha due possibilità. La prima “è portarla ad un'isola ecologica perché ci sono dei contenitori appositi per gestire tutti questi apparecchi di piccole dimensioni, oppure se intende acquistarne una nuova può portarla presso il negozio che è tenuto a ritirarla gratuitamente”.

martedì 30 luglio 2013

Finalmente mi hanno risposto ad una PEC!!

Incredibile ma vero!! Per la prima volta in un anno e mezzo che ho un indirizzo PEC la casella di posta in arrivò ha lampeggiato: abemus letteram (si scrive così??).

Un evento da annotare sul calendario: un'azienda, al terzo sollecito, ha risposto alla mia mail. Vero è anche che mi hanno risposto perché io a questa azienda dovevo dei soldi, ma non conoscendo il preciso ammontare dell'importo per i servizi erogati, nella terza mail avevo scritto, in soldoni, che li avrei pagati appena mi avessero risposto alla mia mail. E così, pur di riscuotere, hanno risposto alla PEC.

Ho fatto bene a non desistere, chi la dura la vince!!



domenica 28 luglio 2013

Parcheggi: come incentivare il turismo?




L'immagine allegata è la foto del biglietto di un parcheggio. 50 centesimi 4 ore, e non sulla vetta del monte Serra, ma sul litorale pisano, più precisamente a Tirrenia, a pochi metri dal mare. In altri comuni siamo di poco sotto i due euro l'ora.

Morale? Il turismo c'è chi lo incentiva a parole e chi con i fatti...

domenica 23 giugno 2013

Manette oscurate, il dubbio








Due diversi giornale, due diversi arresti, un dettaglio in comune: le manette. Perché in entrambe le foto le manette sono oscurate, censurate come si fa con le foto dei minorenni??
Sono curioso, qualcuno mi sa dare una risposta??

Nuovo logo blog

Quello postato qui sopra è il nuovo logo del riflessivo. E' stato creato e gentilmente concesso da Massi (che approfitto per ringraziare nuovamente). Chiunque trovasse l'opera di buon gusto e volesse contattarlo può cliccare direttamente qui o visitare la sua pagina web.


martedì 18 giugno 2013

Baratti: situazione prato e parcheggio

Andare a mare a Baratti, inizia ad essere complicato, oltre che costoso. Parcheggiare l'auto per esempio, costa 1.80 euro l'ora in cambio di ZERO (0) servizi. Il parcheggio non è custodito, non è riparato, non è di un privato. La cospicua somma che versiamo è da pagare "perchésì" senza fare tante domande. In più trovare un parcheggio in orari cristiani diventa un'impresa.


Poi però, una volta che troviamo parcheggio e acconsentiamo al salasso economico, ci incamminiamo verso il mare, passando per un pratino curato.


Le foto l'ho scattate io personalmente una decina di giorni fa.


Non ci possono nemmeno raccontare che il parcheggio si paga per la manutenzione del prato...





domenica 16 giugno 2013

Bioshopper: legge e presa per il sedere


Nuovo decreto per gli shopper, si conclude una vicenda normativa lunga e travagliata

Roma, 5 apr. - (Adnkronos) - “Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 27 marzo del Decreto interministeriale, firmato dai ministri per l’Ambiente e lo Sviluppo Economico, sulle caratteristiche tecniche che devono avere gli shopper che si possono commercializzare nel nostro Paese, si conclude finalmente la vicenda normativa dei bioshopper. Una vicenda lunga e travagliata, che ha portato una vera rivoluzione in Italia e che è iniziata più di sei anni fa, con l'approvazione di un emendamento da me presentato alla finanziaria 2007 che appunto vietava la commercializzazione di shopper non biodegradabili”. Lo dichiara Francesco Ferrante, già Senatore Pd e vicepresidente del Kyoto Club.
“Da quel primo passo - spiega Ferrante - per arrivare finalmente alla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale abbiamo dovuto fronteggiare la fiera opposizione delle lobbies, che ha portato alla proroga dell'entrata in vigore del divieto, e poi la concorrenza sleale di quanti con gli additivi, dannosi per l'ambiente, volevano spacciare per commerciabili ciò che evidentemente non lo era e che questo decreto si incarica di spazzare definitivamente via. Mancava solo questo decreto, infatti, per rendere operative le sanzioni contro chi provi a cercare di aggirare il decreto".
Sanzioni che "entreranno in vigore a metà agosto, sessanta giorni dopo il termine formale (13 giugno) entro il quale l'Unione Europea avrebbe la possibilità di formulare osservazioni al decreto. Ma già sappiamo che non succederà perché il Commissario Potocnik lo ha già assicurato, seppur informalmente. Il mercato ora non ha più scuse e si attrezzerà. Tanto più - conclude - che i bioshopper rappresentano una novità molto gradita ai cittadini e una forte spinta all'innovazione di prodotto in un settore, quello della chimica verde, tra i più competitivi della nostra green economy. Questa battaglia l'abbiamo vinta”.


Per Francesco Ferrante, dopo mille peripezie e mille difficoltà, è stata vinta la battaglia dei bioshopper. Non sapete cosa sono?? Sono quei sacchetti che da qualche anno vi danno al supermercato, quelli che puzzano e che si rompono se li guardi troppo, quelli che non consentono di essere utilizzati come contenitore per la spazzatura obbligando i cittadini a comprare dei sacchetti apposta per tal fine (questo argomento lo trattai qui tempo addietro).

Ma non contento, Ferrante strafà: "i bioshopper rappresentano una novità molto gradita ai cittadini". Sicuramente (ne sono certo....) hanno commissionato un sondaggio (io garantisco di non essere stato interpellato!!), però si sono dimenticati di scrivere chi è l'istituto che ha raccolto questi dati. Siccome fidati era un buon'uomo, chiedo a chiunque legga questo post di farmi sapere, commentando qui sotto o tramite mail, se e da chi è stato interpellato, eventualmente, per questo misterioso sondaggio.

Telefonia: aziende italiane, lavoratori no


Le tariffe di roaming scompariranno da luglio 2014!

Finalmente! Dal primo luglio del 2014 – salvo inaspettati dietro front – tutti i cittadini dell’Unione Europea non dovranno più pagare tariffe aggiuntive in roaming per effettuare telefonate, inviare SMS o navigare sul web. Pagheranno le stesse tariffe sottoscritte nel paese di origine.
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Addio alle tariffe roaming. Il tutto tra un anno, dal primo luglio del 2014. La Commissione Europea ha infatti approvato il piano che porterà alla fine di tali tariffe all’interno degli stati dell’Unione. Gli operatori potranno presto muoversi in un mercato unico a livello europeo e potranno proporre offerte a tutti i cittadini: gli utenti, infatti, pagheranno in base alla tariffe sottoscritte nel proprio paese di origine, senza costi aggiuntivi, anche per utilizzare il telefono in un altro paese dell’Unione Europea.
Lo scopo di questa decisione non è solo quello di far risparmiare un bel po’ di soldi ai cittadini che viaggiano all’estero, ma anche di semplificare il mercato degli operatori che lavorano a livello europeo. Basti pensare che negli USA ci sono sono 4 operatori di una certa rilevanza, mentre in Europa superiamo i 100. Mercato troppo frammentato, per questo la Commissione Europea vuole semplificare il tutto e consentire agli operatori di lavorare a livello europeo.
Con le eliminazione delle tariffe roaming, i grandi operatori potranno proporre offerte a livello europeo, rendendo la vita difficile ai numerosi operatori medio-piccoli che oggi esistono sul mercato.


Se chiamare con una sim spagnola in Italia non costerà più un mutuo vorrà dire che gli italiani potranno anche scegliere di utilizzare stabilmente una sim spagnola... o irlandese, per fare un esempio, e si presume che saranno tutte più economiche delle nostre (almeno cercando promozioni di operatori extraitaliani sul web). Spero che non vi saranno i finti buonisti che accuseranno gli utenti di contribuire a ridurre il lavoro in Italia a vantaggio di altre nazioni perché, purtroppo, i principali operatori italiani utilizzano manodopera straniera già da un po'. Se non vi ho convinto provate ad aprire i link qua sotto:

Operatori "italiani", call center esteri
Vodafone
Tim
Wind
Tre

Ma se un'azienda ha di italiano solo (estremizzo) il nome e l'amministratore delegato, ma chi ci lavora realmente è all'estero, si può definire italiana? Andrebbe chiesto a chi consente queste manovre, pace all'anima loro...


martedì 11 giugno 2013

A tutela di chi lavora

Dopo i numeri verdi per le violenze sui bambini, sulle donne, sugli immigrati e sugli animali finalmente uno anche per chi subisce soprusi e violenze sul lavoro. Resta solo un dubbio: non dovrebbe esserci un numero unico per queste cose?? Tipo il 112?? bah...

» Liberoquotidiano.it - Libero di sfogliare... Anche OnLine
★ Un numero verde per segnalare situazioni di disagio legate al lavoro
(autore sconosciuto)
14/gen/2013 14:13 more »

Roma, 14 gen. - (Adnkronos) - Un numero verde al quale rivolgersi per segnalare situazioni di difficoltà e disagio legate alla sfera lavorativa ed economica. Ad attivarlo è "Speranzaallavoro", l'associazione fondata dalla Filca-Cisl, il sindacato degli edili, dall'associazione di consumatori Adiconsum e dai familiari delle vittime dell'indifferenza al lavoro. Il numero verde sarà presentato mercoledì 16 gennaio a Roma.

"Speranzaallavoro - spiegano Salvatore Scelfo e Ofelia Oliva, segretari nazionali della Filca e dell'Adiconsum - è impegnata su tutto il territorio nazionale a supporto della persona, soprattutto in momenti di grande difficoltà economiche come questo. Grazie alla sinergia con il Psiop, l'Istituto di psicoterapia, l'associazione è in grado di offrire assistenza specialistica di tipo psicologico, legale, amministrativo, supporto alle organizzazioni, orientamento nella ricerca di lavoro ed può sostenere le necessità emergenti nel mondo del lavoro". Presidente di Speranzaallavoro è Laura Tamiozzo, figlia di un imprenditore suicida per la crisi.







lunedì 10 giugno 2013

Stati Uniti d'America: qualcuno si ostina a chiamarla democrazia.


Scandalo negli Usa, bimbo ammanettato a un tubo per dieci ore


Ancora un’incredibile storia di violenze nei confronti dei bambini negli Stati Uniti, ma questa volta i protagonisti sono gli agenti di New York che hanno arrestato,   ammanettato e detenuto per 10 ore - quattro nella scuola e sei nella centrale - un bambino di sette anni accusato da un compagno di classe di aver rubato 5 dollari. La storia è avvenuta all’inizio di dicembre nel Bronx ma è stata raccontata adesso dal New York Post perché la madre del piccolo Wilson Reyes ha fatto causa al Nypd per i   maltrattamenti subiti dal figlio.
La vicenda - Anche il padre del piccolo presunto derubato - secondo la ricostruzione del tabloid l’intera vicenda del furto era un malinteso - ha condannato il comportamento della polizia. "Se è stato ammanettato per tutto quel tempo è una cosa negativa, è solo un bambino", ha detto Santiago Acevedo. Era stata la moglie a presentarsi all’ufficio del direttore della scuola PS X114 per denunciare il fatto che il figlio era stato picchiato e rapinato da Wilson quattro giorni prima. A questo punto il direttore della scuola ha chiamato la polizia per denunciare a sua volta quella che veniva definita come una vera e propria "rapina".   
Inchiesta interna - Intanto, dopo il clamore suscitato dalla denuncia del Post la polizia di New York ha avviato un’inchiesta interna per verificare il comportamento degli agenti che il 4 dicembre scorso risposero alla chiamata della scuola. Secondo quanto denunciato dalla madre del piccolo Wilson, quando alla donna è stato, dopo diverse ore, finalmente permesso di vedere il bambino lo ha trovato ammanettato ad un tubo del muro. La donna ha presentato lunedì ricorso contro la città di New York chiedendo 250 milioni di risarcimento. 

Il nazismo delle visite fiscali ai malati

Chi è un dipendente avrà notato che, se comunica al suo datore di lavoro una malattia, potrà ricevere delle visite a sorpresa da parte di medici fiscali, per accertarne il reale stato di salute. Sappiate che la prossima volta che vi capita potrete dare dello stalinista o del nazista sia al medico sia al datore di lavoro, o almeno sappiate che c'è chi lo fa.


Visita fiscale per Berlusconi, Cicchitto: “Verdetto di medici nazisti e pm stalinisti”

“Con la richiesta della visita fiscale hanno sfondato il muro del ridicolo. E’ comico infatti che si chieda al leader di una forza politica, che ha preso milioni di voti, che occorra controllare se fisicamente si trovi al San Raffaele e se, a fronte di varie certificazioni mediche, si trovi davvero in condizioni di difficoltà di salute agli occhi” . Così Angelino Alfano sulla decisione dei giudici della corte d’appello di Milano di proseguire l’udienza del processo Mediaset dopo aver disposto la visita fiscale per Silvio Berlusconi per motivare l’eventuale legittimo impedimento del Cavaliere.
Alla fine i medici hanno stabilito l’assenza di impedimenti fisici per Berlusconi. Una decisione che ha scatenato critiche feroci da parte dai fedelissimi del Cavaliere. Il più duro è Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: “Medici nazisti su indicazione di un tribunale stalinista sono andanti da Berlusconi e hanno emesso un verdetto disgustoso, ma a questo punto siamo al di là di ogni dialettica normale e di fronte allo scatenamento di una persecuzione che essendo fatta da fanatici ha perso anche ogni senso del limite. “Nei confronti di Berlusconi non è in corso un giudizio, ma un autentico supplizio”, aveva detto prima della decisione della Corte il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. Mentre Sandro Bondi, coordinatore del partito, ha spiegato che “se alcuni magistrati avessero sottoposto un leader di sinistra a una persecuzione giudiziaria analoga a quella di cui da vent’anni è vittima l’ex premier, avremmo senza alcun dubbio assistito a determinazioni politiche e manifestazioni di piazza”. “Cosa pensano? Che stia male per finta? – osservava polemica l’ex ministro Stefania Prestigiacomo – Se è così abbiano il coraggio e l’arroganza di inquisire anche i medici. Prima finisce questo clima da caccia alle streghe, meglio sarà per tutti”.
Stessa linea per l’ex ministro Mariastella Gelmini: “Il risultato di questi atti è un inevitabile imbarbarimento dell’idea di giustizia già messa a dura prova, in Italia, dall’esistenza di una forte componente della magistratura ideologicamente orientata, sopravvissuta al crollo dell’89. Un retaggio di quel mondo che invocava la giustizia di classe”. Per l’ex ministro Anna Maria Bernini “l’accanimento è diventato persecutorio e a tenaglia. Da un lato i giudici di Milano dispongono per Berlusconi la visita fiscale in ospedale, dall’altro l’Anm dichiara incostituzionale la critica all’uso politico della giustizia e ogni libera manifestazione a garanzia dell’imparzialità della magistratura”.
“Quello a cui stiamo assistendo è un vero e proprio scempio”, ha dichiarato invece Manuela Repetti del Pdl. “Qui non si tratta più di perseguire la legge, ma la scena è quella di una vera e propria caccia all’uomo dove il branco eccitato dal fiuto del sangue è ansioso di azzannare la preda. E’ ormai sotto gli occhi di tutti la persecuzione di un uomo, che sta superando ogni limite di sopportazione in un Paese che si definisce democratico”. Sulla stessa linea Gabriella Giammanco, deputato del Popolo della Libertà. “La persecuzione violenta e maniacale di certa magistratura nei confronti di Berlusconi non si ferma dinnanzi a nulla”, ha detto, specificando che la visita fiscale disposta dai giudici di Milano rivela un accanimento senza precedenti nei confronti dell’ex premier.
“Le parole del Pdl – replica Enrico Letta, vicesegretario del Pd – sulle elezioni subito dimostrano che la loro agenda ha un solo punto: la difesa di Berlusconi. Non è politica, è un’altra cosa, penso che finirà male”. “Sì – è la controreplica di Paolo Romani, altro ex ministro -, abbiamo l’obiettivo di difendere Berlusconi” ed inoltre “abbiamo l’obiettivo di difendere chiunque sia perseguitato per le sue idee politiche”.

mercoledì 5 giugno 2013

Do you speak "inglisc"?

Premetto che io sono di parte perchè aborro la lingua inglese, soprattutto perché non capisco chi abbia scelto (e con quali poteri) che debba essere la lingua internazionale, del mondo. Un turista tedesco va in Spagna e se cerca una via o un monumento, probabilmente la chiederà in inglese. Rendetevi conto: un tedesco e uno spagnolo che si parlano in inglese. In Toscana ci sono un sacco di turisti, gli inglesi o gli statunitensi li riconosci bene: ti fermano e ti parlano in inglese senza manco chiederti se li capisci, lo danno per scontato. A nessuno interessa che una lingua realmente internazionale, di tutti, esiste e si chiama esperanto. A nessuno interessa che il cinese, nel mondo, è più parlato dell'inglese, come a nessuno interessa che lo spagnolo sia molto più diffuso della lingua britannica. L'istruzione pubblica dedica il nulla per l'insegnamento dell'esperanto e del cinese (sino alle scuole superiori) e pochissimo per lo spagnolo, mentre ingenti sono le spese per l'insegnamento dell'inglese, gia sin dai primissimi anni obbligatoria, senza lasciare scelta alle famiglie.

Ma fino ad adesso almeno, l'inglese da noi era lingua ufficiale de facto. Il rettore del Politecnico di Milano invece, voleva che lo divenisse anche de iuri, condannando chiunque volesse intraprendere un corso di laurea specialistica, a parlare solo detta lingua. Grazie al cielo il Tar, dopo il ricorso di alcuni professori, gli ha fatto una pernacchia: in Italia si può ancora pretendere di parlare (e studiare) in italiano. 

Veramente incomprensibile, a mio giudizio, la presa di posizione di una penna del Fatto Quotidiano che allego per intero qui sotto:



Milano, paradosso al Politecnico: la lingua inglese è una minaccia

Dicono di voler difendere la libertà di insegnamento e il diritto allo studio. In verità la battaglia contro l’inglese al Politecnico di Milano ha molto più l’aria di essere una difesa corporativa portata avanti da un manipolo di professori in difesa di rendite di posizione e interessati piuttosto a difendere il loro piccolo feudo universitario. E ieri il Tar ha messo il sigillo su questa battaglia di retroguardia, accogliendo il ricorso di 234 professori (su 1386) del Politecnico di Milano contro la decisione del rettore di tenere, a partire dal 2014, i corsi delle lauree specialistiche solo in inglese. Congratulazioni. Mettiamolo per iscritto, addirittura per legge, che l’Italia deve diventare una Cenerentola del mondo, un piccolo paese provinciale, rinchiuso nella difesa dei propri assurdi privilegi e vecchi schemi mentali. “Insegnare in inglese sarebbe un impoverimento della lingua” dicono i firmatari di un appello prima e poi del ricorso.
Il rettore Giovanni Azzone è forse un fanatico della lingua di Albione? Non credo, voleva semplicemente rendere la facoltà più moderna, dargli un respiro internazionale. Parliamo di lauree specialistiche, di ingegneri e architetti, che dovrebbero anzi pretendere di ricevere una educazione in inglese. Per essere competitivi in questo mondo globalizzato non basta sapere l’inglese posticcio del liceo. Era anche una decisione per cercare di attrarre studenti da tutto il mondo, dire a quella marea migrante di persone che usano l’inglese come lingua franca per comunicare, scambiare idee, lavorare; ehi ragazzi, ci siamo anche noi. Invece di andare in Inghilterra o in America o in Canada, venite a studiare a Milano. Gente abituata a parlare la propria lingua a casa, che sia cinese, turco, indiano, spagnolo o norvegese. Ma a studiare in inglese, perché i testi scientifici sono in inglese. Perché se vuoi pubblicare una ricerca su una rivista e farlo sapere al mondo, lo devi fare in inglese. E perché l’inglese è la lingua dei congressi internazionali, di internet, di twitter, di google, dell’informazione globale che corre sulla rete. Lo hanno capito perfino i francesi. Il paese dell’eccezione culturale, il paese campione dello sciovinismo linguistico, dove si ostinano ancora con il ridicolo “ordinateur” al posto del computer. Martedì la prima pagina del quotidiano gauchista Libération titolava a lettere cubitali “Teaching in English. LET’S DO IT”, con un articolo di fuoco contro i francesi “che si comportano come gli ultimi rappresentanti di un villaggio gallico sotto assedio”. Una entrata a pie’ pari nel dibattito sul discusso disegno di legge per introdurre l’insegnamento di alcune materie in inglese all’università che dovrebbe essere votato in questi giorni. In Francia sì, in Italia no. Unici ancora in Europa a doppiare i film in lingua invece di sottotitolarli. È anche questa una difesa della diversità linguistica?
Siamo al paradosso che sono proprio gli accademici a vedere nell’inglese una minaccia, quando dovrebbero essere loro a promuoverlo. Una difesa di casta mascherata da nobile battaglia in difesa della lingua di Dante. “Una vittoria della ragione e della cultura” ha dichiarato Agostina Cubiddu, docente di Diritto amministrativo al Politecnico nonché avvocato dei ricorrenti. Un conto è conoscere una lingua straniera, un altro tenere lezioni ed esami, la tesi dei ricorrenti. Si capisce fosse in discussione l’abolizione dell’italiano dalle scuole elementari. O che si parlasse di insegnare letteratura italiana in inglese. Ma qui non c’è nessuna minaccia alla lingua madre: l’elettronica e l’ingegneria hanno bisogno dei sottotitoli? Si obietta che gli studenti che non sanno l’inglese sarebbero discriminati. Sono lauree specialistiche. Lo imparino, finché saranno in tempo. Perché sennò sarà la vita a discriminarli. E il mercato del lavoro. E la fame dei cinesi, che l’inglese lo imparano eccome. Ma allora sarà troppo tardi e non ci sarà nessun Tar in grado di trovargli un lavoro.
@caterinasoffici
Il Fatto Quotidiano, 25 maggio 2013




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sabato 25 maggio 2013

Ordinanza assurda, lecite domande


Tale cane tale padrone. Ora è legge: multe a chi sgarra

di Eliana Giusto 
@giocattolirock
Tale cane, tale padrone. Sei alto e grosso? Puoi permetterti un Alano. Sei un peso piuma formato tascabile? Allora prenditi un Bassotto. Perché altrimenti rischi una bella multa. 
Succede a Rota Imagna. Scrive l'Eco di Bergamoche il Comune orobico ha imposto una nuova norma, che recita: "È fatto divieto assoluto di consentire la libera circolazione dei cani, senza la presenza di un conduttore di una corporatura e un peso proporzionato alla mole dell'animale". Dal primo giugno, in sostanza, il giusto "rapporto tra la popolazione umana e le specie canine domestiche" diventa legge. Per chi sgarra, sono previste sanzioni da 25 a 150 euro. Vietato quindi far portare fuori il San Bernardo dal figlio dodicenne. 
Certo fa specie vedere dei ragazzini sotto il metro e sessanta passeggiare con un Rottweiler (così come degli omoni con i Barboncini), ma forse più che un ordinanza servirebbe un po' di buon senso. Io non prenderei mai un Mastino napoletano per compensare la mia minutezza, finirei stesa a terra alla prima uscita. 




Mail inviata all'indirizzo PEC del comune di Rota d'Imagna

   All'attenzione del sindaco

Spettabile Sindaco Sibella, apprendo a mezzo stampa delle sanzioni previste per chi conduce al guinzaglio cani senza che vi sia proporzione tra corporatura e peso con il conducente, nel comune che dirigete. Premesso che sono residente in un'altra regione, vorrei una risposta alle successive due domande:

1 - quale deve essere la proporzione da rispettare (tra cane e conducente) in merito a corporatura e peso? 

2- se io sono al di sotto di quella proporzione, ma avevo adottato il mio cane prima che imponesse la sua ordinanza, sono soggetto al pagamento della sanzione ogni volta che lo porto fuori, ne sono esente o possiamo concordare una sorta di forfait\abbonamento?


grazie per le sue gentili risposte

distinti saluti
xxxx yyyyy

Fuori dall'euro

Sono un convinto anti euro e pro lira, e quando ne parlo sento la maggior parte delle persone esclamare che se tornassimo alla lira dovremmo andare a pagare il giornale o le sigarette con una "carriola di lire". Vediamo se questo articolo vi convince del contrario:



Eurozona, quelli che “la benzina aumenterà settanta volte sette…”

Tira una brutta aria nelle roccaforti del Pude (Partito Unico Dell’Euro), aria di imminente smobilitazione. Le crepe nel muro di gomma sono sempre più evidenti, il dibattito è aperto perfino nel paese che, per i più ingenui, avrebbe meno interesse ad aprirlo (la Germania), l’opposizione all’Eurss si fa, da scientifica, politica, e in paesi più democratici del nostro fa incetta di voti. Questa, peraltro, è un’altra fonte di preoccupazione, visto che lo spazio politico della verità tecnica (l’euro è insostenibile) è stato improvvidamente lasciato alle destre più becere da chi ha ucciso il dibattito a sinistra (in Italia il Pd).
Ma è proprio quando la fine si avvicina, che si manda in prima linea la carne da cannone. Le unità di élite (si fa per dire) meglio risparmiarle: chi scaltramente e per tempo ha dimostrato di avere un po’ di cervello, tornerà poi utile per negoziare al tavolo della pace, forte di un opportunistico “io l’avevo detto”.
Illuminante in questo senso la puntata di “La vita in diretta” del 2 maggio scorso, condotta da un ottimo Marco Liorni. Una puntata che ha raggiunto vette di umorismo involontario grazie alle uscite di due estremi difensori dell’euro.
La star della giornata è stata senza dubbio il vicedirettore del Sole 24 Ore, che ha inanellato una perla dietro l’altra: secondo l’esperto del più autorevole quotidiano economico nazionale l’Italia sarebbe entrata nell’eurozona al cambio di 1700 lire per euro (peccato che una casalinga, intervistata, abbia appena ricordato la quotazione corretta); l’emissione di moneta o di debito pubblico sarebbero operazioni finanziarie equivalenti per lo Stato (dettaglio: sui titoli del debito si paga un interesse, sulle banconote no); lo scatafascio dell’eurozona sarebbe colpa dei commercianti che hanno fatto i furbi fissando arbitrariamente i prezzi (per un esperto è una visione del problema un po’ riduttiva, e per un giornalista è un modo irresponsabile di alimentare l’odio sociale).
Ma il culmine si raggiunge quando l’esperto si avventura in uno scenario catastrofico: lo sganciamento dall’Italia dall’euro porterebbe la benzina a costare sette volte di più.
Sette volte di più?
Il richiamo a un numero dal forte richiamo simbolico (i vizi capitali, le piaghe d’Egitto, i dolori di Maria, ecc.), è astuto, bisogna ammetterlo, e strappa l’applauso alla claque. Ma, come dire, “sotto il simbolo niente”. Perché l’ipotesi prospettata è così irrealistica da denotare una incompetenza in economia largamente superiore alla scaltrezza comunicativa.
Il costo del greggio in valuta nazionale può aumentare per due motivi: o perché aumenta il costo del barile in dollari, o perché aumenta il prezzo del dollaro (cioè perché la valuta nazionale si svaluta). In entrambi i casi il petrolio, in valuta nazionale (euro o lira che sia), costa di più, con un ovvio impatto sui prezzi. Dato che l’esperto del Sole 24 Ore collega l’aumento del prezzo della benzina all’uscita dall’euro, egli vuole lasciar intendere che se la nuova lira fosse libera di fluttuare, un dollaro, dall’oggi al domani, costerebbe sette volte di più: una rivalutazione del dollaro del 600%, o, se volete, una svalutazione della nuova lira dell’85%.
Ricordiamo allora: (1) i motivi per i quali l’Italia dal dopoguerra non ha mai sperimentato svalutazioni così catastrofiche, e (2) i motivi per il quali un aumento del greggio, comunque originato, non avrebbe l’impatto sui prezzi interni delineato dall’esperto.
Circa il primo punto, ricordo che la massima svalutazione contro il dollaro, su base annua, si è avuta nel 1981ed è stata di circa il 30%. L’espertone di turno dirà: “Ma oggi il mondo è diverso, c’è la Cina!” (che non c’entra nulla, ma torna sempre utile per far paura all’interlocutore) “Non puoi prevedere il futuro in base al passato!”. Si sa, domani il sole potrebbe anche non sorgere, chi ha studiato Hume ne è consapevole. Ma un dato è certo: anche al buio, se la lira si svalutasse così tanto, una Ferrari California costerebbe meno di una Passat. Ed è questo è il motivo per il quale non ci sono state in passato e non ci saranno in futuro svalutazioni catastrofiche come quelle previste dall’esperto del Sole 24 Ore: in caso di sganciamento le banche centrali dei nostri concorrenti (Usa, Giappone, Germania) interverrebbero per sostenere la nuova lira, perché se non lo facessero distruggerebbero la competitività di prezzo delle rispettive industrie nazionali.
Circa il secondo punto (l’aumento del prezzo del greggio non ha un impatto uno a uno sull’aumento dei prezzi interni), ci sono tre cose che un esperto dovrebbe sapere: (1) il prezzo del greggio è solo una componente del costo industriale della benzina, l’altra componente importante essendo la raffinazione (effettuata sul territorio nazionale da maestranze pagate in valuta nazionale); (2) il prezzo alla pompa, a sua volta, è gravato da imposte per più della metà; (3) infine, l’energia non è l’unico costo sostenuto dalle imprese: per molte di esse il costo del lavoro (pagato in valuta nazionale) incide molto di più. Quindi, se anche il greggio ci costasse dall’oggi al domani sette volte di più (ipotesi ridicola): (1) l’aumento del costo industriale della benzina sarebbe una frazione dell’aumento del costo del greggio, (2) l’aumento del prezzo alla pompa sarebbe una frazione dell’aumento delcosto industriale, e infine: (3) l’aumento del livello generale dei prezzi (inflazione) sarebbe una frazione dell’aumento del prezzo alla pompa, cioè una frazione di una frazione dell’aumento del costo del greggio.
Vogliamo, invece di blaterare, guardare i dati?
inflazione-petrolioinflazione-petrolio
La Fig. 1 riporta il tasso di inflazione e la variazione del prezzo del petrolio in valuta nazionale (lira fino al 1998, euro dal 1999). Si vede che fra le due variabili una relazione c’è. In effetti, nei “terribili” anni ’70, che ancora suscitano incubi in certi animi sensibili, il decollo dell’inflazione segue quello del prezzo del petrolio, e nel 1974 i due picchi coincidono.
“Ecco!” diranno alcuni avvocati delle cause perse: “Vedi, te l’avevo detto: l’aumento del prezzo del petrolio si scarica tutto sui prezzi interni, perché l’energia, i trasporti,…”.
Un momento: avete visto la scala del grafico? L’inflazione è misurata a sinistra, e la variazione del prezzo del petrolio a destra. Nel 1974 l’inflazione in effetti raggiunse il 19%, ma il prezzo del petrolio (in lire) era aumentato del 328%! Sì, avete capito bene: l’inflazione fu circa un quindicesimo della variazione del prezzo del petrolio. Del resto, quando nel 1986 ci fu il controshock petrolifero, e il prezzo del petrolio in lire si dimezzò (-50%), in Italia i prezzi al consumo non diminuirono: semplicemente, aumentarono di meno. Sorprendente? No, se si applica la logica economica che vi ho esposto sopra. Il ragionamento secondo il quale se il petrolio aumenta dix, allora la benzina aumenta di x, e quindi tutti i prezzi interni aumentano di x, perché ogni merce viene trasportata, colpisce molto la fantasia popolare, ma è, come dire, lievemente impreciso.
Certo non è colpa degli elettori se aderiscono a ragionamenti così superficiali: sono gli unici argomenti sviluppati dalla stampa del regime eurista. Ma siamo fiduciosi: presto il regime cambierà, e in ordinata simmetria, ne siamo certi, cambieranno anche i ragionamenti della (libera) stampa.

Vietato menzionare... siamo alla frutta

Il divieto di menzionare un prodotto non l'avevo mai sentito...



Nutella innominabile, Ferrero censura la sua blogger-fan

La Nutella non si può nemmeno nominare. E' il diktat della Ferrero spache ha censurato la blogger-fan Sara Rossoche si è inventata ilWorld Nutella day (il 5 febbraio) per celebrare la crema spalmabile alla nocciola che fa impazzire grandi e piccini di tutto il mondo. Riporta infatti Corriere.itche da qualche giorno sulla homepage del sito della Rosso campeggia un messaggio: "Il 25 maggio 2013 oscurerò il sito della Giornata mondiale della Nutella, e ogni presenza sui social media (Facebook, Twitter) in conformità al decreto ingiuntivo ricevuto dagli avvocati che rappresentano Ferrero Spa (produttori della Nutella)".
La Rosso spera che questo non sia un addio definitivo al Wnd e che "la Giornata possa continuare a esistere in un modo o nell'altro nel futuro". De resto proprio durante la giornata mondiale della Nutella migliaia di fan della crema di nocciole si scambiano curiosità e ricette più o meno originali: torte, biscotti, crêpe, pizza e persino pollo.

venerdì 24 maggio 2013

Una truffa in meno

Qualche truffa ogni tanto viene smascherata. Ora speriamo che i colpevoli paghino in modo adeguato: tirando il collo a un truffatore, quelli intorno fanno.... gli onesti!!


da :http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-05-20/truffa-oscura-portale-pirata-081321.shtml?uuid=Ab2viOxH


Truffa a Sky, Gdf oscura portale pirata: replicava l'offerta a 8 euro al mese

La Guardia di Finanza di Agropoli (Salerno) ha oscurato un portale internet pirata che secondo le indagini trasmetteva in streaming su 16 siti la programmazione a pagamento dei canali Sky. L'operazione è partita da una denuncia di Sky nei confronti del portale internazionale "Futurbox", gestito da un'organizzazione ucraina. I server sono stati localizzati in Ucraina, Germania, Russia e Romania. Il portale replicava i film e gli eventi sportivi dei canali Hd di Sky con abbonamenti da 8 euro al mese.
Nelle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania (Salerno), la Guardia di Finanza ha scoperto che con 135 euro era possibile acquistare un dispositivo hardware da gestire direttamente con il telecomando. Uno di questi appartiene a un ente universitario di ricerca ucraino, a disposizione degli studenti universitari. 
Oltre all'oscuramento del portale, attraverso l'inibizione dei 'dns', indirizzi numerici che consentivano di raggiugere 16 siti che rinviavano al portale Futurbox, le Fiamme gialle hanno eseguito perquisizioni a Bari e Taranto nei riguardi di due persone, che secondo le indagini spedivano in Ucraina le smart card necessarie per accedere ai servizi Sky e promuovevano in Italia i servizi offerti da Futurbox attraverso due siti italiani, pure sequestrati. Uno dei denunciati, un laureato in informatica, stava realizzando un software per personalizzare i servizi di Futurbox. 
Le indagini proseguono in sei nazioni diverse e in tutta Italia per identificare gli utenti che avrebbero sottoscritto gli abbonamenti. Fra gli obiettivi degli investigatori vi è anche quello di quantificare il danno causato a Sky. (Ansa)

martedì 7 maggio 2013

Ennesima multa a RyanAir, speriamo non l'ultima

Qualcuno per caso ha presente quando prenotando un biglietto RyanAir a 2 euro ci vediamo aggiungere 20 di tasse e quando si va a pagare si aggiungono 15 euro per l'utilizzo della carta? Forse leggendo qui sotto sarete più contenti...


Ryanair, multa Antitrust da 400mila euro per tassa su pagamenti con carta di credito

Ryanair incassa una maxi multa da 400mila euro per “reiterata inottemperanza” a una delibera dell’autorità garante della concorrenza e del mercato. Nel mirino dell’Antitrust è finita la nuova tassa per l’utilizzo della carta di credito imposta dalla compagnia al termine del processo di prenotazione di un volo. Con la quale la low cost irlandese, secondo le autorità, non ha rispettato gli impegni presi.
Il gruppo avrebbe infatti dovuto modificare definitivamente le modalità di rappresentazione ai consumatori del prezzo dei biglietti aerei offerti a partire dal primo dicembre 2012. Ma ha aspettato il 7 febbraio 2013 per rimuovere finalmente i profili di scorrettezza contestati. Non solo. In quell’arco temporale, la società ha introdotto un nuovo supplemento, denominato “tassa carta di credito”, richiesto al termine del processo di prenotazione di un volo in caso di pagamento con numerose tipologie di carte di credito (Ryanair, Mastercard, Ryanair Visa, Voucher prepagato 3V Visa, Master Card e Visa), di importo pari al 2 per cento del prezzo del servizio di trasporto selezionato dal consumatore, incrementando così la tariffa inizialmente proposta.
Le autorità sottolineano invece che il prezzo dei biglietti per il trasporto aereo deve essere chiaramente e integralmente indicato, sin dal primo contatto con il consumatore, in modo da rendere immediatamente percepibile l’esborso finale. I principali concorrenti di Ryanair, grazie all’azione dell’autorità, hanno peraltro recepito tale principio lo scorso anno.
Il provvedimento dell’Antitrust è stato accolto a braccia aperte dall’Adusbef e Federconsumatori. “Positivo l’intervento sulla tassa carta di credito”, hanno avvertito le associazioni a tutela dei consumatori in una nota, sottolineando che “si tratta di un comportamento scorretto che già in passato avevamo denunciato invocando approfondite indagini, controlli e severe sanzioni”. E anche il Codacons ha ribadito: “Bisogna eliminare qualsiasi commissione a carico degli utenti nelle operazioni di acquisto online di biglietti con carta di credito o carta prepagata”.

Equitalia delenda est: eppur qualcosa si muove


Equitalia citata alla Corte Europea per anticostituzionalità

C’è finalmente qualcuno in Italia che ha deciso di combattere a viso aperto Equitalia e i poteri ad essa conferiti da uno Stato forte con i deboli cittadini e non altrettanto con la difesa dei loro diritti.

Basti pensare che l’Europa per questo ha già comminato ben 120 milioni di euro di multe per i ritardi con i quali lo stato italico provvede ad eseguire le sentenze alle quali è stato condannato.

Equitalia dunque viene citata con un ricorso alla corte dell’Unione europea e a promuovere questa azione sarà l’associazione “Noi consumatori ”, un movimento che addirittura presenta l’headline fin nel suo marchio di “anti-Equitalia”.

L’animatore principale di questo progetto è l’avvocato Simone Forte, il quale ha dichiarato alla stampa: “C’è stata la volontà politica di creare una via più rapida, per incassare cifre relative ai tributi. Questo si è tradotto in norme che calpestano i principi generali del diritto.

Tra l’altro tendono a giustificare la questione associando il debitore di Equitalia al’evasore mentre non è così, anzi: spesso si tratta di persone che vorrebbero pagare le tasse ma per via della crisi o di altri problemi non se lo possono permettere, persone cui non viene data la possibilità di saldare i propri debiti, costretti d’improvviso a difendersi da una macchina che una volta partita non arresti più”

L’associazione, forte di una presenza di quasi venti sedi disseminate sul territorio nazionale, fornisce consulenza a titolo assolutamente gratuito e aiuta i cittadini a trovare il bandolo della matassa nelle soluzioni magari più intricate

Per parlare di Milano, secondo il presidente Forte, Equitalia avrebbe fatto scattare quasi 200.000 ipoteche su immobili di gente che aveva problemi di pagamenti gettando nella disperazione i relativi proprietari.

“Stiamo tentando di aiutare un imprenditore che rischia di chiudere” – ha dichiarato Forte per citare un esempio comune a tanti altri – “sono partiti i pignoramenti e ora è dura. Bisogna denunciare, parlare, e soprattutto affrontare la cosa finché si è in tempo, altrimenti diventa complicato persino per noi intervenire. E se tibloccano il capannone, le proprietà e i conti bancari, considerando che le commissioni tributarie ci mettono un anno e mezzo a rispondere non se ne esce, perché un anno e mezzo per un imprenditore è una vita”

L’obbiettivo di Forte e della sua associazione resta quello di “aggredire perché si è costretti a difendersi”. E in fondo opporsi è ancora un diritto possibile per i cittadini italiani!.

Fonte: Siamo la gente

lunedì 6 maggio 2013

La regina immaginaria

Il week end scorso è stata celebrata, a Piombino, la festa della regina. Chiedere quale sia la regina che si possa festeggiare a Piombino è talmente banale che ero quasi indeciso se scrivere questo post, ma poi non ce l'ho fatta....
Ma non si poteva trovare un altro nome per una serata con banchetti e vezzi vari?? Adesso dovranno festeggiare anche la festa dell'imperatore giapponese se non vorranno incorrere in incidenti diplomatici.... Ma via...





venerdì 26 aprile 2013

Ospedale di Viareggio e tv a pagamento

Ospedale di Viareggio, post-operazione. Camera con televisore annesso, televisore a pagamento. Previo esborso di denaro possiamo scegliere cosa vedere, consultando il listino prezzi che allego (presente in camera).





lunedì 15 aprile 2013

Vodafone e il mancato rispetto per il cliente: richiesta di Conciliazione inviata

Richiesta di Conciliazione (che allego qui sotto) inviata alla CoreCom Toscana:





In più, per opportuna conoscenza, allego anche la risposta della Vodafone al reclamo a lei inviato:

Buongiorno    , 

In merito a quanto da te richiesto, ti informiamo che non sono presenti blocchi sulla tua sim o problemi di natura tecnica che ti impediscano il contatto al servizio clienti 190.
La voce guida del servizio clienti 190 presenta un menu iniziale che ti permette di scegliere se desideri informazioni e assistenza specializzata.
La voce guida presenta sempre un tasto relativo alla possibilita' di parlare con un operatore ed è finalizzata a facilitare l'accesso alle informazioni di tuo interesse e se necessario agli operatori specializzati su uno specifico argomento.
Non abbiamo la possibilita' di fornirti un percorso in quanto questo puo' variare in base al numero di clienti che nello stesso momento stanno contattando il 190 e dal fatto che la chiamata provenga da rete fissa ADSL Vodafone o da un numero mobile. 
I casi relativi a problemi tecnici sono da considerarsi tali solo ed esclusivamente se la chiamata al 190 non si riesce proprio ad effettuare, cioe' se  chiamando il 190 dal tuo numero senti tritonale o vedi sul display del cellulare "errore di connessione" (ma riesci ad effettuare le altre chiamate) o nell'ascoltare l'IVR la chiamata si abbatte improvvisamente e il problema si ripropone costantemente sempre nello stesso punto.
Se il tuo caso rientra tra questi,ti invitiamo a contattare il servizio clienti Vodafone al 190 tramite un numero alternativo o da rete fissa al numero 800 100 195 per consentire all'operatore di effettuare le opportune verifiche anche dal dettaglio chiamate e trasferire il caso al reparto tecnico.


Grazie per aver utilizzato i nostri servizi on line!



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Ti informiamo che non e' possibile rispondere 
direttamente a questa mail effettuando il Reply. 
Ti invitiamo pertanto, se desideri scriverci 
nuovamente, ad entrare nel sito: 

http://www.vodafone.it.

mercoledì 10 aprile 2013

Addio alla lady di ferro

La signora Thatcher, la lady di ferro è morta.
Dire che ha rovinato il Regno Unito è poco, a mio avviso a contribuito a rovinare l'Europa in senso lato.
Ma di fronte alla morte non si può portare rancore e, per esaudire la sua voglia di liberismo/capitalismo sfrenato c'è chi vorrebbe farle un ultimo regalo: privatizzare il suo funerale, concederne i diritti (magari anche tv) al migliore offerente per salutarla come lei avrebbe voluto.

Di seguito un pezzo (di Isabella Borghese, controlacrisi.org) interessante a riguardo, e con qualche cenno storico, interessante per chi non la conoscesse:

Loach: "La Thatcher? Privatizziamo il suo funerale! Mettiamolo sul mercato, accettiamo l'offerta più economica!"

Sulla morte della cosidetta "Lady Ferro" si sta dicendo molto. A un giorno dalla sua morte, con i suoi funerali che saranno tra dieci giorni, davanti alla parole di un Putin che l'ha definita "Una grande figura politica, rigorosa diretta e coerente, di cui conserverò un ricordo positivo", ci piace ricordare quelle più forti e più vicine ai lavoratori, agli operai, e sono quelle di Ken Loach: "ll modo migliore per onorare Margaret Thatcher? Privatizziamo il suo funerale. Lo mettiamo sul mercato e accettiamo l'offerta più economica. È quello che avrebbe voluto. Del resto, le parole di Loach spiegano molto di più, non si fermano a quella che può sembrare una battuta. "La disoccupazione di massa - ha continuato - la chiusura di fabbriche, le comunità distrutte: questa è la sua eredità. Era una combattente e il suo nemico era la classe operaia inglese. Le sue vittorie sono state aiutate dai capi politici corrotti del Partito laburista e di molti sindacati. È a causa di politiche avviate da lei che siamo in questo casino oggi".

Va da sé allora che accanto alle parole di Ken Loach passiamo in rassegna il punto di vista dei minatori inglesi che, ad oggi, non vedono altro, nella morte della Thatcher che un motivo di grande festa.
"Sono felice - si è espresso David Hopper, il responsabile per il Nord-est dell'Inghilterra della Num, Sindacato dei minatori inglesi - I minatori stanno cercando di organizzare una festa in coincidenza del giorno del suo funerale.

"Ha fatto più male nel Nord-est di chiunque altro - ha poi aggiunto - e non lo ha fatto solo alle miniere di carbone: ha iniziato a distruggere i sindacati, decimato l'industria, distrutto la nostra comunità. Oggi l'Inghilterra è costretta ad importare 40 milioni di tonnellate di carbone l'anno, è scandaloso. E sul funerale... Non ci saranno molte lacrime: molti guarderanno la cerimonia in tivù, ma come si guarda il calcio".

Anche la reazione di Ken Livingstone, dal 2000-2008 sindaco laburista di Londra sono state chiare, nella stessa direzione, anche più forti se vogliamo: "Le politiche di Margaret Thatcher erano fondamentalmente sbagliate. Ha provocato l'odierna crisi degli alloggi, ha prodotto la crisi delle banche e quella dei sussidi pubblici». È poi Gerry Adams a ricordare un altro dolorosissimo capitolo di quegli anni: "

"Margaret Thatcher - ha aggiunto Gerry Adams, leader repubblicano dell'Irlanda - ha causato grande sofferenza all'Irlanda. Ha provocato grande dolore agli irlandesi e ai britannici, la classe lavoratrice è stata devastate dalle sue politiche.

"Da poche ore e' morta Margaret Thatcher e gia' e' in corso il processo di santificazione - si è espresso ieri Paolo Ferrero, Segretario Nazionale di Rifondazione Comunista - Invece va detto con forza che il mondo senza di lei sarebbe stato decisamente migliore. Animata da un enorme odio di classe, ha operato con determinazione per distruggere il movimento operaio inglese e i minatori in particolare. Nel giorno della sua morte - ha aggiunto - i media dovrebbero parlare dell'enorme sofferenza individuale e sociale che ha determinato con le sue politiche, della dignita' di quelle centinaia di migliaia di minatori che per un anno, dal 1984 al 1985, fecero il piu' lungo sciopero dell'eta' moderna per opporsi al proposito fascista della Thatcher di far fuori i minatori attraverso la chiusura arbitraria delle miniere. È morta l'amica di Pinochet, una delle piu' grandi nemiche dei lavoratori, della liberta' e della
giustizia di tutti i tempi".





La Vodafone ci prende anche in giro

Ci prendono anche in giro, dato che probabilmente molte persone sono intrattabili proprio a causa loro. Ma vaff...





Vodafone e il servizio clienti misterioso...

Appena passato da Wind a Vodafone ero entusiasta: un insieme di piccoli accorgimenti per il cliente che la compagnia di Eolo non aveva mai avuto, a fronte di un costo di poco superiore. Ma come sempre voglio aspettare un po' per gli elogi, ormai l'esperienza mi ha insegnato che le magagne escono fuori dopo un po'.
E così è stato. Una sera, avendo necessità di parlare col servizio clienti, chiamo il 190. Dopo una mezz'ora di attesa (non era mai successo) riattacco. L'indomani un'altra mezz'ora di attesa senza riuscire a parlare con nessuno, due giorni dopo componendo il 190 mi accorgo che era stata esclusa l'opzione "parla con un operatore". Eseguo altre prove nei giorni seguenti e poi contatto la loro assistenza di Facebook, dove noto che il mio problema era comune a decine di altri clienti. Gli scrivo, mi forniscono un indirizzo mail (non PEC, quelli puzzano!!) e espongo a loro il mio problema. La risposta?? A stretto giro di posta mi comunicano che, a seguito di un loro controllo tutto risulta funzionante.
Morale?? A distanza di un mese non sono ancora in grado di parlare con un operatore, con tutti i disagi che ne conseguono.
Cambiare operatore??? No, basta. Mi sono stufato di cambiare io, cambio operatore, pago 5 euro e vengo fregato un'altra volta da questo oligopolio di lobby telefoniche. E rinizio il giro. Basta, sarà bene che inizino a cambiare (e pagare) loro. Stasera butto giù due righe da inviare alla CoReCom, chiederò una conciliazione dove esporrò le mie richieste, economiche ma non solo.
Vi terrò aggiornati.

In allegato solo alcuni dei commenti degli utenti sulla pagina ufficiale Vodafone riguardo i disservizi del 190...